Afrore napoletano

Pubblicato il 3 gennaio, 2008 alle 4:24 pm da Rinoceronte


vesuvio-fumante.jpgForse solo nella Calcutta degli anni ‘50, col Gange che fungeva da acquedotto e fognatura e l’aria irrespirabile per le pire funebri, c’era un degrado ambientale paragonabile alla Campania felix di oggi. I TV e sulla grande (?) stampa le prime pagine a caratteri cubitali parlano di “emergenza rifiuti” come si trattasse di una calamità naturale insorta improvvisamente per lo scatenarsi delle forze della natura. Invece si tratta di una situazione tragi-cronica (!) che sta sommergendo d’immondizia materiale un’intera regione e d’immondizia morale un’intera classe dirigente. Ma di tutto questo quasi (con le dovute eccezioni: vedi il sito del Corriere della Sera) non si parla, perché non è elegante denunciare chiaramente le colpe di Bassolino (uno dei 40 saggi per la costituente del Partito Democratico) e della gracchiante Iervolino . Oggi siamo alla produzione a cielo aperto di diossina dai roghi ubiquitari dei cumuli di rifiuti ed ai richiami dell’Unione Europea (forse memore dell’epidemia di colera del 1973 che ci riportò ai tempi della repubblica partenopea) per le infrazioni comunitarie nella gestione dei rifiuti , ma sul sinistro potere acqua in bocca. Solo sui blog, incontrollabili e che a ragione e proprio per questo motivo il governo vorrebbe imbavagliare col ddl del sottosegretario Levi, le notizie e le accuse filtrano.

Oggi la polizia è intervenuta per sgomberare i manifestanti che bloccavano il traffico a Pianura, quartiere periferico di Napoli, mentre a San Giorgio a Cremano invece è esplosa la protesta dei commercianti che hanno bloccato il traffico cittadino e capovolto i cassonetti. Polizia e carabinieri sono riusciti ad entrare nella discarica utilizzando due entrate alternative al sito per evitare lo scontro [e “buscarle” Ndr] con i manifestanti che continuano a bloccare le strade: è stato chiuso anche il tratto della ferrovia Cumana a Pianura. Il fumo sprigionato dalle fiamme appiccate ai cassonetti e ai rifiuti sta avvolgendo l’intera area di Pianura, mentre ai lati delle strade vi sono centinaia di topi morti.
Da questa mattina stanno chiudendo uno alla volta tutti i sei impianti di CDR (Combustibili Da rifiuti) della Campania per l’impossibilità di far uscire le balle di rifiuti lavorate.

Scrive sul suo giornale on-line Maurizio Blondet:

[...] una grossa azienda tedesca, la Remondis, s’è offerta di ricevere e smaltire tutti i rifiuti della Campania in un inceneritore da realizzare in Renania, ai confini col Lussemburgo. Stranamente, né i renani né i lussemburghesi sono insorti, come fanno i «cittadini napoletani» che si mobilitano per pestare i poliziotti quando si tenta di aprire una discarica.Anzi, là la spazzatura è considerata una risorsa: l’inceneritore la trasformerebbe in elettricità.La Remondis chiede solo che il contratto con Napoli duri 15 anni, perché deve fare un grosso investimento. [...] la ditta tedesca già accoglie e brucia ogni giorno 1.000 tonnellate di monnezza napoletana (sulle 7.500 prodotte). Ogni giorno, treni carichi di luridume passano il Brennero dove la Germania lo accoglie e lo brucia efficientemente. Con gran guadagno: non solo produce energia elettrica, ma riceve dall’Italia 215 euro a tonnellata per i rifiuti domestici, di più per quelli speciali. [...] questo export napoletano, forse l’unica voce di esportazione campana, anziché rendere, costa: 400 mila euro al giorno.In lire, sono 800 milioni al giorno presi ai contribuenti, e sottratti a pensionati e poveri.E questo dura da 14 anni, da quanto dura l’impero di Bassolino sulla Regione. Che spedire i rifiuti in Germania a 215 euro a tonnellata costa comunque meno che smaltirli in zona. Qui, il commissario all’emergenza rifiuti spende da un minimo di 290 euro a oltre 1.000 a tonnellata. Sono 120 euro a tonnellata per fare le famose «ecoballe», ossia per confezionare la rumenta nei fogli di plastica: solo da noi si confeziona il marciume come fosse un dolciume. Altri 20 a tonnellata lo vogliono i camion per portare le «ecoballe» sui terreni di discarica. Altri 150 costa lo stoccaggio, naturalmente «provvisorio», in attesa degli inceneritori che «la società civile» non vuole si facciano. In attesa, le «ecoballe» «stazionano per anni in terreni acquistati o presi in affitto a caro prezzo». [...] E Bassolino, non solo è a piede libero, ma continua ad essere governatore della Regione che ha devastato e riempito di rifiuti. Recentemente la tassa sui rifiuti è stata aumentata del 100% e costa ai napoletani il 140% in più che ai milanesi, con l’aggravante di un servizio che non viene reso. Fra il 2000 e il 2004, Bassolino, vista la sua competenza, è stato «commissario speciale all’emergenza rifiuti». Dopo di che, è stato rinviato a giudizio, insieme ad altri 29 per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture. Bassolino, per l’abuso d’ufficio, ha dichiarato di aver firmato delle carte senza leggerle: così viene meno il «dolo» e resta, al massimo, la negligenza. Frattanto il GUP Alberto Vecchione, che aveva avviato l’indagine, è stato trasferito (senza che fosse indicato il sostituto); gli avvocati hanno contestato un centinaio di difetti di notifica; l’udienza preliminare slitta da un mese all’altro, è già slittata tre volte. Si arriverà sicuramente alla prescrizione. Ecco l’ultima: Bassolino, con la sua giunta, ha indetto un appalto per l’acquisto di 700 telefonini cellulari, da distribuire ad assessori, dirigenti e «personale con esigenze di reperibilità». D’accordo, le esigenze di servizio. Ma allora a che scopo alcuni dei cellulari sono «modello top con lettore mp3»? I reperibili devono ascoltare musica pop per ragioni di servizio?
E una sessantina di telefonini sono Blackberry con navigatore GPS: forse perché i dirigenti e assessori in emergenza rischiano di smarrirsi tra le montagne di monnezza di cui hanno coperto la città? Possono fare quel che vogliono. Il perché lo ha detto lo stesso governatore: «Siamo l’unica regione in cui il centrosinistra dal ‘93 in poi ha sempre vinto. E io sono l’unico politico ad aver aumentato i voti ogni volta che si è presentato, al Comune o alla Regione». Sotto Bassolino, i turisti in Campania sono diminuiti del 20%, ma i voti alla sinistra sono aumentati.

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