Agnelli, attenti al lupo

Pubblicato il 2 maggio, 2009 alle 5:27 pm da


Agnelli, attenti al lupo

I diritti di trasmissione del concerto del Berliner Philharmoniker con la direzione del maestro Riccardo Muti al Teatro San Carlo di Napoli sono stati acquistati dalla rete televisiva tedesca Ard, che li ha ceduti in mondovisione ad una dozzina di emittenti di Paesi europei e del Giappone.

“Stiamo in collegamento con tutta Europa e con il Giappone ma non con l’Italia”, ha lamentato Muti dal palcoscenico.

«Dopo l’accordo raggiunto tra Fiat e Chrysler sono fiducioso che riusciremo a ricostruire l’intera economia americana» ha detto Obama.

Questi due flash illuminano come lampi il crepuscolo italiano dove la luce è fioca ma è sempre presente, anche a dispetto di noi stessi che vediamo i nostri limiti e diamo agli altri la possibilità d’ingigantirli, siano commissari europei che ci fanno i conti in tasca o critiche di quotidiani “autorevoli” di nazioni con le toppe al culo quanto e più di noi. Tutti sempre pronti a farci le pulci ed appiccicarci l’etichetta di pizza e mandolino.

Negli USA, dove Detroit ha oggi più macerie e rovine di quante ce ne siano a l’Aquila, ci hanno dato una lezione di buonsenso, anche se ancora qualcuno ricorda la vecchia battuta: “FIAT= Fix It Again, Tony e cioè Riparala di nuovo, Tony.

Reduci dal matrimonio fallito con la regina Daimler questa volta hanno preferito fidanzarsi scendendo nella scala sociale, con i sindacati –loro, non nostri- colpiti da imprevista saggezza e compartecipi dei destini aziendali. Del resto non possiamo colpevolizzare i nostri sindacati più di tanto se persino gli Agnelli si mostrano stitici nell’investire e rischiare il capitale custodito nella Exor, la finanziaria-cassaforte di famiglia, anche a costo di diluire la loro quota: «Se dovremo essere più piccoli in un insieme più grande, ci va bene», ha belato l’etereo John Elkann, capo della casata miracolata per l’ennesima volta dal paffuto Marchionne.
Ora, pare, si punta sulla Opel, coi tedeschi che però fanno gli schizzinosi.
Preferiscono saltare i pasti…

Incrociamo le dita, facciamo gli scongiuri e tifiamo per la “nostra” FIAT, perché nel “suo” capitale da cent’anni in qua ci sono i soldi di tutti, con rottamazioni, cassa integrazione, contributi a fondo perduto, prepensionamenti etc. etc.

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