Avanti c’è posto. E anche dietro

Pubblicato il 20 luglio, 2009 alle 11:24 am da Chirone


Avanti c’è posto. E anche dietro

Quando su questo blog si sono toccati argomenti riguardanti la gestione del personale (e del patrimonio) del Comune di Ozieri, peraltro col massimo impegno, ci si creda o no, d’evitare una “caccia alle streghe”, s’è verificato un picco d’accessi simultanei da mandare in tilt il “server” ed il sito è stato inondato di commenti (alcuni dei quali cestinati per… indecenza o per riferimenti personali verso terzi) anche insultanti, perché evidentemente s’era toccato in maniera molto dolorosa un nervo scoperto.

Ora una mozione dell’ opposizione consiliare propone di regolamentare per quanto possibile la materia, e mi auguro che la maggioranza riconosca la convenienza d’un tale metodo, anche se non esistono muri invalicabili e recinzioni nelle quali non si possa allargare qualche maglia.

L’interesse per l’argomento è tanto perché, con le pochissime occasioni di lavoro dipendente o autonomo reperibili nell’ozierese, anche l’ombra di un minimo favoritismo pesa e altera l’equilibrio della bilancia, riproponendo il drammatico “mors tua, vita mea”.

Certo non incoraggiano la battaglia per la trasparenza due notiziole apparse sulla stampa come quella riportata da Sergio Rizzo che riguarda il Consiglio regionale della Campania, dove ben 223 dipendenti sono “comandati” da altre amministrazioni pubbliche o simil-pubbliche, nelle quali l’assunzione avviene con sistemi “addomesticati”:

«E’ del tutto illegale assumere in questo modo i comandati provenienti dalle aziende a partecipazione pubblica. La legge stabilisce che non si possa venire assunti in una pubblica amministrazione se non tramite concorso pubblico […] I concorsi previsti dall’articolo 44 servono soltanto per aggirarlo facendo diventare dipendenti del consiglio regionale gli amici dei politici assunti fittiziamente dalle società miste». Non sarà un caso che da quando è nata la Regione Campania, nel 1970, nel consiglio regionale non è mai entrato un dipendente per concorso pubblico. Il primo concorso (per 36 posti) è stato bandito nel 2005, ma non è stato ancora fatto. E la prospettiva della stabilizzazione di tutti i comandati non lascia molte speranze a chi punta su quello per avere un lavoro. An¬che perché costoro sono circa metà di tutti i dipendenti del consiglio. Che grazie ai comandi e ai distacchi sono diventati negli anni più numerosi di quelli di Buckingham Palace, e oltre il doppio, in proporzione agli eletti, rispetto alla Camera. Per ognuno dei 60 consiglieri regionali campani ci sono circa otto dipendenti, a fronte dei tre per ogni deputato che si contano a Montecitorio.”

Naturalmente cose di questo tipo avvengono a Napoli, dirà qualcuno. Purtroppo no, avvengono anche a Cagliari, dove, riferisce il Sardegna:

“Ventidue nuove buste paga in carico all’amministrazione regionale. Dal 1° luglio i dipendenti dei gruppi consiliari saranno pagati dalle casse regionali e non da quelle del Consiglio. Una botta mensile da 75mila euro circa. La dirigente dell’assessorato al Personale, il 30 giugno scorso, ha siglato la determinazione che, in attuazione di quanto disposto nella prima Finanziaria dell’era Cappellacci, segna la svolta per i lavoratori a supporto degli onorevoli. Per la Corte dei Conti c’è poco da stare tranquilli: «La norma potrà avere un forte impatto sugli incrementi di spesa della Regione». L’ex assessore agli Affari Generali, Massimo Dadea, nei giorni scorsi, era stato più esplicito: la norma offende la dignità dei dipendenti regionali, visto che quelli dei gruppi consiliari non hanno fatto un concorso e sono assunti per mera affinità politica.”

Se pensiamo che sin dalla notte dei tempi “ogni scarraffone è bello a mamma soja” oggi, con la “famiglia allargata”, ogni scarraffone ha più di una mamma, decine di fratelli, centinaia di zii, tutti pronti a dargli una mano e, se possono, una sistemazione.

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