Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sono due giornalisti “d’assalto” che insieme e con grande successo hanno continuato l’esplorazione con “picco e pala” del filone sconfinato degli sprechi e annessi spreconi d’Italia. Opera meritoria di denuncia finalizzata alla “moralizzazione” e al buon uso delle risorse che da sempre viene inseguita e mai raggiunta, fin dai tempi di Quintino Sella e della “politica della lesina” passando per “l’Uomo qualunque” sino alla “Casta” e poi alla “Deriva”, i due libri che hanno decretato appunto la fortuna di Stella e Rizzo.
L’opinione pubblica diventa particolarmente attenta e suscettibile nei momenti di crisi, per cui i due autori trovano terreno adatto e concimato per la loro semina specialistica. Come certi attori diventati famosi per aver interpretato lo stesso personaggio in una serie di film rischiano però anch’essi di restare prigionieri del ruolo, trasformandosi in professionisti della denuncia, il lato colto e presentabile del beppegrillismo, ormai ridottosi a spettacolo di strada, seppur ben remunerato e con soluzioni abitative in Canton Ticino.
Ed ecco a voi… e tutti immaginiamo di cosa si parlerà.
E’ toccato anche alla Sardegna e al G8 de la Maddalena, con un assolo di Rizzo che presenta qualche stonatura, sul Corriere della Sera :
“400 milioni per il G8 del 2009. Quattro volte più di Genova
Non è uno scherzo: avete capito bene. Per il G8 in programma sull’Isola della Maddalena, dirimpetto a villa Certosa, residenza privata del premier, dall’8 al 10 luglio 2009 si spenderanno 400 milioni di euro. Quattrocento milioni, per intenderci, è l’entità dei tagli apportati dal governo di Silvio Berlusconi ai fondi per lo spettacolo e il cinema che metteranno in ginocchio un bel pezzo delle cultura italiana. Questa somma sarà spesa per le opere accessorie al vertice, come una nuova strada che collegherà Olbia a Sassari (ma che c’entra con il vertice?), i lavori per il palazzo della conferenza (58 milioni), l’hotel sede del vertice (59 milioni), la riconversione dell’ospedale militare (73 milioni) e perfino la rete fognaria dell’isola. Siccome il G8 è classificato come Grande evento, la sua gestione sarà curata dalla Protezione civile nella persona del commissario straordinario Guido Bertolaso, sottosegretario alla presidenza. Quanto costerà l’organizzazione: “soltanto” 30 milioni. “Soltanto”, dicono gli esperti, considerando che giapponesi e tedeschi per i vertici internazionali spendono molto di più. Bene. Ma ammesso che sia giusto che pure Giappone e Germania spensdano una barca di soldi in questo modo, per i paragoni è meglio restare in Italia. L’ultimo G8 è stato quello tragico del 2001 a Genova. Per l’organizzazione vennero stanziati 20 miliardi di lire, cioè un terzo di quello che verrà messo a disposizione per la Maddalena. Per le opere accessorie, invece, lo Stato stanziò 90 miliardi (meno di 47 milioni di lire [sic]) in quindici anni. Considerando tutti gli altri fondi, compresi quelli del Comune, il conto fu di 200 miliardi. Poco più di un quarto di quello che si spenderà nel 2009. Perché, signori, 400 milioni di euro sono sempre 774 miliardi di lire. Ma ha un senso spendere una somma del genere per un vertice alla Maddalena?
Forse, nella furia di cercatore di magagne, ha voluto colpire il bersaglio più facile e più grosso, Berlusconi ovviamente, che otterrebbe vantaggi dalla “vicinanza” con villa Certosa e sprecherebbe soldi… in Sardegna, in opere pubbliche poi (se si trattasse di qualche “pedemontana” lombarda sarebbero soldi ben spesi?).
Evidente l’ignoranza degli antefatti, pubblici, senza retroscena: la scelta di la Maddalena fu fatta da Prodi in accordo con Soru, nel tentativo di salvare la capra dell’ordine pubblico e della sicurezza con i cavoli del recupero di strutture dimesse e arretratezze infrastrutturali gravi.
Avesse dovuto decidere Berlusconi la sede del G8 sarebbe stata altra e solo il fatto compiuto ha “salvato” l’arcipelago. Anche le modalità di gestione dell’evento erano preconfezionate, da Bertolaso alla Protezione Civile sino alle procedure “eccezionali” d’appalto e realizzazione.
L’impegno economico è eccessivo? Vedremo di quanto “si accontenterà” Milano per l’ Expo’ 2015 e poi Rizzo potrà scrivere il terzo volume della fortunata serie.


Pubblicato il 6 dicembre, 2008 alle 11:57 am da Chirone