La famiglia Guzzanti, nella persona del padre Paolo e della figlia Sabina, in questi ultimi giorni è colpita quanto non mai dalle luci della ribalta.
La figlia s’è vista chiedere un risarcimento danni di un milione di euro dal ministro Carfagna per le affermazioni esplicite fatte contro di lei sul palco della manifestazione di piazza Navona, durante la quale, più che di diritto di satira , ci fu una plateale descrizione di quante e variegate prestazioni possa esibire un satiro in buona salute, quando incontri una partner all’altezza. La bella Mara ha inghiottito il rospo senza fiatare, come fosse un piatto freddo e se l’è tenuto sullo stomaco per due mesi, finchè non lo ha sputato sul limitare dei termini della querela.
Le ragioni dell’aragosta questa volta non saranno spiegate al cinema ma in tribunale ed il conto sarà salato, come si conviene alla regina della tavola.
Il padre, rosso e sanguigno senatore del PdL, mostrando grinta e coraggio, ha fatto sentire il suo ruggito in un caravanserraglio dove dominano i belati, specialmente quando si tratta d’andare contro i padroni delle candidature ed il più… alto (in grado!) in particolare.
Nel suo blog l’8 ottobre ha sintetizzato il suo sentire con questo cappelletto:
“Rotta di collisione:la mia coscienza mi vieta di condividere il connubio moralmente indecente, le parole e i giudizi di Berlusconi sulla sua relazione con Vladimir Vladimirovic Putin. L’uomo accusato da Livitineneko di essere il mandante del suo omicidio. Ieri erano due anni dal giorno in cui Anna Politkovskaia fu assassinata nel giorno del compleanno di Putin, per caveau. Disagio? Molto di più: conflitto di coscienza, che sarebbe il conflitto d’interessi delle persone perbene. Ieri alla riunione dei suoi deputatai Berlusconi ha superato se stesso paragonando il presidente Saakarsvili a Saddam, soltanto per reggere il gioco del bandito internazionale. Era troppo. Ho vomitato.”
al quale ha fatto seguire un articolato intervento. L’indomani, evidentemente non soddisfatto della diffusione limitata del suo pensiero, ha scritto una lettera aperta a Berlusconi, pubblicata da vari quotidiani, nella quale, tentando di rattoppare uno strappo irrimediabile dice all’inizio:
“Ciò che mi ha provocato nausea è il modo in cui tu fai incombere sulla politica e la vita pubblica italiana il rapporto personale e allarmante fra te e Vladimir Vladimirovic Putin.”
per concludere, invece che con i soliti convenevoli, così:
“E io ho pianto per i miei morti, moralmente insepolti: sentire il tuo tono da intrattenitore indulgente, ridente, astuto, ammiccante mentre parlavi della mia gente morta ammazzata mi ha fatto realmente sentire male. Tornato a casa ho vuotato il mio stomaco con un senso di disperazione e liberazione. Cartesio pensava che nella ghiandola pineale in mezzo al cervello fosse la connessione fra anima e corpo. Io ho pensato, reagendo fisicamente all’orrore, che fra il piloro e il diaframma risieda la coscienza. E quella è il mio solo giudice e metro.”
A Guzzanti il coraggio non manca, ricordando anche che “l’amico Vladimir” è un ex colonnello del KGB e salendo nella scale del potere planetario ha perso i gradi ma ha guadagnato molti gradini.



Pubblicato il 10 ottobre, 2008 alle 5:44 pm da Terenzio