Carolingio, carovana, carovita, carogna

Pubblicato il 25 febbraio, 2008 alle 5:29 pm da


mercato.jpgPochi giorni fa la Commissione europea ha rivisto al ribasso la crescita dell’economia italiana e i più pessimisti prevedono che l’Italia possa trovarsi presto in una situazione di grave emergenza economica, come l’Argentina di pochi anni fa. L’Italia fa sempre più fatica ad essere competitiva nel mondo, la scarsa produttività riduce la ricchezza totale e quindi ciò che si può distribuire e restringe la quota del mercato dell’esportazione. A pagare il conto della mancata crescita e della maggiore inflazione sono soprattutto le poche categorie non protette. Nei programmi elettorali tutti sostengono di voler ridurre le tasse, distribuire tesoretti e aumentare i salari. Con quali soldi? O sono in malafede, o sognano o sono tutti allievi di Harry Potter che hanno superato il maestro. Nessuno che ipotizzi il taglio di costi della pubblica amministrazione, pletorica e pachidermica, o i privilegi della casta parassitaria fatta però non solo di politici e portaborse ma anche di categorie privilegiate e protette e di rendite, che non sono certo quelle prodotte dai risparmi delle famiglie (e per fortuna esiste ancora qualcuno che ci crede) ma quelle nate e cresciute al riparo della concorrenza. E pretese e atteggiamenti di privilegio sono anche quelli di cittadini (e istituzioni) che bloccano infrastrutture essenziali (TAV, Rigassificatori, Autostrade, Termovalorizzatori, etc.) perché… troppo vicine a casa. Paralizzante risulta anche l’ipertrofia autorizzativa e normativa che soffoca qualunque intrapresa, seppur minima, e risulta utile solo per aumentare l’importanza dei palloni gonfiati appollaiati dietro una scrivania.
Su tutti i giornali di oggi si riporta il record del prezzo della benzina che tocca ormai 1,413 euro al litro (sono 2.736 vecchie care £irette!).

Di quei 1,413 € solo il 23,16 % è il costo industriale (€ 0,327) mentre il 48,26 % (€ 0,682) sono le accise dello Stato che prende anche l’IVA per il 16,67 % (€ 0,235) oltre che tassare gli utili dei petrolieri e dei distributori. Per essere ancora più precisi tutti noi contribuiamo a gonfiare le accise pagando ancora le addizionali straordinarie introdotte

  • per la guerra di Etiopia del 1935 (€ 0,0010),
  • per la chiusura del Canale di Suez del 1956 (€ 0,0072),
  • per il disastro del Vajont del 1963 (€ 0,0050),
  • per l’alluvione di Firenze del 1966 (€ 0,0050),
  • per il terremoto del Belice del 1968 (€ 0,005),
  • per il terremoto del Friuli del 1976 (€ 0,0510),
  • per il terremoto dell’Irpinia del 1980 (€ 0,0390),
  • per la missione in Libano del 1983 (€ 0,1058),
  • per la missione in Bosnia del 1986 (€ 0,0110).
  • per il  contratto dei ferrotranvieri del 2004 (€ 0,0030).

MA  SI  PUO’  CAMPARE  COSI’ ?

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