Qualche giorno fa Massimo D’Alema, sprezzante più del solito, ha detto: “Il centrosinistra è minoranza, ma siamo il primo partito nelle aree urbane tra gli italiani che leggono libri, e giornali, insomma la parte più acculturata del Paese”, dando ad intendere che i voti “si pesano e non si contano”, come asseriva Enrico Cuccia per le azioni di Mediobanca.
Regola che invece non può valere nel salotto buono della politica, come impone la Costituzione e la Democrazia, e neanche nel tinello scalcagnato in cui si esibiscono i nostri rappresentanti.
E soprattutto lo impone il Buonsenso, evidentemente smarrito da chi ancora millanta di voler rappresentare politicamente i ceti più popolari, quelli forse meno “acculturati” ma che, insieme ai ceti produttivi, reggono la baracca e anche i burattini. Avendo intuito benissimo, anche se in ritardo, con chi avevano a che fare, se ne stanno progressivamente allontanando, almeno elettoralmente.
Si sono resi conto che non sono ammessi a veleggiare in barca col Lider Maximo, non hanno uso di mondo, graffierebbero la tolda in mogano tirata a lucido, lasciando impronte sugli ottoni splendenti e non apprezzando il caviale –beluga, mi raccomando!- al quale RED e company hanno ormai fatto il palato.
E’ il malinconico tramonto di una classe dirigente diventata digerente, indegna erede di grandi utopie e di grandi tragedie ma disposta, allora, a pagare di persona per le difficili scelte in difesa, e per sentirsi parte, di un popolo bistrattato.
Anche a sinistra debbono prendere atto che i Mc Donald con hamburger e Coca Cola sono locali diversi dagli Harris Bar dove Cipriani serve Escargot e Veuve Cliquot alla cupola dell’alta dirigenza.
Ormai è assodato che, come i bagni di mare, la Rivoluzione non si può fare con la pancia piena e tanto meno può essere scatenata o guidata. Tutt’al più, in fase post-prandiale si può fare un ruttino.
Al Massimo.


ozierese
3 years ago
un ennesima volta, baffetto, ha perso l’occasione per tacere. lui forse quando parla di cultura si riferisce agli utenti della biblioteca dello stato in cui lavorava la moglie ormai in pensione non certo per limiti di età visto che alla bellezza di quarantanni era già in pensione (quarantanni di età, non di lavoro come la maggior parte degl italiani sono costretti a fare)
Watson
3 years ago
Niente di nuovo. Nel 2001 Umberto Eco scriveva: “L’elettorato di centrodestra è composto da chi non ha un’opinione politica definita, ma ha fondato il proprio sistema di valori sull’educazione strisciante impartita da decenni dalle televisioni, e non solo da quelle di Berlusconi. Per costoro valgono ideali di benessere materiale e una visione mitica della vita, non dissimile da quella di coloro che chiameremo genericamente i Migranti Albanesi. Un elettorato fatto di persone che, salendo in treno, comperano indifferentemente una rivista di destra o di sinistra purché ci sia un sedere in copertina”.
Il punto è che non sono solo gli Umberto Eco, i Paolo Flores D’Arcais, i Massimo D’Alema, e i Gad Lerner a credersi espressione di un’Italia moralmente superiore, è la base stessa, o almeno quella più ideologizzata, che la pensa così.
Nel fortunato saggio di Luca Ricolfi “Perché siamo antipatici” (libro chiaramente ignorato dagli intellettuali di cui sopra), si cita un interessante sondaggio realizzato dall’Osservatorio del Nord Ovest diretto dallo stesso Ricofi.
Ebbene, il 34% dell’elettorato di sinistra si sente “moralmente superiore” e addirittura la percentuale «sale al 55, 9% fra gli elettori di sinistra politicamente impegnati». Diversissima è la situazione tra gli elettori di centrodestra dove il complesso di superiorità è pari appena all’8,9% e non supera il 13,8% tra i politicamente impegnati.
Questa differenza avrebbe necessità d’essere indagata meglio, anche semplicisticamente può derivare dal fatto che si schiera a destra chi realisticamente ritiene l’individuo un essere imperfetto e fallibile, mentre si schiera a sinistra chi utopisticamente ritiene l’individuo un essere onnipotente, perfetto, padrone del proprio destino e di conseguenza infallibile.
Per fortuna che la gente comune vive con i piedi per terra, con problemi reali da affrontare e risolvere e sempre più diffida dei paradisi in terra.
Si accontenta del purgatorio e vota Berlusconi!
nita
3 years ago
per fortuna la gente comune se ne frega della cosiddetta intellighentia di sinistra!
Certo anche Berlusconi deve iniziare a fregarsene e fare, e far fare a coloro che grazie a lui siedono in parlamento, ciò per cui è stato votato con una così importane meggioranza.
barabba
3 years ago
caro Watson vedi, non ho mai visto uno di destra,come anche uno di sinistra,prevalere sull’altro,perche vedi l’unica cosa che secondo me differenzia uno di destra da uno di sinistra,sta nel fatto,che quelli di destra delle volte,finiscono a palermo,per prendersi la laura,chi è di sinistra se la suda.A sinistra non si è figli di caste,hai mai visto il figlio di un notaio,cercare un’indirizzo diverso da quello del padre?A sinistra il figlio dell’operaio,diventa dottore,imponendosi di andare avanti con i propri mezzi,a destra non è così.Chi è di destra sta solo con certe categorie di individui,quasi come,se stando con l’operaio,il fabbro,l’ambulante,perdesse quasi la propria onnipotenza.Quindi vedi bisogna distinguere delle volte,chi di famiglia ha le idee di superiorità,da chi invece accetta qualunque forma di esistenza personale dell’individuo,poichè solo di questo si tratta.Ti dico tutto questo,e spero che tu non mi dia del retrogrado,poichè e successo proprio ad una persona molto vicino a me,poichè essendo figlio di un muratore,faceva le avance,ad una ragazza di buona famiglia,perchè solo così si fanno chiamare,e hanno fatto di tutto i genitori di lei,perchè non si vedessero più.Vedi dove quindi risiede il classsismo.Potrei citarti centinaia di situazioni analoghe e no a questa,ma sono stanco di leggere cose che persone come a te scrivono,solo per presentare gli altri,e atribuirgli dei modi che neanche lontanamente sono addossabili a quelle persone.Quindi tieniti caro Berlusoni,e tutti i suoi seguaci,poichè sei in pieno diritto,e libertà di farlo,gli onnipotenti,che dicevi tu sono loro.
Watson
3 years ago
Barabba mette le mani avanti e non vorrebbe essere accusato d’essere retrogrado (excusatio non petita…) ma è condizionato nei suoi ragionamenti (COME TUTTI !) dagli insegnamenti diffusi e ancora permeanti derivanti dalle visioni marxiste della suddivisione della società in classi, in competizione tra loro per la conquista del potere -non solo ed esclusivamente politico-.
E’ nella natura umana -si chiama egoismo, ed è la legge più forte dell’universo- aspirare ad un migliore stato, sia esso “sociale” che “economico”, per sè e per i propri figli, ma questo riguarda tutti, i ricchi e i poveri, che anche loro non farebbero salti di gioia se apprendessero che la loro figlia si propone d’andare a convivere con un fannullone o un poco di buono.
Come vedi la divisione e la competizione non riguarda le classi ma i singoli individui, con tutte le loro infinite qualità (e difetti).
L’egoismo può essere temperato solo dall’intelligenza, questa si virtù rara, per cui un “ricco” -per usare le categorie di Barabba- intelligente apprezza chiunque mostri la stessa dote, un “ricco” non intelligente terrà conto solo delle apparenze o del conto in banca.
In definitiva, io personalmente preferisco aver a che fare con un “povero intelligente” che con un “ricco imbecille”, perchè il primo può diventare ricco ma il secondo rimarrà sempre imbecille.
Quanto a Berlusconi posso dirti che sicuramente è ricco, non dev’essere imbecille per tutto ciò che ha fatto, anche se poteva, almeno in politica, fare meglio. NON è il mio idolo, ma in mancanza di meglio…
Barabba invece si tenga i suoi di rappresentanti, che così avrà sufficente materia per meditare, anche per ciò che riguarda la collocazione sociale, la spocchia e il portafoglio. Mi saluti il miliardario Soru, quando lo dovesse incontrare in compagnia di Colaninno e De Benedetti al ricevimento di nozze di una loro figlia con un cassintegrato.
Gianmario
3 years ago
Mah.. innanzitutto barabba mi sembra che generalizzi parecchio su “cose che gli sono capitate”, non è che se egli non ha visto qualcosa o le azioni di qualcuno, NON SUCCEDONO perchè colui ha una certa mentalità politica.
)).
In secondo luogo mi piacerebbe fare una bella statistica, basata sulle conoscenze di chi si “dichiara” di sinistra, la faccio sempre (mentalmente) quando incontro uno di questi individui, quindi non ha alcun valore scientifico/sociologico. Penso che una percentuale maggiore all’80% non sappia neanche cosa mai abbia pensato marx, anche perchè se lo sapesse e imparasse a ragionare lascerebbe perdere il suo “schierarsi”. Però si è fighi tra i giovani se si è di sinistra (ancora a Ozieri non tanto) che tristezza. Ma non è finita qui! metto sullo stesso piano quelli che si considerano dello schieramento opposto, più o meno la percentuale (ripeto PERSONALE per pura mia informazione) resta la stessa tra i giovani che si considerano di destra, la risposta più simpatica (sigh) che mi è stata data alla domanda: “perchè sei di destra?” è stata letteralmente: “perchè mi stanno sul cazzo i rumeni”.
Ah dimenticavo, non parlo solo di giovani, purtroppo l’ignoranza è una brutta bestia, ma lo è ancora di più la prepotenza di insistere su cose di cui si è solamente sentito parlare (che possono essere schieramenti politici ma anche centrali nucleari (ogni riferimento è puramente casuale
Admin, non hai tutti i torti, ma più che egoismo è il piacere che l’uomo prova sentendosi per certi versi e in certi campi migliore di altri individui, a volte compensando sue profonde carenze intellettive.
Questo piacere negli ultimi 20 anni si è radicato nella politica, ovviamente non sono un qualunquista, le persone che fanno politica con una certa cultura ci sono, ma l’ignoranza e la leggerezza con cui si trattano certi argomenti fa rabbrividire, però il piacere di essere, anzi, di sembrare migliori del “populino” a volte fa male anche a questi pochi esemplari.
Poi per le stronzate che dice D’alema, vengono prese sul serio solo dai compagni di partito, che trovano in una tutta loro perversione un modo per dire “abbiamo perso ma abbiamo i più intelligenti”. Così come una bella frase di Berlusconi «Ho troppa stima per l’intelligenza degli italiani per credere che ci possono essere in giro tanti coglioni che votano per il proprio disinteresse». Lui ha talmente stima che in tv gli manda il grande fratello o comunque TUTTO il palinsesto di italia1 per stimolare l’intelligenza degli italiani, o che manda via dalle tv pubbliche personaggi che tranquillamente lo contestano. Ma daltronde è sempre stata una sua perversione sentirsi e soprattutto crederci davvero di essere onnipotente e non un semplice coglione.
barabba
3 years ago
Vedo con tristezza che sia Gianmario che watson non mi hanno capito,mi rattrista vedere come vantano personaggi,e ne detestano altri.
Penso pure che vi siate fatti una brutta opinione su di me,come potete chiamare me Marxista,come idee si intende,quando colui che citate tanto, e osannate, davanti a una ragazza precaria, alla domanda della poverina gli rispose che per risolvere i suoi problemi doveva sposare il figlio di Berlusconi.
Vedete,per me Soru,Berlusconi,Dalema e tanti altri,non fanno differenza,io non ho mai letto il Capitale,e neppure altri generi di libri che potessero sminuirlo, quando mi sento, a digiuno sapete cosa faccio?l eggo il vangelo, la parte che amo leggere di più, è il momento in cui lui parla alle folle, sulla collina,e parla delle beatitudini,vedete qualcuno di vostra conoscenza, dovrebbe leggerselo di più, così chissa che la prossima volta che è ospite a porta a porta, non abbia veramente profumo di santità,è piu facile per un cammello, passare per la cruna di un’ago, che per un ricco entrare nel regno dei celi.
Noi siamo solo di passaggio, in questa terra,non importa ciò che facciamo, ma importa quello che siamo dentro di noi, che senso ha talvolta fare beneficenza, o gesti che possano essere riconosciuti come buoni, se dentro noi stessi siamo poveri, cechi e stolti.
Pupo
3 years ago
Mi sa che il dibattito sta diventando un po troppo complicato, ma vorrei fare alcune osservazioni a Barabba. Innanzi tutto vorrei contestargli il fatto di dividere il mondo perfettamente in due, come un’anguria, da una parte i buoni (tutti di sinistra?), dall’altra i cattivi (tutti di destra?).
Possibile che i cattivi si laureino tutti a Palermo, e perché poi proprio a Palermo?
Personalmente, caro Barabba, sono figlio di un signore che non aveva neanche la 5° elementare, operaio che si è fatto in quattro per far studiare i figli a Sassari, mentre molti di quelli che tu dici essere di sinistra andavano a fare l’università chi a Milano, chi a Roma, chi a Padova.
Alcuni hanno fatto la vita da studenti per anni e non hanno dato neanche un esame, ma si dicono di sinistra, ad Ozieri ne conoscerai parecchi.
Da ragazzo andavo anche a raccogliere il fieno e diverse estati anche ad Olbia a fare il manovale, ma di quelli della mia età che oggi si dicono di sinistra non me ne ricordo sotto il sole, a caricare balle di fieno.
Comunque ti ricorderai anche di cosa diceva Pasolini a proposito dei giovani di sinistra che andavano a fare le manifestazioni di piazza e tiravano le molotov sulla polizia. Tutti i figli di papà da una parte che facevano i contestatori e dall’altra parte i figli dei contadini del meridione che si arruolavano per avere un lavoro.