Chiacchere e distintivo, chiacchere e distintivo…

Pubblicato il 10 febbraio, 2009 alle 11:57 am da


Chiacchere e distintivo, chiacchere e distintivo…

Il silenzio, ora tanto invocato anche da chi sino ad avantieri lo condannava come un atteggiamento “mafioso”, è stato lacerato da grida funeree d’accusa e da repliche altrettanto urlate, nella concitazione dell’aula dove la morte ha chiuso la discussione.

“In questa vicenda peseranno le firme messe e quelle non messe”, dice Gasparri, capogruppo del PDL al Senato.

Occasione troppo ghiotta per Fini, presidente della Camera, per esercitare il suo ormai scaduto “diritto di servaggio” sul suo compagno di partito: “Gasparri è un irresponsabile che dovrebbe imparare a tacere perché il rispetto per la massima autorità dello Stato dovrebbe animare chiunque, in particolar modo il presidente del gruppo di maggioranza numericamente più consistente.”

Immediatamente dopo il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, ha commentato con sarcasmo:
“Gianfranco Fini dovrebbe sapere, ma non lo sa, ignorante come è, che il presidente di un ramo del Parlamento non può, per lunga consuetudine, non dico riprendere, ma neanche far riferimento a ciò che ha detto o fatto un membro dell’altro ramo del Parlamento. Se avesse un po’di dignità, ma non c’è l’ha, espressione come è di una maggioranza che ha preso iniziative ed ha assunto posizioni diametralmente opposte alle sue, si dimetterebbe subito.”

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