
Non c’è pace tra gli Uivi e neanche tra i cespugli. Insomma l’immagine di Leonardo Ladu appare sempre più appannata ed evanescente mentre i problemi ozieresi, annosi per la verità, sempre più tangibili e concreti.
Prima sommerso dalle polemiche sulla “monnezza napulitana”, che s’era dichiarato pronto ad accogliere a Coldianu in cambio d’un occhio di riguardo per la miseria e nobiltà ozierese, poi col fianco sinistro vulnerabile e dolente a causa dei colpi ricevuti dalla componente più purpurea dello schieramento di sinistra, ultimamente in carenza d’ossigeno per l’annaspare di Soru & ciurma nella palude cagliaritana, infine tramortito per il liquefarsi del governo nazionale, nel quale contava qualche amico.
La Cosa Rossa ozierese, capitanata dal deputato Attili, non ha esitato ad uscire pubblicamente per contestare le sue scelte solitarie ed escludenti, e a suo dire sbagliate, riguardo al tracciato della strada a 4 corsie Olbia-Sassari. Ma naturalmente sarebbero state giudicate sbagliate anche se avesse appoggiato la soluzione opposta. Forse per gettare un po’ di sale sulla ferita il gruppo di FI in Consiglio comunale ha stilato un documento in cui si capisce solo che non c’è accordo col sindaco, a prescindere.
L’ostilità di Attili, se prima era strisciante e compressa dalle logiche di schieramento e dal redde rationem elettorale, ora avrebbe modo di dispiegarsi con tutta la potenza di fuoco, per la riconquista della piazzaforte ozierese, se non fosse che la disfatta di Prodi ha spuntato tutte le armi, rendendo sempre più nervoso chi vede allontanarsi il seggio da Deputato.
Una delle grandi promesse di Ladu, contornata da grandi speranze, era la dislocazione ad Ozieri di un consistente contingente di militari. Operazione avvolta dalla massima discrezione ovviamente, tanto che ne erano a conoscenza tutti e che si sarebbe potuta tranquillamente chiamare “Operazione Pulcinella” se non ci fosse stato il rischio di confonderla con la concomitante traslazione della “monnezza bassolina”. Referenti obbligati naturaliter la Brigata Sassari e il ministro Parisi, tacitamente consenzienti o spacciati per tali.
Per fortuna di L.Ladu (e anche di Ozieri) la crisi di governo ha mandato a gambe all’aria non solo i deputati ma anche i senatori. Perché nel frattempo (ma non scommettiamo sulla primogenitura) anche Nuoro aspira ad accaparrarsi l’accasermamento della Brigata Sassari sul suo territorio, col patrocinio del sen. Nieddu, il consenso del governatore Soru e l’approvazione del sindaco Zidda.

Spremendosi le meningi, la sinistra ex-pacifista riconvertita guerrafondaia per la fame, ha avuto la folgorazione: invece dell’Artiglieria la Fanteria della Brigata Sassari, con un Reggimento leggero meccanizzato di nuova costituzione e forte di un migliaio di soldati di professione. Pronti a fare la guerra e anche l’amore.
Già programmata la visita della commissione parlamentare difesa che avrebbe dovuto ispezionare i luoghi. Ora tutto è saltato, per colpa delle truppe mastellate.
Non era certo per vedere sfilare la Brigata Sassari al Cantaro che da decenni s’invoca una strada di collegamento diretto Sassari-Ozieri-Nuoro.
La soluzione per evitare l’ennesima guerra tra poveri? Puntare sulla Fanteria leggerissima, dotata di estrema mobilità (a Nuoro e a Ozieri a giorni alterni) e armamento leggero: il tiralastico.


Romeo
2 years ago
E’ tutta una presa per i fondelli!!. Chi conosce bene le cose, e Ladu le conosce, sa che ad Ozieri non ci saranno nè militari, nè “brigatisti”, e poi a fare che cosa!. Con l’abolizione della leva i militari li abbiamo con il contagocce, stanno benone con i loro orari d’ufficio, a casa dopo le ‘14.
Ma d’altronde non era la sinistra dei Ladu che ha strepitato per anni contro le guerre, le caserme e, appunto, i militari??
Povero il nostro Leonardino, e poveri noi che lo abbiamo votato!!