L’Italia è razzista e xenofoba, almeno da quanto risulta scritto sul secondo (in meno di 12 mesi!) rapporto del Consiglio d’Europa dal commissario straordinario per i diritti umani Hammarberg, lo svedese che ci ha sottoposto a controllo in gennaio.
Siamo sotto accusa perché, come popolo e come istituzioni, abbiamo compiuto
“passi insufficienti nella giusta direzione sul fronte della lotta al razzismo, per assicurare eguali diritti alle popolazioni Rom e Sinti, per chiarire la propria posizione in merito alla politica migratoria adottata. […] C’è un persistente clima di intolleranza contro di loro e le loro condizioni di vita sono ancora inaccettabili in molti dei campi che ho visitato. […] Criminalizzare gli immigrati è una misura sproporzionata che rischia di fomentare ulteriori tendenze discriminatorie e xenofobe nel paese” e anche per la “mancata osservanza delle richieste della Corte di Strasburgo di sospendere l’esecuzione delle espulsioni verso Paesi sospettati di praticare la tortura. […] le autorità dovrebbero condannare in modo più fermo tutte le manifestazioni di razzismo o di intolleranza e assicurare una applicazione efficace delle legislazioni contro le discriminazioni”.
Se il sig. Hammarberg, invece di venire in Italia solo per rapide incursioni ben protette, cominciasse a viverci vedrebbe le cose in maniera diversa, come sanno i tabaccai e gli orefici di periferia costretti a diventare “pistoleros” per difendere la loro vita ed il loro lavoro o i “benestanti” massacrati a casa loro dopo adeguata gozzoviglia dai nostri “ospiti indesiderati”.
Altro che xenofobi, presi d’assalto quotidianamente dai famelici abitatori del terzo mondo, dove ormai anche i lattanti sanno che l’Italia è “il paese del cachi” dove tutto è permesso. Fossero solo gli affamati, ne avremmo almeno merito nell’aldilà; ma è la feccia delinquenziale quella che più aprofitta della nostra baggianaggine. Oltretutto sono i nostri “fratellastri” europei, Vaticano compreso, che ci fanno la predica perché non siamo sufficientemente accoglienti.
Gli spagnoli innalzano muraglie invalicabili e sparano sui barconi stracolmi, ma i cattivi sono solo e comunque gli italiani. In Grecia e Malta si guardano bene dal mandare soccorsi navali a centinai di miglia dalle coste, quando il telefono satellitare dei “disperati” lancia -solo verso di noi- l’SOS.
In Francia una legge colpisce chi s’azzarda ad aiutare in qualunque modo, anche solo collaborando a ricaricare un cellulare, un “sans papier” (c.d. Delitto di Solidarietà “d’aide à l’entrée, à la circulation et au séjour d’un étranger en situation irrégulière“) e le discriminazioni sul lavoro sono scandalose, ma a quanto pare solo l’Italia è non solo sul banco degli imputati ma condannata.
Anche l’Italia ha conosciuto l’emigrazione e la miseria, obiettano i caritatevoli nostrani. Vero, ma i nostri non entravano in casa d’altri di prepotenza, ma dopo aver chiesto e ottenuto permesso.
Anche in Italia esiste la delinquenza, spietata quanto quella straniera. Vero, ma proprio per questo non c’è necessità d’importarne, siamo autosufficienti.
Quand’è che ci decideremo a mettere il cartello “TUTTO ESAURITO” ?


Sator
1 year ago
“Lupus in fabula” si sarebbe detto ai tempi di don Pigozzi.
REPUBBLICA: Una nave col suo carico di disperati che Malta, competente per “territorio” (acque territoriali) che tenta di rifilare all’Italia l’ennesima fregatura.
Come finirà? Li accoglieremo… se no che “maccaroni” saremmo?
Giulio
1 year ago
Facile previsione quella di Sator. I naufraghi del Pinar ce li prenderemo noi, che abbaiamo senza mordere. Forse è meglio così, la nostra umanità alla fine ci ripaga.
Se avessero scoperto il petrolio in quel tratto di mare, allora anche Malta ci avrebbe cannoneggiato, per difendere i… “suoi diritti”.
1979
1 year ago
Notizia APCOM: La situazione del cargo Pinar, che sta per dirigersi verso un porto in Sicilia con 140 immigrati a bordo, si è sbloccata – a quanto si apprende – dopo che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha avuto in giornata due telefonate: la prima, nel pomeriggio, con il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso; la seconda con il premier maltese Lawrence Gonzi.
GLI UNICI GONZI SIAMO NOI