Dura l’ex

Pubblicato il 10 dicembre, 2008 alle 8:31 pm da


Secondo il giudice De Magistris, coinvolto nella guerra giudiziaria calabro-campana tanto quanto Elena lo fu in quella tra greci e troiani, si starebbe ricostituendo in Italia una nuova loggia P2 “in grado di influire ad ogni livello, con collusioni di non secondaria rilevanza proprio all’interno della magistratura”.

Afferma infatti il Sole-24ore:

“Questa rete occulta secondo De Magistris occupava il cuore e gli organi vitali dello Stato [con] intrecci tra politica (in modo assolutamente trasversale) e affari, nonché per le commistioni con vari ambienti istituzionali”. Le sue inchieste avrebbero tentato di dimostrare che l’infiltrazione avveniva sfruttando l’incarico conferito dal Ministero di Grazia e Giustizia ad alcune società di conformare e gestire il sistema informatico a disposizione dell’intero sistema giudiziario. Lavoro ovviamente molto riservato perché permette l’accesso agli archivi “di gestione dei registri penali. È un sistema utilizzato da 20mila operatori aperto ai collegamenti e all’interscambio informativo tra uffici dei pubblici ministeri, giudici per le indagini preliminari e giudici del dibattimento, casellario giudiziario, Corte di cassazione, Corti di appello, procure generali, Direzioni distrettuali antimafia e Direzione nazionale antimafia.”

Non mancano riferimenti più personali e altolocati, tali da spiegare la ferocia inusuale adottata dalle Procure coinvolte, le ripercussioni temute ad alto livello e la pace imposta che inevitabilmente ha attirato il commento di Cossiga:

“L’accordo tra le Procure con il ritiro dei reciproci ordini di sequestro? Una vergogna aggravata dal ridicolo! Siamo alla risoluzione ‘a trattativa privata’ dei conflitti di competenza e per di piu’ in sede di giurisdizione penale! So che sembrera’ presuntuoso che io dica: ‘L’avevo previsto!’, ma e’ cosi’: appena il Governo ha annunziato di voler presentare disegni di riforma del sistema giudiziario la magistratura si e’ ricompattata; ed a gridare ‘Osanna! Osanna!’ e’ stato, si vede in veste di paciere, il nuovo Procuratore Generale della Cassazione che in questa fase non doveva impicciarsi di nulla, e che sembra abbia gia’ spedito, quale suo regalo natalizio, al sostituto procuratore di Catanzaro ‘denudato’, un nuovo pigiama da notte che gli era stato strappato di dosso!”.

In questo amplificarsi di conflitti, seppur ammantati in superficie d’una tranquilla ordinarietà, riaffiorano i ricordi quasi malinconici di Licio Gelli, titolare del brevetto della P2 originale che da grande reazionario ci propina le sue ricette. Per citarne alcuni componenti, tratte dalle sue conversazioni con Klaus Davi:
1. Gli studenti che non permettono di fare lezione e che non hanno voglia di studiare devono essere espulsi per uno, due o anche tre anni. Bisogna consentire a chi vuole studiare di farlo. Il Governo dovrebbe essere più forte con i manifestanti delle scuole e delle università che scendono in piazza. Bisogna avere la forza di difendere coloro che vogliono apprendere. […] Per fermare le manifestazioni studentesche occorre la mano forte, proprio come fece Mario Scelba, Ministro degli Interni dell’allora Governo De Gasperi, inventore della Celere.[…] Dopo 4-5 mesi dalla fondazione della Celere, la protesta di piazza si dissolveva completamente non appena sentiva l’eco della sirena
2. Sono giusti i decreti approvati senza dialogo con la minoranza. […] Quando poi la minoranza sarà al Governo potrà cancellare il decreto,
3. La droga si può fermare solo prendendo provvedimenti oggi non consentiti. Machiavelli diceva: punire pochi di fronte a molti. In Italia non si prendono proprio provvedimenti.
4. Con la P2 avevamo l’Italia in mano. Con noi c’era l’Esercito, la Guardia di Finanza, la Polizia, tutte nettamente comandate da appartenenti alla Loggia Massonica P2, ma tutto sempre per il bene del Paese. […]attenta a controllare che non emergesse il Partito Comunista.
5. All’epoca, il Partito Comunista, dal 1965 sino al 1975-80, era ben strutturato militarmente, in grado di organizzare bene anche un colpo di Stato, aveva potere militare. Non era come il Partito Comunista di oggi, che non conta più niente ed è diviso in undici bande in lotta tra loro. Veltroni dovrebbe scomparire. La Sinistra di oggi non farebbe paura alla P2. La P2 non sarebbe nemmeno nata per difendersi dall’attuale Partito Comunista.
6. Se cadesse Berlusconi, sarebbe un caos per il Paese perché il Governo non avrebbe più una struttura partitica. Berlusconi ha iniziato con una struttura partitica, seguendo la strategia dei Carabinieri, dei farmacisti e della Chiesa, ovvero creare una ragnatela così capillare che serva per poter comandare e controllare l’Italia.
7. I criminali extracomunitari dovrebbero essere messi in dei “campi” di concentramento. Per campi non intendo assolutamente i lager nazisti, ma dei luoghi in cui si possa capire chi arriva e il motivo per il quale arriva in Italia. Bisogna chiedere certificati penali e di sanità. Nei campi di accoglienza, invece, gli immigrati hanno tanti privilegi che agli italiani sono negati, per esempio il lavoro e la casa. C’è il rischio dell’effetto cesto di mele: se ce n’è una o due bacate e non le elimini, queste infettano tutto il cesto.
8. Se nella mia vita ho fatto degli errori, è accaduto inavvertitamente. Se ho pestato i piedi a qualcuno è perché me li sono trovati sotto i miei e non perché li ho voluti pestare volontariamente. Se potessi ritornare indietro rifarei tutto, non sposterei un istante. […] Su di me è stato detto tutto ed il contrario di tutto. Oggi sono ancora vivo perché probabilmente Dio vuol darmi la soddisfazione di accompagnare chi mi ha fatto scontare ingiustamente la pena alla dimora eterna.

Questo è un estratto delle idee che circolavano a ruota libera nella loggia Propaganda-2, datate e velleitarie. Almeno finchè il destino ha un sussulto, un ripensamento e si volta indietro.

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