Il Partito Democratico, sulla carta, ha due “organi” di stampa, uno che attraversa una fase “concitata” che perdura da prima di finire tra le grinfie di Soru, l’altro che, nella sua versione cartacea, è oggetto di caccia tra i collezionisti per la sua rarità. Cosciente di questa sua introvabilità può permettersi l’arroganza parolaia e le minacce più o meno velate.
Il bersaglio è il solito dal ‘94, ma trattandosi di caccia grossa sempre con carniere vuoto, ci si rivolge anche alla selvaggina minuta, sperando almeno di spaventarla.
L’attacco di rabbia più intensa del solito è stato scatenato dall’accoglienza positiva che gli industriali italiani presenti all’Assemblea della Confindustria hanno manifestato a Berlusconi, nonostante tutte le sue manchevolezze etiche, giudiziarie, politiche e prostatiche.
Possibile che nessuno prenda sul serio la “faccia feroce” di Franceschini il Piagnucoloso? Si mobilita Europa
“ Anche il palco dell’assemblea di Confindustria può diventare tribuna per l’invettiva antidemocratica contro giudici e parlamento. È successo ieri con un Berlusconi che ha ricordato quello della sfuriata di Vicenza 2006. La sentenza
Mills «è scandalosa , decisa da giudici estremisti di sinistra».
Il premier ha attaccato anche il parlamento. Rivolto alla platea degli imprenditori, che lo applaudiva, ha detto:«Pensate che ci sono 630 deputati quando ne basterebbero cento. È una assemblea pletorica e controproducente. Dovremmo arrivare a una legge di iniziativa popolare perché non si può chiedere ai capponi di anticipare il Natale».
In altro articolo di spalla, sempre in prima pagina:
“Non staremo qui a farla lunga nella difesa del parlamento. Che si difende da sé, grazie al presidente Fini e alle opposizioni, e farà bene a farlo con buoni argomenti perché non è che l’opinione che ne hanno gli italiani sia così elevata. Non c’è neanche bisogno di Berlusconi: il presidente eversore va sul velluto quando sbertuccia le due camere pletoriche, che da una ventina d’anni almeno ammettono di esserlo ma non riescono ad autoriformarsi. Non staremo neanche a insistere sul disegno berlusconiano, che è poi un banale diversivo rispetto alla crisi economica che non riesce a domare. […]
Un discorso invece meritano le centinaia di entusiasti che ieri a Roma si sono scatenati in ovazioni per i passaggi più trucidi del discorso presidenziale. Che quella sia la sua Italia, non c’è dubbio, dunque nessuna sorpresa.
La dottoressa Marcegaglia (che ieri ha riscattato qualche tenerezza di troppo degli ultimi mesi con discorso di verità sulla crisi, e con uno scatto d’orgoglio personale contro il patetico machismo del premier) dovrebbe però spiegare ai propri associati che nel loro futuro non c’è sempre e solo Berlusconi. Che prima o poi la ruota gira, e che dunque capiterà loro di avere a che fare con qualche altra specie di politica e di governi.
Negli ultimi anni, quando gli è toccato di governare, il centrosinistra ha mostrato maturità, comprensione, attenzione verso le ragioni dell’impresa. Era il suo dovere. Ha anche pagato un prezzo per questo, se è vero che sull’altare delle compatibilità ha perso per esempio tanto voto operaio.Può anche darsi che il prossimo centrosinistra vincente – e ci sarà, non dubitino che ci sarà – non abbia tanta voglia di pagare prezzi per conto di platee imprenditoriali così unilaterali.
Anzi, senza «può darsi»: è sicuro che sarà così.”
Su questa granitica certezza d’un futuro prossimo a venire, senza può darsi, in cui il centrosinistra farà nuovamente sentire il ruggito del topo, lasciamo Europa, che medita ritorsioni e vendette contro gli imprenditori ingrati della comprensione (parola composta, da con-prendere, prendere insieme) dimostrata dal centrosinistra.
Ah! Se potesse far funzionare la forca, Italo dei Livori, quanto bene farebbe all’Italia. Ecco cosa dice Mastro Lindo, l’amante della pulizia:
“Io quelli di Confindustria li conosco benissimo, li conosco dai tempi di Mani Pulite. Berlusconi ieri è stato applaudito dagli imprenditori quando se l’è presa con i magistrati e credo che dietro molti di quegli applausi c’erano molti imprenditori che erano passati nelle inchieste della magistratura e che devono ringraziarlo perché, tra una prescrizione e un condono o una modifica delle procedure dei Codici, hanno potuto farla franca”.
Dopo aver perso gli operai ora minacciano gli imprenditori, in attesa di fargliela pagare. Tra vent’anni.
Ha da venì Baffino, con comodo, non c’è fretta.


gino
1 year ago
Ma i “molti imprenditori che erano passati nelle inchieste della magistratura” erano TUTTI dei santi?
Ne sei proprio sicuro? O guardavi Brosio indignandoti su rete quattro e ora piangi ricordando Craxi…(vizio, per giunta, comune al pd\pdl)?