Ieri Eurostat ha pubblicato nuove statistiche sul Prodotto Interno Lordo pro-capite dei paesi Ue, dal quale risulta che la Spagna ha sorpassato l’Italia.
Secondo i tecnici di Bruxelles, nel 2006 la Spagna è salita dal 103% al 105% del Pil medio dell’Ue a 27 membri, mentre l’Italia è scesa dal 105% al 103 %. Entrambi i paesi sono sotto il 110% medio della zona euro, e ancora lontani da Francia (111%), Germania (114%) e Gran Bretagna (118%).
Gli spagnoli hanno avuto la signorilità di non commentare (perlomeno a voce alta), in attesa forse di un sorriso gengivale di Prodi e Compagnia bella. Costituita, sia chiaro, da tutti quelli che ci hanno governato negli ultimi quarant’anni, da posizioni di teorico potere ufficiale e soprattutto di pratico potere ufficioso.
Non avendo tentazioni di “tanto peggio, tanto meglio” alle quali invece cederebbero spesso tanti cultori dell’invidia sociale, non gioiamo della notizia ma non vogliamo rassegnarci ad una perpetua amnesia-amnistia. Quando finirà l’attesa messianica di un sempre intravvisto e mai afferrato “salvatore della patria”? Oppure già questo confidare nella salvezza da parte di un uomo solo al comando è indice di una fuga dalle responsabilità d’un intero popolo che ha abdicato al suo ruolo, non d’eccellenza ma almeno di dignitosa presenza?


Rinoceronte
4 years ago
Oggi Zapatero ha commentato:
“Sì, eravamo sicuri che ce l’avremmo fatta perché tutti i dati andavano in questo senso. E’ la conferma che la nostra economia sta vivendo un momento molto buono. Non abbiamo dubbi che nel 2007 il risultato si consoliderà. Dobbiamo continuare a lavorare per guadagnare posizioni e competitività: ora è il momento di rincorrere Francia e Germania. Dovremmo riuscire a incrementare ulteriormente il vantaggio sull’Italia per quanto riguarda il reddito pro capite. Per il futuro è difficile fare previsioni. [...] se vedete la linea di crescita dei due paesi nel corso degli ultimi vent’anni è qualcosa di impressionante. L’incremento del Pil spagnolo è cominciato in maniera consistente a partire dagli anni ‘79- 80. Uno sviluppo inarrestabile che ha un’impennata alla fine degli anni Novanta e si consolida nel corso dell’ultima legislatura. E mentre la nostra curva della crescita va verso l’alto, quella italiana resta stabile.”
Ma il commento peggiore per noi italiani l’ha fatto Eduardo San Martin, condirettore del giornale conservatore “Abc”:
”Il dato è ovviamente importante perché indica che la Spagna è sulla buona strada, soprattutto se si pensa alle condizioni in cui il paese entrò nella Ue 20 anni fa. PERO’ NON SI PUO’ DIMENTICARE CHE L’ITALIA STA ANDANDO MOLTO MALE E QUEL CHE CONTA E’ SPECIALMENTE LA MEDIA EUROPEA”.
Ormai siamo ridotti alla commiserazione. A quando la colletta internazionale?