
In questi giorni di grande trambusto (presumibilmente giovedì morirà il governo Prodi), l’attenzione dei media è tutta sulle possibili elezioni anticipate mentre quella dei cittadini è più orientata verso la figura dell’uomo alla berlina, l’uomo di Ceppaloni Clemente Mastella.
Ciò che si sente in giro, a parlare col cittadino medio (l’Uomo Qualunque dei bei tempi), è che Mastella sarebbe un criminale che merita tutto quello che gli sta accadendo.
Il discorso, lasciato su questi livelli, non porta molto lontano. Difatti, è mai possibile che sparito l’UDEUR la politica italiana possa tornare vergine e illibata? Per non offendere il lettore, meglio non dare una più che ovvia risposta e spingersi ancora oltre. Non è curioso che ora si miri maggiormente alle elezioni immediate che non al governo di larghe intese che fino all’altro giorno auspicavano PD e FI per le “indispensabili riforme istituzionali”? Senza i 3 senatori del Campanile le larghe intese sono impossibili?
Quella frase di Mastella alla Camera, “Mi dimetto per riaprire una grande questione democratica”, anche perchè, come ha detto Fedro, “gli umili soffrono quando i potenti si combattono” dovrebbe far riflettere.
Nel 1993 Craxi, travolto dallo scandalo della maxi-tangente ENIMONT disse alla camera ciò che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, ” che buona parte del finanziamento politico e’ irregolare od illegale”; parole che vennero accolte dall’assordante silenzio dell’aula. Assordante come l’applauso alle parole di Mastella, che nella sua totalità è equivalente alla nullità del gesto di allora. La classe politica oggi come allora si è ritrovata compatta nello scaricare uno dei suoi membri ” volenti o nolenti ” più illustri; allora come oggi c’è stata una prova di imbarazzo totale; allora come oggi la politica ha trovato il suo capo espiatorio, quello che con più evidenza di altri ha fatto il “politico italiano medio”.
Allora c’era ancora l’MSI e riproporre quei principi è proprio da escludere?


Rinoceronte
4 years ago
Caro Tontonello, i principi che hanno permesso agli uomini dell’MSI di resistere agli avversari eredi della Resistenza erano validissimi ed erano gli stessi (al di là degli schieramenti politici e delle contingenze del momento) che fondamentalmente animavano i DC degli anni 1945-60. Il bacino elettorale era praticamente lo stesso. Poi il miele del potere fece diventare… diabetici i democristiani, mentre i missini continuarono a restare a dieta, non per scelta ma per esclusione.
Dopo che nel 1989 gli hamburger della Mc Donald (=consumismo e benessere occidentale) e lo spirito di Wojtila portarono all’autodisfacimento il comunismo, pur facendo sopravvivere i comunisti, Mani Pulite eliminò l’Arco Costituzionale e tutti i partiti che costituivano l’arco, lasciando i pilastri di dx e sin, gli uni perchè incorrotti per necessità, gli altri perchè corrotti ma furbi e protetti. L’MSI, passate le acque a Fiuggi ed eliminate giustamente le parti ormai necrotiche dell’eredità, divenne AN e salì al governo (non al Potere, ch’è altra cosa) ma non mi pare che abbia lasciato tracce profonde od ottima impressione: s’è adeguato all’andazzo, condizionato anche dalla gomma sintetica del maggiore alleato. Oggi si è FORSE ad una nuova partenza, con un’Italia in condizioni disastrate, disperata, scuoiata e svenata dalle tasse utili solo per foraggiare la Casta sempre più famelica. FORSE toccherà ancora al Centrodestra (?) il governo. Il tragico dilemma è: saranno all’altezza? O è meglio che al fondo del baratro ci porti Mortadella e i “tassassini” che lo circondano? Se per governare occorre caricarsi Dini e Mastella, meglio stare all’opposizione.
Tontonello
4 years ago
Condivido in pieno, Rinoceronte… Anche sull’excursus storico. Il discorso infatti è più o meno lo stesso. Completando il post, aggiungo che la mancanza di coraggio e la fretta di entrare nella stanza dei bottoni hanno reso “diabetica” persino Alleanza Nazionale. La fretta ha però portato non solo all’eliminazione delle tossine nostalgiche, ma anche ad un’accettazione senza riserve dell’economia di mercato, ancora prima di poter tastare con mano l’amministrazione effettiva dell’economia, proprio mentre la globalizzazione cominciava a evidenziarne le contraddizioni. Quella stessa logica di potere ha portato alla visita di Fini in Israele (storica quanto e più di Fiuggi) che ha però cancellato del tutto l’identità del Movimento Sociale.
Per cui, l’eventuale “partenza” di cui parli, da quali valori parte? Quelli di AN, che si sono uniformati per larga parte, o dei valori che non sono mai stati nemmeno considerati perché portati avanti dal di fuori dell’arco costituzionale?
Pupo
4 years ago
Certo che se si continua a fare riflessioni sul passato, della serie come eravamo “poveri ma buoni” (non belli), e magari con la puzza sotto il naso, non si va avanti!
Cosa doveva fare Fini, continuare a tenere i voti della destra in frigorifero o anche lui fare il leader di un partito dello 0,..? Non so cosa ne pensino i giovani di AN oggi, forse Tontonello è uno di quelli, ma posso assicurare che fare politica nel vecchio MSI negli anni ’70 era molto difficile, anche dalle nostre parti. I giovani di destra allora erano visti come fumo negli occhi, non era facile farsi ascoltare o anche più semplicemente parlare.
Il passaggio di Fiuggi, ma sopratutto, caro Rinoceronte, il tanto vituperato Berlusconi, hanno consentito ad AN di essere quello che è oggi, un grande partito della destra democratica. Quanto poi ai risultati o agli “sbandamenti” che si sono verificati durante l’esperienza governativa bé, quello fa parte del gioco. Forse in AN hanno sbagliato ad accogliere troppi furbetti dell’ultima ora, che sono poi quelli che troppo spesso hanno raccolto i frutti migliori, facendo al contrario scappare quelli che, nei ’70 e ’80 tiravano la carretta!!
Tontonello
4 years ago
Non è quello il discorso. Dico solo che non c’era bisogno di snaturarsi. Altrimenti sarebbe come dire che qualunque valore di qualunque missino degli anni’70 fosse sotto sotto anti-democratico. Siccome non è così, un PICCOLO passo indietro su alcuni temi, in particolare la moralità dello Stato e la moralità del sistema economico (altrimenti diventiamo collusi dei vari Tronchetti, etc.), magari con un occhio moderatamente benevolo al vecchio corporativismo. Tutto ciò non è mica sputtanare Fiuggi o chissà che altro ancora. In fondo una dialettica vecchio-nuovo non fa mai male…
Er Monnezza
4 years ago
Pupo, le discussioni nel blog ormai sono parecchie e anch’io ritengo sia giusto dedicarne una a un ragionamento intelligente su ciò che, col senno di poi, possiamo chiamare un’occasione persa. Ciò che ha reso An un grande partito a mio avviso sono stati i suoi elettori che non hanno voluto tradire la fiducia al simbolo che avevano amato e che hanno insegnato ad amare alla generazione successiva. Una fiducia in quei valori che ormai a mio avviso sono celati da una non più tanto oscura voglia di occupare quante più poltrone possibili. E non credo peraltro che partiti come Alternativa Sociale o La Destra e così via possano restituire una qualche dignità alla destra italiana, anzi. L’azione politica di chi veramente crede in quei famosi principi ora, in questo momento, in Italia non la sta certamente svolgendo AN, ma al massimo la Lega, a volte addirittura Casini! Allora io mi dico che non è il caso di parlare di valori edulcorati o prese di posizione diabetiche…è solo una questione di palle che prima avevano ora non più!