Il ramoscello d’Ulivo

Pubblicato il 5 marzo, 2008 alle 11:00 pm da


parisi_acasa.gifMamma mia, che pericolo abbiamo corso! Un altro po’ e rischiavamo di non avere Arturo Parisi candidato. Calearo, l’ex presidente di Federmeccanica considerato un falco tra gli industriali, candidato da Veltroni non si sa se per vocazione ecumenica o per confusione mentale, non ancora addottorato in ipocrisia, a “Ballarò” ha sparato a voce alta una bomba a due tempi, centrando il bersaglio ma facendo seguire, nella stessa frase, una cazzata:

• San Clemente Mastella ha fatto bene al Paesé perché ha fermato il governo • adesso c’é un partito come il Pd che ha un programma moderno.

L’applauso alla caduta del governo Prodi non è piaciuto al premier uscente, già risentito per come lo hanno fatto scomparire dalla scena, imbavagliato e rinchiuso in qualche sgabuzzino come un impresentabile parente povero, né a molti ministri. Il più suscettibile s’è mostrato lui, Parisi, che di Prodi è lo spirito guida (non è difficile, si fa ammaestrare docilmente) e ha minacciato di ritirare la propria candidatura in Sardegna: “Non posso crederci”.

Ha dovuto crederci e solo dopo che Calearo s’è rimangiato l’unica cosa vera che aveva detto, Artullo, come affettuosamente per cionfra lo chiama Cossiga, ha benevolmente accondisceso a mettersi in lista: “Non posso che prenderne atto: delle precisazione e delle scuse”.

In effetti nel Pd, dove ancora il galateo proletario detta legge, l’imbarazzo per l’improvvida esternazione confindustriale era palpabile. Prodi, sempre chiuso nello sgabuzzino comincia a rumoreggiare e i nuovi ricchi, nel salotto buono, muovono le sedie per coprire il frastuono. In attesa delle poltrone….

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