In ginocchio

Pubblicato il 17 novembre, 2011 alle 7:20 pm da


In ginocchio

Nella più importante e fumosa partita a poker che si sta giocando nel “Casinò/o d’Italy” gli italiani hanno solo un ruolo di spettatori e di fornitori di fiches. E’ un gioco al buio, di cui per ora si conoscono –e in parte- solo i giocatori, i quali, per azione dell’Energia Oscura sono stati proiettati nel governo nato dal Big Bang che ha travolto la maggioranza di centro-destra.

Abbagliati –e storditi- dall’esplosione tutti si sono precipitati a rendere lodi.

In preda ad un’estasi mistica uomini politici, giornali, televisioni, blog, cittadini d’Italia, dell’Europa e del Mondo applaudono, non conoscendo se non per interessato sentito-dire, i “nuovi” governanti, ai quali si fa un’apertura di credito incondizionato senza sapere nulla delle loro intenzioni e dei loro programmi, che esporranno solo in seguito, dopo aver incassato comunque il nulla osta, a scatola chiusa.

I famosi “Programmi di Governo” sui quali i politici si scannavano nei decenni passati evidentemente erano solo una pantomima per i gonzi, un alibi per giustificare la presenza di certi gaglioffi nella stanza dei bottoni. Oggi le facce rappresentano tutti quelli che contano davvero, asserragliati nella famosa stanza diventata un fortino nella quale quelli che non sono ammessi sono proprio… i bottoni.

Un golpe in guanti di velluto, senza carrarmati né spargimento di sangue e lacrime. Questi verranno dopo, tranquilli…

Purtroppo è una costante nella storia d’Italia che i poteri legittimi vengano condizionati o sopraffatti da Potenze estere o Poteri interni. Senza risalire troppo negli annali, gli ultimi esempi di sudditanza agli USA risalgono al 1998 quando il governo D’Alema bombardò in Kosovo la Serbia di Milosevic e pochi mesi fa quando il governo Berlusconi, per compiacere USA, Francia e Regno Unito, collaborò, contro i nostri interessi e perdendo la faccia, al bombardamento della Libia di Gheddafi, dopo essersi dissanguato per anni in Irak e Afganistan. Ma almeno quelle intromissioni e pressioni  rispondevano a logiche strategiche internazionali per noi incontrollabili e non condizionabili.

Ma ora il ricatto ha matrice speculativa e la pistola ce la puntano i responsabili del disastro. Le Banche d’affari americane ed europee, con la complicità interessata delle Agenzia di rating e l’acquiescenza della BCE (giuridicamente una società privata alla quale è stato demandato il potere sovrano di battere moneta) hanno intrecciato una rete a maglie fitte che sta progressivamente asfissiando l’economia d’Europa. Un’Europa nata artificialmente (nessuno ha chiesto il consenso popolare per l’entrata nell’Unione Europea e nell’Euro) tenuta in vita solo dal collante finanziario e guidata da una Commissione autoreferenziale e da un esercito di super pagati burocrati.

Ormai anche la democrazia è a rischio e nella moribonda Grecia (si veda il video di Monti che tesse le lodi dell’euro per l’economia greca. Da non crederci…) il premier Papandreu, un po’ per scherzo e un po’ per non morire, ha dovuto cedere il potere (qualche piccolo dissenso dentro alla maggioranza…) al solito rappresentante bancario ex-BCE subito dopo aver osato proporre un referendum sul suicidio di massa ovverossia sulle misure c.d. “anticrisi”.

Il direttorio Merckel-Sarkozy, che guida le danze pur non sapendo ballare, impone austerità ma solo per salvare il culo alle banche franco-tedesche piene di cartaccia e magari fare qualche buon acquisto a prezzi stracciati su aziende italiane sottostimate.

“Bella Napoli” ha fatto da sponda e s’è liberato del Cavaliere, tenuto sempre sotto schiaffo (“ci correggeva con la matita rossa, come una maestra con i bambini delle elementari”)  ma pur sempre “pulighe in mesu ‘e ungias”.

Ora a guidarci per gli insidiosi sentieri ci sono le grandi Banche, le grandi Università pubbliche e private, la Conferenza Episcopale, i Militari, i Consigli d’amministrazione delle società che contano.

Anche la Chiesa ha benedetto, nella fondata speranza che i due suoi emissari-ministri Lorenzo Ornaghi e Andrea Riccardi, con la collaborazione del superministro Corrado Passera, la tengano lontana dall’incubo ICI, patrimoniale con nome di copertura che assilla e ancor più assillerà tutti gli altri italiani, ma non gli immobili ecclesiastici. Bagnasco e l’Avvenire (il loro) si compiacciono, il convegno di Todi non s’è tenuto invano!

Per tutti gli altri sulla stampa non si fatica a conoscerne i pedigree.

Se non fosse per quei francesi, sempre invidiosi e malmostosi: Le Monde  del 15 novembre, a firma  di  Marc Roche:

Anciens dirigeants, conseillers et même traders de la banque américaine, symbole des dérives de la finance, ils se retrouvent au pouvoir dans les pays clés européens pour gérer la crise financière. Ils sont sérieux et compétents, pesant le pour et le contre, étudiant les dossiers à fond avant de se...

che tradotto significa:

“Sono seri e competenti, pesano i pro e contro, studiano i dossier prima di pronunciarsi: non si scoprono che raramente questi figli della Luce entrati dentro il Tempio dopo un lungo e puntiglioso processo di reclutamento…è la fede di un gruppo di pressione, una rete di aiuto reciproco. Sono i confratelli, maestri e grandi maestri chiamati a spandere nell’Universo la verità acquisita nella Loggia”.

Ecco toccato un tasto molto dolente, gli onnipresenti “figli della vedova”

Parrebbe che anche Monti sia "orfano di padre" così come chi lo ha preceduto  ma, se tutto corrisponde a verità, non si tratta pur sempre di precedenti penali.

“Modesta orazione di un incaricato di pubblico servizio”  ha titolato il Foglio on-line riferendosi al discorso al Senato del Presidente e   “Pessimo esordio” nel fondo di Giuliano Ferrara, che conferma d’essere un elefant(ino) in cristalleria.

Non ci rimane che aspettare e pregare.

Sperare, meglio di no: si sa poi come si muore…

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