Ospitiamo l’intervento d’un imprenditore di Ozieri:
Secondo il ministero dell’Economia, l’Italia registrerà una drastica riduzione della crescita nel 2008, che si attesterà intorno allo 0,6% per il Pil, contrariamente alle previsioni di qualche mese fa che parlavano di un progresso dell’1,5%. Di conseguenza tornerà a crescere il deficit che salirà al 2,4% (contro il 2,2% previsto in precedenza). Per Confindustria, la crescita sarà inferiore all’0,6% e forse sarà prossima allo zero. E questo significa andare ben al di sotto di un terzo de tasso di sviluppo previsto da Prodi e dal suo morente governo solo a settembre scorso.
Una riflessione: se si prevede una contrazione dello sviluppo a un terzo di quello previsto, dopo due anni di governo Prodi, a chi attribuire il mancato rilancio e consolidamento della ripresa italiana che si era manifestata alla fine del 2005 ed era proseguita nel 2006? Se la politica del governo Prodi è stata tanto virtuosa, perché l’economia è in declino? Adesso la sinistra se la prende con la congiuntura internazionale e con la risi scatenata dai mutui subprime negli Stati Uniti; ma quando la crescita durante il governo di Berlusconi era bassa, perché l’attentato dell’11 settembre alle Torri gemelle aveva sconvolto l’economia USA e mondiale ed erano in crisi erano soprattutto i nostri maggiori partner europei, la sinistra non prendeva per buona questa spiegazione.
Con l’economia in forte rallentamento, diminuirà anche il gettito fiscale e se non si procederà a tagli alla spesa pubblica veramente forti, si dovrà fare ricorso ad emissioni sempre più massicce di titoli di Stato, per cui il debito non diminuirà.
La verità è che per odio ideologico contro i settori produttivi la sinistra ha innalzato la pressione fiscale sino a far scoppiare la macchina economica, inceppandone anche i delicati meccanismi asfissiandola di norme, regole, autorizzazioni, segnalazioni, sanzioni, denunce.
Per formazione mentale la sinistra vede gli imprenditori come dei parassiti-sfruttatori del popolo lavoratore, tranne invocarne la nascita e la crescita per alleviare la fame degli… sfruttati, i quali chiedono a gran voce di continuare ad esserlo appena perdono il posto di lavoro. Perché non li creano i fautori della politica di sinistra (politici, sindacalisti, burocrati, intellettuali, etc.) i posti di lavori, rischiando sulla propria pelle e seguendo tutte le prescrizioni e pagando tutti i balzelli?
Ora Veltroni si presenta come il nuovo, staccatosi dalla sinistra infetta, diverso e moderno, con soluzioni di buon senso che dovrebbero mettere in pratica i suoi collaboratori, improvvisamente convertiti alle regole di mercato, mentre ancora oggi siedono in massa al tavolo del governo con Prodi, condividendo ogni decisione con PRC e PdCI e Verdi. Che affidabilità può offrire Veltroni che tutto sa, tutto prevede, a tutto provvede e per tutto ha soluzione? Faccia impresa in prima persona, invece di tentare d’abbindolare gli industriali del Nord-Est che, scottati dall’acqua calda, lo hanno mandato a quel… suo paese. Se adottasse le soluzioni liberiste che, come un apprendista malaccorto, dice a parole di voler applicare, perché ci si dovrebbe fidare di votare per lui, semplice surrogato, col suo passato di apparatcik comunista, nel PCI, nel PDS, nell’Ulivo, nell’Unione, nel PD, ma sempre in compagnia dei soliti rappresentanti dell’invidia sociale, quelli che non fanno mangiare ma mangiano quel poco che ancora si produce?
O crede d’essere diventato un eroico patriota perché invece dell’Internazionale fa suonare l’inno nazionale? O un moralizzatore e buon amministratore proteggendo i suoi amici responsabili del disastro dei rifiuti a Napoli, che danneggia la Campania e l’Italia? O un garante della legge e dell’ordine quando nella sua Roma, grazie alla politica permissiva sempre e da sempre imposta dai suoi compagni, nessuna donna s’azzarda ad uscire da sola di sera?
Impieghi meglio il suo tempo, vada al cinema, a vedere film di fantascienza!


Grillo Parlante
3 years ago
Non mi pare che gli industriali del Nord-Est abbiano mandato a quel paese Veltroni, infatti alcuni hanno fatto a gara a candidarsi nelle sue liste, naturalmente in posti sicuri.
Colaninno, Calearo e altri sono l’esempio italiano di come molti imprenditori predicano per il capitalismo, e votano per il comunismo!
Gli Agnelli, i De Benedetti, i Merloni e una buona parte del grande capitalismo italiano hanno sempre sostenuto la sinistra, così come le grandi banche nazionali, così ben ricompensate dal governo Prodi.
Il fatto è che, oramai al Nord-Est a votare per il centro-destra sono non solo i piccoli imprenditori, ma sopratutto gli operai.