Ormai, fatte le debite proporzioni, si può dire di Soru ciò che Churchill, deluso dopo anni di stupita ammirazione, disse di Mussolini: “Tiene in scacco il mondo con una rivoltella scarica”. La sua tardiva (in tutti i sensi) venuta ad Ozieri in duplice veste d’ircocervo -soccorritore a caccia di sostegno- ha mostrato che ormai siamo alla frutta. Secca, per giunta.
Già il sindaco Ladu, al di là dell’invocazione di un generico soccorso, morale più che materiale, da parte della Regione, non è potuto andare. Purtroppo la costipazione progettuale, con tutte le attenuanti generiche e specifiche, non permette neanche di mettere in campo delle richieste che, per quanto velleitarie, possano far ipotizzare una soluzione per la crisi panoramica ozierese.
Non è a Soru che gli agricoltori della piana devono chiedere il permesso per tornare alle colture cerealicole. Le poche cose che realmente e concretamente potrebbe fare a favore della città, si gurda bene dal farle e anche dal prometterle. L’ippodromo se lo tiene ben stretto e, magnanimamente ne concede la gestione –deficitaria allo stato dei fatti- al Comune. Il Frigomacello è talmente incasinato nella sua situazione contabile-fallimentare che necessita, per essere salvato e rimesso in produzione, di più risorse di quante ne richiede la LEGLER, nel recupero della quale la Regione continua a svenarsi.
Anche ciò che più era stato spacciato come un intervento epocale, capace di rivoluzionare l’economia di un vasto territorio, il G8 di La Maddalena, si sta rivelando un bluff colossale, ora che s’è deciso di “vedere” le carte.
Pareva che grazie all’evento si potesse far tutto: allungamento di aeroporti, trasformazione di cantieri in alberghi a 5 stelle, ospedali avveniristici, recupero di caserme, strade a due e quattro corsie: tutto ciò che d’ arretrato c’era in Sardegna in fatto d’infrastrutture, per miracolo, si sarebbe risolto in pochi mesi, con tanti di quei soldi a disposizione che tutte le procedure autorizzative e d’asta potevano essere by-passate.
L’accordo tra Soru & Prodi era presentato come un capolavoro d’ingegneria politico-finanziaria che avrebbe permesso la rinascita dell’isola e se non di tutta l’isola madre almeno dell’isola figlia di La Maddalena. Ora il capolavoro si sta svelando come una colossale patacca rifilata da Prodi sia a Soru che a Berlusconi, come già avvenuto nel 2001 col G8 di Genova.
Mancano drammaticamente i soldi, pochi spiccioli, solo i 2/3 di quanto necessita, pur ridimensionando alcuni propositi faraonici. Disponibili 100 milioni, mancanti altri… 200 ! Il mercato delle pulci!
La Sassari-Olbia a 4 corsie era praticamente già fatta, ad evitare altre croci e fluidificare il traffico. Ora scopriamo che ci si sta dando da fare ancora per inserirla tra le opere finanziabili. Ladu ha chiesto la variante di Chilivani, e quasi certamente verrà accontentato, perché così, tra studi di fattibilità, impatti ambientali, osservazioni, riprogettazione di massima, definitiva, esecutiva, di G8 se ne faranno un’altra dozzina in giro per il mondo, in paesi più seri e più ricchi del nostro, dalla Repubblica Centroafricana fino alle Isole Figi.
Campa cavallo, che l’erba cresce,
all’ippodromo di Chilivani e nella piana.


Pubblicato il 26 giugno, 2008 alle 10:56 am da Terenzio