Agosto è in tutt’Italia il mese dei fuochi artificiali e Berlusconi non si è sottratto alla tradizione e, come al solito, ha voluto fare le cose in grande. Che, ovviamente, costano, e molto. Dapprima la vicenda Alitalia, con girandole, scintille e fontane luminose, poi, come botto finale, l’accordo con Gheddafi, con l’esborso di 5 miliardi di dollari come ricompensa per aver tratto la Libia dallo scatolone di sabbia in cui era immersa. La prima è un’operazione di alta ingegneria finanziaria, di altrettanto alto costo e forse di bassa lega. La seconda è una costosissima manovra d’imbecillità applicata, che solo un innamorato di Napoli e dei suoi più raffinati sistemi magliari, poteva non vedere e quindi abboccare. Ma forse la spiegazione di tutto è nel fatto che comunque a pagare sarà il popolo bue.
La pensa così M.Blondet e il fatto triste è che sempre più persone, di ogni area politica, si stanno convincendo che non si tratta di una visione pessimistica e quindi “umorale” ma purtroppo realistica, basata su fatti conseguenziali.


Mauro
3 years ago
Ecco come DAGOSPIA commenta la vicenda Alitalia:
*Sono in molti a seguire con ansia la trattativa che inizia oggi al ministero del Lavoro dove il governo e il commissario Fantozzi dovranno affondare le mani nel piano Fenice per Alitalia.
Fuori del Palazzo c’è la lunga lista dei creditori che hanno concesso quattrini alla Compagnia, prima fra tutti l’americana General Electric che nel 2005 ha concesso un finanziamento di 377 milioni di euro con una garanzia ipotecaria su 28 aeromobili. Tra le banche che hanno tenuto in vita Alitalia c’è anche BancaIntesa di Corradino Passera che nel 2006 concesse un prestito di 97 milioni.
Il banchiere comasco artefice di una soluzione sulla quale ha iniziato a lavorare un anno fa (…) è stato a stretto contatto con il suo staff, ma soprattutto con Carlo Toto, l’imprenditore marchigiano senza il quale – ha dichiarato nell’intervista al “Corriere della Sera” del 1° settembre – l’operazione non sarebbe stata possibile.C’è chi (…) obietta che questa visione di AirOne sia troppo “sentimentale”, e che la valutazione degli asset conferiti da Toto alla nuova Alitalia sia esagerata.
Gli esperti del settore ritengono infatti che nel momento in cui nel mondo sono saltate in aria 27 compagnie aeree, il mercato dei vettori sia inflazionato.(…) quindi le opzioni di Toto per i nuovi aeromobili hanno perso gran parte del loro valore.
Qualcuno (…) parla senza mezzi termini di Ali-Truffa, di una soluzione inadeguata che riduce Alitalia a una piccola compagnia di medio raggio (spazio occupato dalle compagnia low-cost) quando tutti sanno che i veri guadagni si realizzano sulle rotte intercontinentali.
Ieri Roberto Colaninno è volato a Bruxelles per incontrare Antonio Tajani, un uomo baciato dalla fortuna, che fino a pochi mesi fa sedeva al bar Ciampini di piazza San Lorenzo in Lucina, e adesso si trova a regolamentare i trasporti europei. Il manager della Piaggio non ha rilasciato alcuna dichiarazione (…) Ma non può essergli sfuggita l’aria pesante che tira nei confronti del piano Fenice. Le più grandi compagnie aeree d’Europa sono sul piede di guerra e preparano un fuoco di sbarramento micidiale a partire da British e Luftansa. L’ingresso di AirFrance dentro la nuova società è una scelta curiosa (…) per raccoglierne le spoglie.
Il clima comunque è quello da ultima spiaggia con la cordata dei 16 furbetti della Magliana che secondo Bersani sono stati costretti a entrare in Ali-Truffa con la pistola alla tempia. In realtà i vari Benetton, Gavio, Ligresti e la confusa Marcegaglia, hanno chiesto garanzie per salvare il tesoretto che ha dato vita al “nocciolino” molle. E a questo punto sarebbe opportuno che Corradino Passera, il banchiere McKinsey, tirasse fuori la lettera di cui Dagospia ha avuto notizia. Si tratta di un documento assolutamente riservato che è stato scritto dallo Studio Erede di Milano, in cui sono contenute clausole di fortissima tutela per i 16 Capitani che vogliono salvare l’Alitalia e soprattutto il portafoglio.*