Marameo perché sei morto…

Pubblicato il 8 giugno, 2009 alle 2:00 pm da


Marameo perché sei morto…

Che brutta partita! A risultati quasi definitivi si può dire che s’è conclusa con un pareggio. In gergo sportivo “a reti inviolate”, letteralmente, perché nel corso dello scontro, tranne le reti, tutto è stato violato.

Chi, turandosi il naso, è andato a votare lo ha fatto contro qualcuno, non a favore dell’altro. Nessuno ha meritato di vincere ed infatti così è stato.

La mancanza di una linea politica convincente ha costretto l’opposizione, divisa e inconcludente, ad accodarsi alla tattica messa in piedi dalla grande stampa avversaria, nazionale ed estera, spinta da motivazioni di basso interesse oltrechè da odio ideologico.

Tutta la potenza di fuoco s’è concentrata sull’attacco personale contro Berlusconi, ricoprendolo per quanto possibile di fango e sterco, coadiuvata dalle circostanze che mettevano in imbarazzo e difficoltà la “vittima”, colpevolizzata di comportamenti che, poco tempo fa, erano invece rivendicati come valori intoccabili per l’arcobaleno della sinistra. Il moralismo scandalistico da baciapile è stato rispolverato e utilizzato contro il “nemico”, dimenticando tutte le battaglie di liberazione sessuale, bisessuale, trisessuale combattute contro quello che era chiamato l’oscurantismo clericale.

Purtroppo, lo sventurato rispose e, peggio, si limitò a rispondere, senza contrattaccare scegliendo lui il terreno dello scontro, scivolando sui suoi comportamenti che nel mondo dell’ipocrisia e del voyeurismo fanno comunque presa. I meriti di un anno di buon governo e di buona politica sono stati oscurati e dimenticati da parte della pubblica opinione, abbagliata dallo splendore di qualche tetta al vento e dalla penombra dell’alcova.

Il PD gioisce perché non è morto, come temeva, e brinda per aver perso solo il 7%. Buon per loro e cento di questi giorni!

Il fatto preoccupante è che si autoconvinceranno di poter riuscire nell’intento di eliminare Berlusconi: l’odore del sangue eccita gli sciacalli. Immagino che  continueranno la battaglia sugli stessi temi e con gli stessi argomenti e anzi accentuandoli, magari con un’ulteriore e decisiva spinta di qualche toga, in vicinanza del G8 e davanti ad una nobile platea.

Il nervosismo del Berlusca, che può perdere lucidità nel vedere rosicchiato dai topi il suo piedistallo, può aggravare la situazione d’affanno, con la ricerca di capri espiatori –ne può trovare quanti ne vuole, perché ce ne sono a bizzeffe- dentro il suo partito che ha dimostrato d’essere un grosso tricheco arenato su un banco di sabbia. Ma è lui che l’ha voluto così…

A questo punto risalta la pochezza di Fini e la miopia della sua strategia, che non lo rende crebibile ed affidabile come successore eventuale alla guida del centro-destra.

Ora non resta che aspettare il prossimo venturo avviso di garanzia.

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