Inarrestabile come una valanga scivola a valle il PdL (Popolo della Libertà o Pre del Lino, a scelta), inesorabile nel travolgere qualunque ostacolo.
“Il PdL ha un inizio e una fine che si chiama Silvio Berlusconi. Questa è una constata- zione oggettiva.
La sua è una leadership straordinaria, lui è il PdL: il progetto non esiste, è imperniato solo su Berlusconi. E’ un allargamento di FI, anche se questo irrita AN.”
è la diagnosi impietosa del leader dell’Udc, che pronostica anche:
“Un monocolore berlusconiano sempre, fin quando Berlusconi è in campo.”
Una prospettiva triste per l’opposizione, ma non allegra per chi, a destra, intravede per sé il solo ruolo di fornire materiale amorfo per ingrossare la frana.
Anche se i sondaggi confermano la bontà, in termini di consenso, dell’operazione e assegnano al Pdl quasi il doppio dei voti del Pd: il 42% contro il 22%, con un indice di gradimento del 64% per il premier.
Franceschini, telegenico, giovane e grintoso, non ha bloccato l’esodo, anzi. Nel giro di una settimana (il sondaggio è stato condotto venerdì 27 febbraio, cioè ad una settimana dalla sua elezione) il neo-segretario PD ha perso un punto, con qualunque tipo di alleanza si voglia ipotizzare.
Ciò nonostante larga parte della militanza di AN intraprende questa nuova tappa della sua lunga traversata del deserto senza entusiasmo, diffidente verso i compagni di viaggio e molto di più verso i capocarovana. Sente d’essere stata lasciata allo sbando da quelli che riteneva i suoi capi, senza spiegazioni e condivisione di scelta, come peraltro sempre in passato. Ma le altre volte s’era trattato solo di cambiare la rotta, per cui occorreva affidarsi a chi si riteneva sapesse tracciarla e conoscesse le carte o così lasciava intendere.
Questa volta si tratta invece d’abbandonare la nave, la vecchia carretta reduce da tante battaglie, con la ruggine e gli ammacchi, ma ancora in grado di navigare e d’offrire rifugio. S’è deciso per l’autoaffondamento e il trasbordo sul nuovo vascello, luccicante d’ottoni, con nuove usanze e nuovi ufficiali, non tutti provenienti dall’Accademia Navale.
Occorrerà adattarsi, come spesso succede ai naufraghi accolti a bordo, rifocillati con un piatto di minestra (leggera, di dadi, più digeribile…) e messi a strofinare e lucidare la tolda. Unica consolazione è che anche i vecchi nostromi e contrammiragli, favorevoli al trasloco, non sono accolti in quadrato ma trattati da mozzi. I galloni bisognerà conquistarseli, con i nuovi sistemi che ricordan gli antichi.
Dicevamo luccicante d’ottoni, ma se, invece che fregi e pennoni, fossero soltanto trombette e tromboni?


V.F.
1 year ago
Capisco il malumore della “base” che crede traditi i “principi” -ma non erano stati gettati alle ortiche da tanto tempo?- ma occorre considerare che si aprono nuove opportunità, per chi ha le capacità e le… palle!
Nel nuovo partito non è più obbligatorio fare riferimento a Fini & C, ma si formeranno nuove cordate e nasceranno nuovi leader.
I valori della Destra -quelli sempre validi, non le scorie da rigettare!- torneranno utili, anche in situazioni che si credevano dimenticate, come quelle dell’Università di Torino, dove i soliti facinorosi comunistoidi, con la violenza e la prepotenza, da autentici “democratici”, pretendono d’impedire agli altri il legittimo diritto ad… esistere. Certo, situazioni del genere -non auspicabili- i ragazzi del MSI le avrebbero “gestite”… meglio.
La Stampa: “Tre giovani fermati e cinque agenti in borghese della Digos feriti, uno dei quali alla testa: è queston il bilancio degli scontri avvenuti questa mattina nell’atrio di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche di Torino, dove un gruppo di un centinaio di autonomi voleva impedire la raccolta firme per le liste universitarie promossa dai militanti del Fuan-Azione Universitaria. (…) I manifestanti contestano la presenza stessa degli studenti del Fuan che, dicono, «non devono avere agibilità politica» e rivendicano «la pratica dell’antifascismo».”
Il Corriere della Sera: “La Confederazione unitaria di base ha espresso «solidarietà agli studenti violentemente caricati dalla polizia nel corso di un presidio antifascista indetto contro la provocatoria presenza degli squadristi del Fuan all’interno delle strutture universitarie». Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha affermato invece che «quanto accaduto a Torino è inaccettabile. Un gruppo di esponenti dell’estrema sinistra ha fisicamente impedito agli studenti di destra di raccogliere le firme per le elezioni universitarie, passando dalle minacce verbali alla violenza fisica.”
Un proverbio sardo, poco evangelico, dice:
“MUNTENE S’ODIU, CHI SU TEMPUS GIA’ TORRADA”
Giulio
1 year ago
Il diavolo fa le pentole… Se l’intento dei “capi” di AN era di entrare nel nuovo partito e conservare l’ascendente sui vecchi iscritti, avranno, pare, delle sorprese.
Secondo un sondaggio di CRESPI, tra gli aderenti al PdL, potendo scegliere il capo, Berlusconi sfiorerebbe il 90% dei consensi, e a Gianfranco Fini non resterebbe che accontentarsi di qualcosa di più del 10% anche se solo il 63% si dichiara genericamente “berlusconiano” e ben il 24% di AN.
Evidentemente: ANno nuovo, vita nuova!
Fil
1 year ago
Berlusconi chiede di cambiare i regolamenti parlamentari «che non sono adeguati alle necessità di un governo e di una maggioranza di avere tempi certi e brevi per i propri disegni di legge, spostando molte votazioni nelle commissioni. Capisco i nostri deputati, che sono persone del fare e non funzionari di partito, che si sentono deprimere in Parlamento con votazioni continue. Il capogruppo deve rappresentare in aula o in commissione tutti i deputati. Chi non è d’accordo, potrà votare contro o astenersi».
CAZZATE di questo tipo, inutili o dannose, dovrebbe rispiarmarsele.
Grillo
1 year ago
Ma Crespi, il sondaggista, non è lo stesso che alle ore 15 del 16 Febbraio ha dato Soru vincente??