Mezzo voto o mezzo pieno?

Pubblicato il 15 giugno, 2009 alle 9:59 am da


Mezzo voto o mezzo pieno?

Il referendum di domenica 21 giugno, se dovesse essere valido per numero di votanti e per consensi ottenuti, modificherebbe l’attuale legge elettorale in modo da dare un premio di maggioranza non più alla «coalizione» di liste (ad es. PDL più Lega), ma alla lista singola  che dovesse ottenere il maggior numero di voti (primi due quesiti).

Di conseguenza ci sarebbe l’interesse ad integrarsi in un partito perché, restando “piccoli” si verrebe penalizzati, non vincendo e ottenendo meno seggi.

Il vantaggio dal punto di vista generale è che cesserebbe il potere di ricatto dei partiti minori che oggi condizionano la coalizione vincente. E’ quanto sta succedendo al PdL pressato dalla Lega e quanto è successo a Prodi, caduto a causa dei piccoli “alleati”. L’opposizione sarebbe quella decisa dagli elettori e non quella dentro la maggioranza, decisa dai capipartito.

Ecco perché il referendum viene visto come un pericolo mortale dai partiti minori, che anche col 2%, sperano di condizionare le grandi coalizioni. La Lega è contrarissima e condiziona Berlusconi, che sarebbe favorevole, minacciando di far cadere il governo: già questo fa capire quanto un partito minoritario, nell’attuale sistema, possa condizionare le scelte di una maggioranza che i cittadini hanno eletto. Altrettanto la galassia di partitini a sinistra del PD.

Col terzo quesito verrebbero impedite le candidature multiple, con i big che si candidano in tutte le circoscrizioni, facendo il pieno di voti e di seggi e  decidendo dopo per quale optare, in pratica facendo subentrare un candidato “primo dei non eletti” gradito e bloccando uno meno “fedele” al capo.

Già vengono imposte le candidature bloccate, se s’aggiunge anche la scelta degli eletti, è evidente che la rappresentanza è fasulla, realizzata sempre per “cooptazione”.  I fortunati eletti sono legati  doppiamente al capo, prima per la messa in lista e poi per l’elezione, concretizzatasi solo per le sue scelte. Al capo solo debbono dare conto, non agli elettori.

Crediamo sia interesse dei cittadini in generale tentare di modificare i meccanismi elettorali, andando a votare e imponendo scelte nette e chiare, da una parte o dall’altra.

Certo non è l’optimum, è solo un rattoppo, ed il Parlamento, se non fosse in altre  faccende affaccendato, potrebbe fare meglio. Ma per ora accontentiamoci del bene, se riusciremo a raggiungerlo.

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