La campagna elettorale, con le cautele che impone per non spaventare il parco-buoi, ha prolungato l’agonia dei trasporti merci ferroviarii in Sardegna, obbligando allo slittamento della morte al 30 giugno, quando un nuovo governo dovrà decidere. Se sarà di sinistra, nulla cambierà e, a babbo morto ed elezioni vinte, si farà il funerale, eventualmente su un carro merci. Se vincesse il centrodestra, saranno cacchi loro e gli si faranno pagare le conseguenze. Le linee di traghetto merci ferro-mare creano passività per 25 milioni di euro l’anno e, se lo Stato non ripaga il deficit, Trenitalia non può continuare ad aggiungere buchi al colabrodo che già è. Si preferisce tagliare fuori dai collegamenti ferroviari col resto del mondo la Sardegna e i suoi supestiti produttori, mentre nessuno si preoccupa di trovare soluzioni tecnologiche che possano migliorare l’appetibilità e la funzionalità del servizio, attirando clientela e riducendo il deficit. La Regione Sarda invece di pensare esclusivamente a farsi bella (inutilmente tra l’altro, visto che non si concede a nessuno che voglia… possederla) perchè non dà incarico alla Facoltà d’Ingegneria di Cagliari (o a qualunque altro Trasportista) di studiare il problema e trovare la -eventuale- soluzione? Si finanziano i programmi più astrusi e fantasiosi e non ci si preoccupa di supplire alle deficienze statali in un settore vitale per l’isola. Il taglio del cordone ombelicale che ci unisce al continente è mortale per noi.
Forse la competenza è del Governo nazionale, ma quello ha altre preoccupazioni e spese da sostenere. Non può scucire 25 milioni per i carri-merci sardi, quando già deve trovare i 54 milioni da dare ad ECOLOG SpA, società di Trenitalia creata nel luglio 2000 per “proporre agli operatori del settore soluzioni di gestione integrata del ciclo dei rifiuti attraverso servizi di qualità certificata in partnership con altri soggetti leader in ciascuna fase del ciclo. In un mercato caratterizzato da una forte frammentazione dell’offerta, parcellizzato territorialmente e per segmenti di attività, ECOLOG opera come l’unico soggetto preposto, nel Gruppo Ferrovie dello Stato, alla progettazione ed alla gestione di soluzioni logistiche per lo smaltimento dei rifiuti che privilegia il trasporto su ferro.”
E perchè e chi dovrebbe pagare 54 milioni di euro? Sforzatevi poco poco e capirete che quella cifra deriva dai viaggi della disperazione della “munnezza napulitana” verso la Germania, che continueranno ancora per un bel po’ per conto del Commissariato per l’emergenza rifiuti in Campania, al ritmo di 1 milione di euro alla settimana. E’ anche questo un imprevisto regalo (riciclato, ovvio) dell’inamovibile Bassolino e della sinistra banda che lo protegge e ne condivide idee e capacità, da Prodi a Veltroni sino a D’Alema, Soru & compagnia non bella.


Pupo
3 years ago
E’ tutto un Magna Magna!
Alla fine l’ennesimo commissario per la munnezza, che in tre mesi doveva risolvere il problema, ha trovato la soluzione meravigliosa, alla quale nessuno in 15 anni aveva mai pensato, che genio: portare la spazzatura in Germania, dove verrà smaltita nei termovalorizzatori, quelli che Pecoraro (in tutti i sensi) Scanio non vuole in Campania. Cioè portano la monnezza di Napoli dove già la portano da tre lustri, ecco la soluzione, ed ecco il motivo per cui Bassolino non si dimette, perché deve aiutare De Gennaro a trovare le soluzioni migliori!
Domenico
3 years ago
Stamane Radio Uno la notizia che De Gennaro sta concludendo la trattativa per la spedizione in Germania di 160.000 tonnellate di rifiuti al costo di € 180,00/ton. che in totale fa € 28.800.000,00: Paghiamo tutti per la pessima amministrazione di Bassolino, Iervolino, Prodino, etc.
Soru (e Ladu) esprimoendo solidarietà si rendono coimputati morali dello sfascio.