La coalizione messa in piedi da Veltroni si sta già disintegrando. Dopo la Bonino è passato all’attacco Di Pietro che punta a prendere voti solo per il suo partito, anche perchè sa che con Veltroni non vincerà e che nel Pd, [...] non entrerà mai. Noi abbiamo sempre detto perchè Di Pietro non potrà mai fare il ministro della giustizia. L’ex pm è un giustizialista che ha fatto e continuerebbe a fare contro i suoi avversari un uso politico dei poteri della magistratura. Sappiamo anche che quasi tutti la pensano come noi, anche nel centrosinistra, ma che solo Veltroni non ha il coraggio di dire la verità. Comunque non c’è da stupirsi perchè Di Pietro continua a fare quello che ha fatto fino a oggi: per due anni ha fatto ballare Prodi, oggi tocca a Veltroni.
Dichiarazioni pesanti, anche in campagna elettorale, ma la sorpresa è che a pronunciarle non è stato Bondi o Gasparri ma Boselli, il leader di ciò che rimane del Partito Socialista che certo non è collocato sul lato destro dello schieramento. Di non suscitare un alto gradimento nelle vesti di giustiziere della notte deve aver avuto sentore anche il diretto interessato (il fiuto del vecchio questurino…) che nel suo blog consolida i sospetti ed i timori di chi lo conosce, oltre che come appassionato innovatore della lingua italiana, come un incallito collezionista di manette e ferri di campagna:
Se la coalizione di cui faccio parte vincerà le elezioni dovrà affrontare immediatamente un problema: ‘Quale ministero assegnare ad Antonio Di Pietro?’. È un problema così serio da essere dibattuto continuamente, e senza che io abbia avanzato alcuna richiesta, sia dal centrodestra che dal centrosinistra.I veti che arrivano da esponenti del centro-sinistra, un giorno sì e l’altro pure, non sono altrettanto comprensibili e neppure accettabili. Che cosa deve fare Antonio Di Pietro per avere la possibilità di diventare ministro della Giustizia? Quali qualità deve avere? Gli ultimi due ministri sono stati Castelli e Mastella. Hanno ridotto la Giustizia in macerie, nessuno dei due aveva la minima competenza in materia. Nessuno, però si è opposto a priori, come sta avvenendo ora per una mia eventuale candidatura. Mani Pulite brucia ancora a gran parte della classe politica, forse hanno il timore che voglia finire il lavoro.
Giustificati a questo punto i timori di Boselli e del suo partito, che sanno per esperienza diretta come Di Pietro intenda la Giustizia, ma anche tutti gli altri preferiranno lasciare in sospeso il “lavoro” piuttosto che farlo finire a lui.


Pubblicato il 24 marzo, 2008 alle 4:58 pm da Terenzio