Nondum matura est, nolo acerbam sumere

Pubblicato il 14 marzo, 2008 alle 12:32 pm da Rinoceronte


casini-a-kabul.jpgLa campagna elettorale inizia a scaldarsi, tra fatti tragici, miseria reale,  illusioni creative, ipocrisie autentiche e uscite poco serie. Fa tutto parte del teatrino della politica, ma risalta su tutto il velenoso astio che arrovella Casini, alternativo alla sinistra ma all’attacco solo della destra. Non passa ora che non ne evidenzi i limiti o i difetti, che ci sono e a volte plateali, ma sui quali lui ha sorvolato per anni accomodato sulla vetta di Montecitorio e sui quali avrebbe chiuso entrambi gli occhi, se poco poco Berlusconi si fosse ancora fidato a dargli lo spazio che pretendeva. La riconoscenza in politica non esiste, ma l’erede prediletto del coniglio mannaro Forlani esagera, con la millantata coerenza che, alla disperata, l’ha obbligato a chiedere rifugio politico presso i suoi ipercritici fuoriusciti Baccini & Tabacci . E’ convinto d’essere, nella politica italiana ed europea, quell’indispensabile punto d’appoggio che mancò ad Archimede per sollevare il mondo. E’ indubbiamente un…  innovatore e da buon custode del sarcofago democristiano, demonizzando la destra e riesumando l’arco costituzionale, spera di racimolare qualche voto cattolico, anche offrendo tutte le guance di cui dispone agli schiaffi di Famiglia Cristiana

“La destra populista può vincere le elezioni ma difficilmente riesce a governare un grande Paese.[...] La questione è che il PPE non può diventare di estrema destra perché rischia di snaturarsi e di dimezzare i suoi voti in Parlamento. Ho spiegato che il Pdl ha delle caratteristiche tali che non consentano in alcun modo una intesa. L’impianto, le modalità e il percorso della sua costituzione rendono il Pdl un partito di destra e populista. Sarebbe una fuga dalla realtà in un quadro economico e politico difficilissimo. Davanti a un’Italia messa male, la risposta di una destra populista, tra l’altro tentata di reintrodurre i dazi, sarebbe anche una risposta antieuropea”.

Così Casini ha detto ai suoi colleghi del Ppe, nel corso del vertice da poco conclusosi a Bruxelles, spiegando la sua decisione di non sciogliere l’Udc dentro il Pdl e, per darsi importanza, rendendo noto di averne parlato oggi con il cancelliere tedesco Angela Merkel. Da qui la considerazione finale del piccolo untorello che l’unica alternativa alla sinistra si può “costruire” solo con il… centro.

Chi sa perché era questa una conclusione che già era stata prevista, la soluzione finale: il governo Castroni.

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