La credenza popolare sostiene che non ci sia funerale senza qualche momento d’ilarità, tra un pianto ed un rimpianto. Ciò che sta accadendo al Partito Democratico ed al suo capo in questi mesi e in questi giorni conferma la leggenda.
Una catastrofe elettorale in Abruzzo, col partito che arretra di ben 14 punti, scendendo dal 33,7% al 19,6%, e un’IdV che invece triplica dal 4,3 al 15%, con Di Pietro che gongola per il risultato di partito e il disastro della coalizione, guidata da un suo rappresentante. Un suicidio politico l’alleanza che condiziona e rende insicura qualunque decisione.
Siccome le disgrazie non vengono mai sole, in tarda sera l’arresto del segretario regionale abruzzese del PD, nonché sindaco di Pescara. Berlusconi, pur con il crollo dei votanti, strappa la Regione e sfotte: “ Veltroni ha consegnato la sinistra ai modi eversivi di far politica del signor Di Pietro”.
Qualcuno pretende già la pace separata, come Menichini, direttore di Europa, quotidiano dell’ex-Margherita:
“Ora Veltroni dev’essere conseguente con la lezione appresa: continuare a trascinare l¹alleanza con Di Pietro, a ogni livello, è per il Pd un puro suicidio. Come hanno capito tutti coloro che nel tempo si sono illusi di addomesticare l¹ex pm ¬ e ce ne sono di illustri e di abili: da D’Alema a Rutelli, da Parisi a Prodi ¬ Di Pietro ha come unica stella polare se stesso, come unica fedeltà quella alla propria avventura. […]Troppe volte questa alleanza è stata dichiarata sciolta ma la si è tenuta in piedi per paura che Di Pietro da solo possa fare al Pd ancora più male. In realtà, farlo crescere all¹ombra della copertura democratica è un insulto alla cultura politica del Pd, non gli evita rovesci come quello di ieri ed equivale a compromettere le sue chances per il futuro.
Non si vede quale prezzo più alto ci sia rispetto a quello che il Pd sta già pagando da mesi. Veltroni lo sa, perché in questa storia è in discussione anche la forza della sua leadership.”
Ma in questo clima di veglia funebre s’inserisce la nota allegra e generosa di chi è pronto a sacrificarsi per il bene del partito e addirittura viene frenata nell’entusiasmo: Alba Parietti, pronta a candidarsi alle primarie per concorrere la posto che oggi è di Veltroni. Il quale le ha sconsigliato l’eventuale passo.
Per il suo bene. Di Parietti o di Veltroni?


Pubblicato il 16 dicembre, 2008 alle 5:52 pm da Terenzio