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Benedetto XVI qualche giorno fa ha ricevuto i vertici istituzionali di Roma e del Lazio e tra le altre cose ha detto:
Un evento tragico come l’uccisione, a Tor di Quinto, di Giovanna Reggiani, ha posto bruscamente la nostra cittadinanza di fronte al problema non solo della sicurezza, ma anche del gravissimo degrado di alcune aree di Roma. Specialmente qui è necessaria, al di là dell’emozione del momento, un’opera costante e concreta, che abbia la duplice finalità di garantire la sicurezza dei cittadini e di assicurare a tutti, in particolare agli immigrati, almeno il minimo indispensabile per una vita onesta e dignitosa.
Parole di assoluto buon senso, condivise anche dagli interlocutori, ma che hanno suscitato l’isteria dei loro sinistri compagni di viaggio, con coda di paglia. La sala stampa vaticana ha dovuto emettere un comunicato:
Desta meraviglia la strumentalizzazione politica che ha fatto seguito alle parole rivolte dal Santo Padre [...] Non era certo intenzione del Papa sottovalutare l’azione sociale che i responsabili della Città di Roma e della Regione stanno compiendo con apprezzabile impegno. Egli infatti, nella sua qualità di Vescovo di Roma, in diverse circostanze, e anche di recente, ha posto in luce le realizzazioni compiute al servizio della cittadinanza, [... ma anche] alcune problematiche umane particolarmente urgenti, che vanno affrontate con il contributo di tutti.
Apparentemente una correzione di tiro sulle parole del Pontefice, ma evidentemente la Curia conosce i suoi polli o meglio i suoi avvoltoi. Infatti è notizia di oggi che un gruppo di professori (?) dell’Università della Sapienza (??) ha firmato un appello perché il Papa non partecipi all’inaugurazione dell’anno accademico al quale era stato invitato: “quell’invito sconcertante venga revocato”. Alcuni collettivi studenteschi delle facoltà scientifiche hanno detto di “non volere il Papa perché troppo reazionario” e organizzano una settimana anticlericale da lunedì 14 a giovedì 17, giorno della visita.

Il fatto che per costoro la settimana, anche se anticlericale, possa durare 4 giorni dimostra che la loro scientificità è pari a quella di Peppe de “I soliti ignoti”.
Propongono, per giovedì, una giornata di contro-inaugurazione con assedio sonoro “all’artefice di un forte arretramento culturale, che afferma dogmi anacronistici, attacca il libero pensiero scientifico e ci propone l’eterosessualità obbligata”.
Forse proprio quest’ultimo è il punto più dolente che ha scatenato l’attaco idrofobico del collettivo “FACCIAMO BRECCIA”.
Ci eravamo sempre chiesti il perché del nome e dove volessero farla la breccia, ORA abbiamo capito.



Pubblicato il 13 gennaio, 2008 alle 6:10 pm da Terenzio