PD: fase Concitata

Pubblicato il 1 marzo, 2009 alle 6:34 pm da


PD: fase Concitata

La sconfitta elettorale della sua armata ha precipitato Soru nella marginalità politica sia in Sardegna, dove ormai la sua autorità non riesce ad imporsi sullo stato confusionale del partito allo sbando, sia in campo nazionale, dove il nuovo Segretario lavato con Perlana non subisce il fascino del suo carisma e, per evitare crolli contagiosi, lo ha tenuto alla larga dalla cupola.

Potrebbe anche darsi che l’oscuramento sia solo temporaneo, dovuto allo shock, ma la malizia vorrebbe che l’immobilità soriana sia frutto d’una strategia, per mettere alla prova i vassalli ribelli e farne risaltare l’inettitudine al comando, almeno in Sardegna.
Dovendo riporre i messianici sogni di gloria anche a livello nazionale, Soru, estimatore dei piatti freddi come la vendetta, ha deciso di rivedere la strategia e contemporaneamente risparmiare qualche euro. A farne le spese l’organo del PD, che non diffonde musica ma notizie e commenti, quell’Unità, fondata da Gramsci, diretta da Concita e che Soru vorrebbe affondare.

Un piano che prevede un taglio degli stipendi del 40%, una raffica di prepensionamenti, la chiusura di tutte le redazioni locali, la riduzione del numero delle pagine e il taglio delle spese di diffusione. […] Quello che i giornalisti temevano, dopo l’esito negativo delle elezioni sarde, si sta verificando: il disimpegno di Renato Soru, che potrebbe non avere più alcun interesse a tenere in vita un giornale che, come tutti gli altri, deve fare i conti con la crisi economica e il drastico calo della pubblicità. […] A Largo del Nazareno, già alle prese con una difficile tenuta politica dopo le dimissioni di Walter Veltroni, dicono che non si aspettavano una mossa del genere da parte dell’editore sardo.” come dice La Stampa.

Il Comitato di redazione ha adottato la solita cura del comunicato, per dare spazio al quale ha sacrificato Travaglio:

“La redazione de l’Unita, riunita in assemblea, esprime il suo forte allarme dinnanzi al drastico piano di ristrutturazione presentato ieri dall’azienda […] che compromette il giornale e le sue prospettive di sviluppo, l’occupazione, i livelli salariali e la professionalita dei giornalisti, colpendo in modo particolare il precariato. […] Chiediamo alla proprietà e all’azienda di ritirare le proposte avanzate […] per evitare traumatiche lacerazioni e consentire al giornale di continuare ad esistere, di crescere e di svilupparsi.”

E poi, data la gravità del caso e la prognosi riservata,  ha ipotizzato cinque giorni di sciopero, buoni per ogni male, come il salasso e il clistere prescritti sempre e comunque dai cerusici d’un tempo.
Dopo questo piatto freddo, siamo alla frutta: figu morisca.

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