Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, filosofo, sotto l’aspetto ispido nasconde un cuore da fanciullino, rigonfio, all’apparenza, d’ingenua e pura innocenza, ma anche un fegataccio indurito e temprato.
Ora se l’è presa con Luigi Berlinguer, “il cugino”, dopo che nel 2001 già aveva pestato i calli a Giovanni, “il fratello”, quando ancora la Quercia non era stata estirpata o trapiantata. Allora s’era bruscamente schierato contro l’ipotesi di una candidatura alla segreteria nazionale dei DS del professore sassarese, fratello del defunto capo PCI Enrico:
«Sarebbe l’ agonia, terrebbe il partito ingessato per due o tre anni»,
suscitando un vespaio e la reazione di Luciano Violante, che aveva marchiato a fuoco l’uscita:
«Massimo Cacciari è un esteta della catastrofe».
Alle europee 2009, per non privare il Parlamento europeo di un cotanto cognome, all’uscente Giovanni, schieratosi nel frattempo in Sinistra Democratica a fianco di Mussi, è succeduto Luigi, nelle fila del PD.
Anche qui Cacciari ha avuto da ridire:
«Qualcuno mi spieghi come ci si può inventare nel 2009 capolista del Nord-Est Luigi Berlinguer una persona più vicina agli 80 anni che ai 70, e con una carriera accademica e politica svolta in altre parti d’ Italia»,
inascoltato, tanto che Berlinguer è stato eletto.
Ma Cacciari ci ritenta:
«Ti chiedo un gesto di grande responsabilita’, ma anche, se permetti, di intelligenza politica, quella stessa che ti ho sempre riconosciuto in tutti i lunghi anni delle nostre comuni ”militanze”. Le tue dimissioni permetterebbero a una giovane donna, valente amministratrice – che da sola, senza nessun appoggio del partito e delle sue correnti ha ottenuto un risultato straordinario, paragonabile e superiore a quello della stessa Serracchiani (che invece si e’ valsa del pieno appoggio del Pd in Friuli Venezia-Giulia, e dell’investitura niente po’ po’ di meno che di Veltroni) – di entrare nel Parlamento europeo come espressione piena della realta’ regionale. Sarebbe anche un ”investimento” politico importante, in vista soprattutto delle scadenze amministrative e regionali del prossimo anno”.
La risposta non tarda ad arrivare, sempre rispettosa dei bei modi e delle buone maniere:
“Caro Massimo, voglio ringraziarti per l’aiuto e l’attenzione che mi hai prestato in questa campagna elettorale. In merito al tuo invito di oggi di compiere ‘un gesto di grande responsabilita” ti assicuro che ho riflettuto e ti rispondo con la franchezza che la nostra pluridecennale amicizia merita. Ti ricordo che non sono stato io a chiedere di essere candidato. […] Ho svolto una campagna elettorale particolarmente intensa. Oltre 81 mila cittadini della circoscrizione Nord Est hanno votato il mio nome nelle urne. Tra di loro, oltre 30 mila nella sola regione Veneto. Ho contratto in quell’occasione un impegno con gli elettori come del resto ha fatto tutto il Pd e il suo segretario, quello di rispettatare la scelta degli elettori mandando a Strasburgo, con l’impegno di lavorarci, tutti i candidati piu’ votati.”
Quanta tenerezza, come resistere a tanta bontà d’animo e disinteressata preoccupazione per il volere degli elettori?
Gesti così nobili non debbono essere sottaciuti, anche per la loro relativa rarità, pur essendoci qualche altro esempio encomiabile ma meno pubblicizzato, in altri schieramenti.
NON TUTTO E’ PERDUTO!


Pubblicato il 16 giugno, 2009 alle 5:00 pm da Terenzio