Londres y Berlín presionan a España contra la Ley de Costas.
Las embajadas piden explicaciones por las expropiaciones a sus súbditos
El 21 de mayo de 2007 el secretario del Ministerio de Exteriores británico, Peter Ricketts, “elevó la cuestión” al embajador español en Londres, según explica un documento del Ejecutivo británico…
Venendo al nocciolo del problema e traducendo da El Pais nella nostra lingua:
“Cliff Carter [...] il 2 aprile scorso ha ricevuto una lettera […]. In essa, la Direzione generale delle Coste ha comunicato che avevano completato la delimitazione della zona e che, in forza di una legge del 1988, la costruzione diventava di dominio pubblico, che potrebbero chiedere una concessione per continuare a goderne per 30 o 60 anni. Centinaia di stranieri (soprattutto inglesi e tedeschi) e migliaia di spagnoli si trovano nella stessa situazione. E le denunce hanno attraversato la frontiera. Il Regno Unito e Germania hanno chiesto spiegazioni alla Spagna per ciò che essi considerano abusivi espropri sui sudditi nella costa spagnola. Le ambasciate di questi paesi hanno chiesto al Ministero dell’Ambiente chiarimenti sulla Legge delle Coste, in vigore dal 1988 ma la cui attuazione è stata accelerata nel 2004 con l’arrivo di Cristina NARBONA al ministero. Migliaia di spagnoli e centinaia di stranieri hanno visto che le loro case sulla spiaggia stanno finendo in mani statali. Essi possono utilizzarle per almeno 30 anni, ma non possono venderle o ampliarle e per effettuare le opere necessitano di un permesso.”
C’è solo da sperare che Soru, che certamente ha più preoccupazioni e nemici di quanti capelli ha in testa, non venga preso da furia imitativa… Abbiamo, o meglio ha, buoni motivi per credere che non lo farà.



Pubblicato il 20 ottobre, 2008 alle 6:47 pm da Terenzio