Mons. Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mosul dei Caldei, è stato ritrovato morto il 13 marzo, in un sobborgo di Mosul, in Iraq, dopo due settimane di sequestro. Era stato rapito da uomini armati il 29 febbraio scorso, dopo aver celebrato la Via Crucis nella chiesa del Santo Spirito, la stessa dove il 3 giugno 2007 fu ucciso il sacerdote Ragheed Ganni con tre diaconi. Nell’agguato a mons. Rahho vescovo erano rimasti assassinati l’autista e due giovani che erano con lui.
La Chiesa caldea ha comunicato:
“Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mosul. I rapitori lo avevano sepolto. I rapitori già da ieri, 12 marzo, ci avevano detto che mons. Rahho stava molto male, e nello stesso pomeriggio ci hanno detto che era morto. Stamattina ci hanno telefonato per dirci che lo avevano sepolto. Alcuni nostri giovani hanno seguito le indicazioni fornite dai rapitori per raggiungere il luogo. Qui hanno scavato e hanno trovato il vescovo privo di vita. Non sappiamo ancora se sia morto per cause legate alla sua precaria salute o se sia stato ucciso, il corpo non presenta segni di violenza o di colpi di arma da fuoco. È possibile che l’arcivescovo sia morto per cause legate al suo precario stato di salute aggravato dalle condizioni del sequestro”.
A parte le parole di dolore del Papa, nessun governo occidentale ha degnato il fatto e la sua tragica conclusione di una presa di posizione ferma e degna della civiltà occidentale. Solo un appello pro forma dell’Unione Europea.
Come avrebbero reagito i musulmani se in occidente fosse stato rapito e ucciso un imam o peggio un ayatollah? L’occidente è solo un morto che cammina, non farà molta strada.


Pupo
2 years ago
Scusate, ma la politica dell’accoglienza indiscriminata l’ha fatta per prima la Chiesa. Addirittura alcuni parroci concedevano anche le loro chiese ai musulmani, per le preghiere del venerdì, una cosa vergognosa!
La storiella del musulmano bravo e tollerante e del Corano che predica l’amore sono tutte balle, altro che bravi e tolleranti. Basta vedere come trattano le donne, e la nostra sinistra nazionale sempre zitta. Ed infatti la rappresentante delle donne marocchine in Italia l’ha candidata Berlusconi, un’altro operaio marocchino addirittura la Lega, mentre Veltroni era più preoccupato di portare in parlamento Colaninno e Calearo, che notoriamente con quello che guadagnano in una settimana non arrivano al terzo anno!!
Ozierese
2 years ago
mica il nostro (ancora per poco) ministro degli esteri Dalema ha tempo per occuparsi di queste fesserie, in questo periodo. e poi era pur sempre un prete…