I sardi sanno bene cosa sono i sequestri di persona, avendone fatto persino esportazione, e quanta “delicatezza” necessiti per trattare con i delinquenti che hanno in quei frangenti il potere di vita e di morte sull’ostaggio e sono pronti ad esercitarlo. Per cui non ci si possono permettere a cuor leggero mosse o atteggiamenti capaci d’innervosire i ricattatori. Ma ogni cosa ha un limite e almeno alcune considerazioni non si possono omettere, sul sequestro in corso di due nostri connazionali in Somalia. Tralasciamo il fatto (che pure sarebbe bene affrontare) che sarebbe ottima cosa cercare di non cacciarsi “volontariamente” in situazioni di rischio tale da non poter essere controllate, neanche per far del bene o per altruismo. Perché non è molto giusto mettere a repentaglio la vita dei soccorritori o degli intermediari per appagare la propria vocazione “buonista”.
Se si è votati al martirio si deve essere disposti a pagare il prezzo, fino al rischio della vita, senza chiedere che siano altri a rischiare la propria per toglierci dai guai.
Altro aspetto, più venale, ma spunto di discussione. La vita non ha prezzo (e anche su questo ci sarebbe molto da discutere) ma i riscatti richiesti si. Chi vuole fare assistenza o volontariato in zone pericolose si premunisca di polizza assicurativa vita/infortuni (a carico della ONG senza scopo di lucro con la quale collabora) e vada tranquillo, che lo saremo anche noi. Così come è d’obbligo assicurare l’incolumità dei volontari e la responsabilità civile per danni eventuali da loro creati agendo sul territorio nazionale. La normativa vieta polizze antisequestro, per non alimentare ancor di più i sequestri? I danni siano a carico delle ONG, lo Stato non sborsi i nostri quattrini, neanche sottobanco.
Altra questioncella che personalmente mi ha irritato, nonostante il pachi-derma di cui sono fornito, è il precipitarsi di tutte le fonti, ufficili ed ufficiose, nello smentire che i due volontari fossero anche lontanamente implicati nella “costruzione di una chiesa”.
Ma quando mai! Ma come si fa anche solo ad ipotizzare una cosa del genere? Chi, sano di mente, si azzarderebbe a far torto alle Corti islamiche, distogliendole dalle loro ascetiche attività macellare, tentando una concorrenza mistica sul sacro suolo di Allah? Mica siamo a Colle val d’Elsa , a Bologna, a Roma, eccetera, eccetera, dove le moschee non solo si possono edificare ma lo si fa con i nostri soldi e il nostro incoraggiamento.
Qui non solo si pretende la circoncisione ma la castrazione (e non quella chimica).


donperignon
2 years ago
Rinoceronte fa bene ad evidenziare come il cristianesimo sia diventato una “religione sottomessa” che deve cedere il passo alle altre, per rispetto del diverso e non discriminare. L’ordine divino d’andare a predicare e convertire a quella che noi riteniamo la vera fede non viene più eseguito, è caduto in prescrizione. Siamo ormai sottomessi e anche i “principi” (?) della Chiesa vacillano se persino il cardinal Martini fa l’elogio di Martin Lutero…
Ma non ci sono solo gli islamici: nella cittadina israeliana di Or Yehuda un fanatico ebreo, tale
Uzi Aharon, ha sobillato gli allievi di una scuola rabbinica ultraortodossa spingendoli a fare un rogo dei Vangeli che erano stati distribuiti, presumo da qualche protestante, chè i cattolici se ne guardano bene dal fare proselitismo. Quei testi sacri avrebbero urtato i sentimenti religiosi degli ebrei! Anche i nazisti bruciarono i libri in piazza e forse gli ebrei cercano la rivincita!
Immaginiamo cosa sarebbe successo se i cristiani avessero bruciato la Torah o il Talmud, con la scusa di far cadere sui figli il sangue fatto versare dai padri.
Naturalmente la gerarchia ecclesiastica tace, per non rovinare il dialogo e le passeggiate ad Assisi.
scespir
2 years ago
I Vangeli sono stati distribuiti dagli ebrei messianici, una setta ebrea che crede in Gesù.