Saif El-Islam al Gheddafi, figlio della “guida” libica Muammar Gheddafi e suo probabile successore nella dittatura, è un intransigente difensore della sua fede in Allah.
Tanto integralista da innescare un incidente diplomatico a causa di una vignetta di seconda mano su Maometto, considerata irrispettosa, esibita dal leghista Calderoli. Peccato che la sua religiosità non conosca la reciprocità.
In una Mostra tenuta al Palazzo della Ragione di Milano nel dicembre del 2003, insieme a reperti archeologici, bronzi e ceramiche, furono esposti anche dei quadri opera di Saif, tra i quali uno, dipinto nel 2000, intitolato “La Sfida”. Nel catalogo della Mostra la didascalia diceva:
«L’artista creò quest’opera durante gli anni dell’embargo e nel contesto delle sfide per il potere della nuova crociata. La Libia era salda come una roccia, contro cui l’arroganza dei neocrociati si infranse. In questa tragedia del nuovo ordine mondiale, il leader divenne “l’unica aquila”»
Nel quadro sono raffigurati dei frati cristiani con le loro croci, presentati come simboli del male, di fronte alla Guida Suprema della Jamahiriya libica che dall’alto, con sguardo di superiorità, impersona il bene.
Eppure anche il figlio prediletto dovrebbe essere a conoscenza che qualche peccatuccio ce l’ha anche lui, la Guida Suprema.
Come ad es. la strage di Lockerbie del 21 dicembre 1988 in cui l’esplosivo al plastico introdotto nel bagagliaio fece esplodere in volo un Boeing 747 (Jumbo) della PanAm sul cielo della Scozia. Nel disastro aereo morirono 270 persone, 259 a bordo dell’aereo e 11 a terra, colpite dai rottami del velivolo.
Dopo tre anni di investigazioni furono accusati dell’attentato Abdel Basset Ali al-Megrahi, ufficiale dei Servizi Segreti libici ed un complice. L’ONU emise sanzioni e l’embargo contro la Libia e alla fine Gheddafi fu costretto nel 1999 a pagare grossi indennizzi ai familiari delle vittime e a consegnare gli indagati alla polizia scozzese.
Megrahi fu condannato a 27 anni di carcere e sta scontando la propria pena nel carcere di Greenock, vicini a Glasgow.
La PanAm dopo l’attentato vide peggiorare la sua situazione finanziaria e nel 1991 cessò l’attività.


Pubblicato il 6 maggio, 2008 alle 10:36 pm da Chirone