Il pelo nell’uovo e il pugno sullo stomaco

Pubblicato il 24 dicembre, 2007 alle 11:50 am da


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E’ di queste ore la notizia del ritrovamento del cadavere squartato ed impacchettato della ragazza veneta sequestrata il 12 dicembre. Preso l’assassino reo confesso. Se fosse, come sembra, un malato psichico la vicenda, tragica, avrebbe risvolti di pietà.

Gli omicidi, sempre più barbari, si susseguono in ogni ambito, occupando le cronache e destando sempre stupore, come se fosse una novità che l’uomo è la più crudele e feroce delle bestie. In questo paradiso terrestre l’Italia, avendo ormai risolto l’enigma del sesso degli angeli che tormentava Bisanzio assediata dagli Ottomani, s’è impegnata allo spasimo per la moratoria ONU sulla pena di morte, ovviamente quella legalmente comminata dallo Stato a delinquenti assassini e stupratori, che ringraziano della magnanimità, pronti a concedere il bis alla prima occasione.

Non altrettanto zelo si può pretendere per abolire l’altra di pena di morte, quella di cui ampiamente possono disporre i singoli, d’iniziativa privata. C’è da sperare che nella roulette della vita la pallina nera si fermi sempre nella casella dei buonisti o di un loro familiare. Ci sarà il lungo applauso ormai di prammatica al loro funerale.

Anche lo schieramento meno sinistro (è la nuova definizione, dopo la castrazione, della destra transgender) s’è detto d’accordo. Non si parli poi dei preti, obbligati al perdono ma fidenti, sotto sotto, nel giudizio finale, a loro dire (almeno finora) senza appello e senza cavilli. Giudice monocratico.

Le balene hanno avuto la loro moratoria ed onestamente ne siamo molto più contenti che per l’altra. Per le aragoste e per gli astici si sta facendo il possibile.

Ogni anno nel mondo si praticano 46 milioni di ABORTI, 367 al giorno, uno ogni 4 minuti. (Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità).

Cioè viene soppressa la vita di 46 milioni di creature SICURAMENTE INNOCENTI, senza il minimo dubbio d’un possibile errore giudiziario. Di questi a Pannella Giacinto noto Marco e a Bonino Emma non gliene frega nulla, così come a D’Alema, Prodi, Napolitano e giù a scendere, tutti preoccupati di Caino, con le mani lorde del sangue di Abele, e dei suoi emulatori.

A tutti loro non sappiamo cosa augurare. Buon Natale sarebbe uno sberleffo e la Buona Morte, ch’è una pratica sul solco della tradizione cristiana, non li può riguardare.

A   T U T T I   G L I   A L T R I,   B U O N   N A T A L E

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