L’aquila allontana gli avvoltoi

Pubblicato il 11 luglio, 2009 alle 4:46 pm da Terenzio


L’aquila allontana gli avvoltoi

Tra fortuna e follia Berlusconi e l’Italia hanno superato gli scogli del G8, che si presentavano insidiosi e minacciosi alla vigilia, per difficoltà oggettive (la scelta estemporanea della sede disastrata ed inagibile, l’organizzazione concitata, le possibili contestazioni violente, etc.) e debolezze del premier (i pettegolezzi sulla sua vita privata, i comportamenti imprudenti, gli attacchi della stampa mondiale, etc.).

Tutto s’è appianato –per ora- miracolosamente, con giornalisti velenosissimi ammansiti ed ammutoliti e blac block dediti a scampagnate e picnic. Anche D’Alema, premonitore di “scosse” veleggia sull’Ikarus tenendo le mani lontano dalle prese…

Persino il Financial Times ha dovuto ammettere:

«Berlusconi percorre il cammino da playboy a statista. La scommessa di Silvio Berlusconi di tenere il vertice del G8 sembra aver pagato. Da playboy flagellato dagli scandali a statista: dopo aver presieduto per tre giorni il vertice internazionale mr. Berlusconi ha zittito i suoi critici e ha messo in riga i suoi alleati, almeno per il momento. Per il 72enne premier miliardario, il vertice di tre giorni con 40 capi di governo e organizzazioni è stato un successo per tutto ciò che non è accaduto».

Naturalmente nessuno è così ingenuo da credere che gli esami siano finiti e per di più con una promozione. Al di là della bravura o meno dell’esaminando principale siamo tutti noi italiani ad essere sotto osservazione e da secoli ormai. Tutte le nostre deficienze e i nostri difetti che si tramutano con un guizzo inaspettato in vantaggi e soluzioni brillanti, riassumibili nella parola “stellone” danno sui nervi ai nostri vicini e lontani con la puzza sotto il naso.

Ce lo ricorda Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, in un sommario di acidità ed invidia che da sempre ci accompagna.

senza-titolo-1-copiaE che noi facciamo di tutto per arricchire d’episodi, come quello del capo dell’Italia dei Livori che, non avendo di meglio, sparge letame ovunque.
Per fortuna non sarà lui, piccolo untorello, a spiantar Milano… e neanche Roma.

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