Le belle, i buoni, il cattivo

Pubblicato il 10 giugno, 2009 alle 2:46 pm da Terenzio


Le belle, i buoni, il cattivo

Allestita la tenda beduina nel magnifico parco di villa Pamphili dove, da oggi, Muammar Gheddafi, dittatore della Libia, sarà ospite dell’Italia, in visita ufficiale.

Per una coincidenza di date è anche il 69° anniversario della dichiarazione di guerra alla Gran Bretagna e alla Francia, quando dal balcone di palazzo Venezia l’Innominato tuonò: ” Popolo italiano, corri alle armi…” per cui la Libia, negli anni seguenti, vide la nostra tanta miseria e altrettanta nobiltà.

Oggi abbiamo la presenza “ingombrante” di questo personaggio un po’ da operetta un po’ da satrapia orientale, che in nome della “real politik” viene accolto, riverito e vezzeggiato da tutti, a destra e a sinistra, nonostante la faccia feroce –ma solo quella- mostrata per salvare le apparenze.

Affari e politica: Senato, Montecitorio, Palazzo Chigi, Campidoglio, Confindustria, ma anche Fondazione Italianieuropei di Massimo D’alema. Se l’è scampata il Papa, forse per questioni di religione.

A parte l’ovvia buona accoglienza da parte del Governo e di Berlusconi che riincontra il beduino, la sua tenda e la sua scorta con le *trecento amazzoni trecento* si prevedono anche grandi proteste, condivisibili ma poco credibili:

“E’ una vergogna far parlare un dittatore che non rispetta i diritti umani”

strepitano Amnesty International, l’Onda, i Radicali e Italia dei Valori, con qualche miagolio degli imbarazzati Piedini.

Se avessero fatto lo stesso per le visite di Fidel Castro, altrettanto dittatore ed altrettanto irrispettoso dei diritti umani, nonostante la visita al Papa, avremmo condiviso completamente.

Dittatori buoni da una parte e cattivi dall’altra? No, grazie.

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