L’agenzia Nuova Cina, equivalente asiatico de La Voce del Padrone, citando la polizia locale, scrive che ventisei persone sono state arrestate in un monastero nel Sichuan, nella provincia del Sichuan che confina con il Tibet, amministrato dalla Cina. I ventisei finiti in manette per essere inghittiti da qualche Laogai (con tutte le garanzie di legge, ovviamente) sarebbero sospettati di aver partecipato alle violente manifestazioni del 16 marzo, seguiti agli scontri avvenuti a Lhasa, in Tibet. La polizia, che non ha precisato se le persone arrestate siano monaci, ha anche sequestrato telefoni satellitari, decoder capaci di ricevere televisioni straniere, fax, computer, una bandiera vietata del governo tibetano in esilio e striscioni che chiedono l’indipendenza del Tibet. Inoltre ha scoperto e sequestrato 30 pistole, 498 proiettili, due chili di esplosivo e «un numero importante» di coltelli.
Prudentemente invece l’Agenzia non precisa se si siano scoperte anche forchette, i primi pericolosissimi strumenti di morte in tutta la Cina, tradizionalmente abituata ad usare i bastoncini (e i bastoni). Non per mangiare mozzarelle di bufala campana, di cui la Cina, per tutelare la salute dei propri cittadini, ha vietato l’importazione, che peraltro finora non è mai avvenuta.
Con lo stomaco non si scherza: un conto è avere in casa l’influenza aviaria, un altro importare diossina.


Ozierese
3 years ago
io propongo (sempre a spese del comune sia ben chiaro) di mandare i nostri studenti più meritevoli oltre che in campania anche in cina a portare la nostra solidarietà alla loro polizia magari accompagnati dai vertici ozieresi della rifondazione COMUNISTA che avrebbero così l’ occasione per fare una bella lezione sui diritti umani ai nostri ragazzi