Rosso un fior in petto c’è fiorito…

Pubblicato il 15 marzo, 2008 alle 9:04 pm da


pig.jpgSpaparanzato al sole dell’isola caraibica di St. Kitts il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Jacques Rogge, ha affermato che un boicottaggio dei Giochi Olimpici di Pechino, come reazione per le violenze delle truppe degli occupanti cinesi in Tibet,

“non risolverebbe nulla e porterebbe gli organizzatori ad interrompere l’allestimento di un qualcosa che è utile organizzare.”

Un eventuale boicottaggio sarebbe al contrario dannoso perché penalizzerebbe gli “atleti innocenti” in gara nelle Olimpiadi della prossima estate.

“Abbiamo notizie non confermate che circa 100 persone sono state uccise [...] uccisioni sommarie, di feriti e arresti di migliaia di tibetani che protestavano pacificamente contro la politica cinese[...] le proteste riflettono  il desiderio di essere liberi dal regime repressivo cinese

ha denunciato in una nota il governo tibetano in esilio. Uno studente italiano bloccato con due suoi compagni nell’Università di Lhasa, la capitale del Tibet sconvolta dai disordini ha riferito: “… siamo andati verso il centro. Era un macello».
Il ministro degli esteri del governo Prodi, Massimo D’Alema:

“Disertare l’Olimpiade? Si rischierebbe solo confusione”

E la confusione è un prezzo troppo grande, che non possiamo pagare per cento miserabili tibetani che hanno assaporato il caldo abbraccio della Repubblica Popolare Cinese.

Ben gli sta.

Evviva il comunismo e la libertà!

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