E’ più preoccupante e grave quanto sta accadendo a Torino di quanto è avvenuto a Verona, ha detto il presidente della Camera, appellandosi a quella interpretazione dei fatti che in criminologia si chiama “movente del delitto”. E’ lo stesso principio in base al quale la Shoah, lo sterminio scientificamente previsto, programmato e attuato nei confronti di interi gruppi “diversi” è riconosciuto universalmente più grave ed inemendabile rispetto ad una “qualsiasi” altra strage, indipendentemente dai numeri delle vittime. L’URSS dovette sacrificare 20 milioni di persone nella seconda guerra mondiale, ma, a parte i numeri, quelle perdite rientravano nelle regole del conflitto armato e non si parla di olocausto.
I fattacci di Verona, gravi e condannabili, sono stati determinati da “futili motivi” (aggravante) che hanno spinto degli sprovveduti (intellettualmente e culturalmente) di un branco ad un gesto di violenza finito male. Possiamo dire ch’è stato un incidente di percorso di chi ha imboccato una strada chiusa ed accidentata e ha finito per sbattere, travolgendo putroppo un innocente. Ma un innocente qualsiasi, come l’ubriaco che travolge una scolaresca: è gravissimo, va punito, ma non lo si può accusare d’aver premeditato, per motivi abietti o politici, l’incidente.
Diverso è ciò che si sta programmando scientificamente e scientemente a Torino, dove il gesto di bruciare la bandiera d’Israele è simbolico solo perché concretamente non si può (o non si riesce) a bruciare Israele, equiparato in modo grottesco ad un nuovo Reich. Si sta coagulando un disegno politico e culturale persistente e diffuso che odia Israele (e gli USA) e si propone di cancellarlo dalla carta geografica, attribuendogli tutte le ragioni del torto nella guerra a temperatura variabile che da 60 anni lo contrappone ai Palestinesi. Anche proporre una utopistica coabitazione equivale alla cancellazione per diluizione della componente ebrea nel mare arabo.
Gli errori storici (dell’Occidente e dell’ONU, ma pagati dai Palestinesi) che hanno determinato lo stato attuale su quel territorio -più piccolo della Sardegna!- sono motivo di discussioni e di atti violenti che occupano intere biblioteche e interi cimiteri, ma non è certo con la cancellina che il Medio Oriente troverà pace.
Sulla controversia storico-territoriale s’è però innescato di fatto il terribile virus dell’antisemitismo, forse vivo e attenuato all’estrema destra ma certo vivo, vegeto e virulento nella sinistra antagonista, che arriva ad intimare a Napolitano di non andare a Torino alla Fiera del Libro, dove, sfruttando la ribalta internazionale, ci si propone d’attuare gesti ben più eclatanti di qualche bandiera bruciata. Sabato ci sarà l’adunata della protesta e i primi fuochi fanno temere l’incendio.
I sinistri desaparecidos, ormai esclusi dal torneo nazionale, hanno colto la palla al balzo e si sono esibiti nel consueto falso strappo delle vesti.
Veltroni, anche lui racattapalle, ha voluto criticare il pensiero di Fini e per l’ennesima volta ha sbagliato a non tacere, come sempre più spesso gli accade negli ultimi cinquant’anni.


Optalidon
3 years ago
La bandiera israeliana sventolerà sul Campidoglio per festeggiare il 60° anno dalla fondazione di Israele. Lo ha deciso Alemanno come gesto simbolico con molte motivazioni e comunque ha fatto bene. Se dovesse nascere la Palestina come stato indipendente dovrebbe fare altrettanto.
Scespir
3 years ago
La situazione palestinese vista dalla parte araba e sopratutto della popolazione è ormai insostenibile. Israele reagisce ai continui arrivi di razzi e agli attentati con l’embargo della striscia di Gaza e con incursioni aeree e contrattacchi dell’esercito israeliano in tutti i territori occupati.
Di fatto, a torto o a ragione, costringendo milioni di persone in condizioni di vita disastrose, con umiliazioni e mancanza di viveri e combustibile in una situazione di povertà intollerabile.
Qualunque protesta viene repressa brutalmente con lacrimogeni o spari sulla folla.
In queste condizioni i palestinesi non hanno nulla da perdere ad essere tentati dalla violenza e dalla guerriglia, fino agli attentati kamikaze. Gaza ricorda l’assedio del ghetto di Varsavia, di cui gli ebrei furono vittime. Riguardo al terrorismo, lo usarono anche gli ebrei per installarsi in Palestina, sotto protettorato britannico (bisogna ricordare l’IRGUN e la Banda Stern).
Israele è un grande paese, con un grande popolo ma non può calpestare i diritti dei palestinesi che vivevano da millenni in quel posto solo perchè lo ritengono la terra promessa e con l’avallo degli occidentali con la coscienza sporca per la shoah.
Riusciranno a controllare la situazione -forse!- con la forza ma non con la pace e la giustizia.
Santippe
3 years ago
Le considerazioni fatte da rinoceronte si sono dimostrate azzeccate. Infatti il Gip di Verona, Sperandio, ha confermato ieri la custodia cautelare in carcere per i cinque giovane accusati dell’ omicidio preterintenzionale di Nicola Tommasoli. L’ipotesi di reato è di omicidio preterintenzionale, con l’aggravante dei futili motivi (per il rifiuto opposto dalla vittima alla richiesta di una sigaretta) e di aver agito in gruppo di cinque persone. «Nessun movente politico»: è scritto nell’ordinanza.
Quindi, secondo il Gip sarebbe un “delitto comune” come tanti purtroppo in tutto il mondo.