TORINO: Fiera del libro. E moschetto

Pubblicato il 7 maggio, 2008 alle 2:36 pm da


israele-centri-sociali-to-e-bandiere-rid.jpgE’ più preoccupante e grave quanto sta accadendo a Torino di quanto è avvenuto a Verona, ha detto il presidente della Camera, appellandosi a quella interpretazione dei fatti che in criminologia si chiama “movente del delitto”. E’ lo stesso principio in base al quale la Shoah, lo sterminio scientificamente previsto, programmato e attuato nei confronti di interi gruppi “diversi” è riconosciuto universalmente più grave ed inemendabile rispetto ad una “qualsiasi” altra strage, indipendentemente dai numeri delle vittime. L’URSS dovette sacrificare 20 milioni di persone nella seconda guerra mondiale, ma, a parte i numeri, quelle perdite rientravano nelle regole del conflitto armato e non si parla di olocausto.
I fattacci di Verona, gravi e condannabili, sono stati determinati da “futili motivi” (aggravante) che hanno spinto degli sprovveduti (intellettualmente e culturalmente) di un branco ad un gesto di violenza finito male. Possiamo dire ch’è stato un incidente di percorso di chi ha imboccato una strada chiusa ed accidentata e ha finito per sbattere, travolgendo putroppo un innocente. Ma un innocente qualsiasi, come l’ubriaco che travolge una scolaresca: è gravissimo, va punito, ma non lo si può accusare d’aver premeditato, per motivi abietti o politici, l’incidente.

adesivo-anti-israele.jpgDiverso è ciò che si sta programmando scientificamente e scientemente a Torino, dove il gesto di bruciare la bandiera d’Israele è simbolico solo perché concretamente non si può (o non si riesce) a bruciare Israele, equiparato in modo  grottesco ad un nuovo Reich. Si sta coagulando un disegno politico e culturale persistente e diffuso che odia Israele (e gli USA) e si propone di cancellarlo dalla carta geografica, attribuendogli tutte le ragioni del torto nella guerra a temperatura variabile che da 60 anni lo contrappone ai Palestinesi. Anche proporre una utopistica coabitazione equivale alla cancellazione per diluizione della componente ebrea nel mare arabo.

Gli errori storici (dell’Occidente e dell’ONU, ma pagati dai Palestinesi) che hanno determinato lo stato attuale su quel territorio -più piccolo della Sardegna!- sono motivo di discussioni e di atti violenti che occupano intere biblioteche e interi cimiteri, ma non è certo con la cancellina che il Medio Oriente troverà pace.

Sulla controversia storico-territoriale s’è però innescato di fatto il terribile virus dell’antisemitismo, forse vivo e attenuato all’estrema destra ma certo vivo, vegeto e virulento nella sinistra antagonista, che arriva ad intimare a Napolitano di non andare a Torino alla Fiera del Libro, dove, sfruttando la ribalta internazionale, ci si propone d’attuare gesti ben più eclatanti di qualche bandiera bruciata. Sabato ci sarà l’adunata della protesta e i primi fuochi fanno temere l’incendio.

I sinistri desaparecidos, ormai esclusi dal torneo nazionale, hanno colto la palla al balzo e si sono esibiti nel consueto falso strappo delle vesti.

Veltroni, anche lui racattapalle, ha voluto criticare il pensiero di Fini e per l’ennesima volta ha sbagliato a non tacere, come sempre più spesso gli accade negli ultimi cinquant’anni.

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