Un po’ per celia, e un po’ per non morire

Pubblicato il 27 aprile, 2008 alle 5:08 pm da


puccini-rid.jpgAnche Guido Bertolaso comincia a dubitare della possibilità che a La Maddalena si riesca a realizzare quanto occorre per far svolgere in sicurezza e comodità il vertice degli Otto Grandi della Terra a luglio 2009.

Lui, medico, che è stato Coordinatore dei progetti nei paesi in via di sviluppo del Ministero degli Esteri, Vice Direttore esecutivo dell’Unicef, Vice Commissario vicario per il Giubileo del 2000, Capo del Dipartimento della Protezione Civile e Supervisore dei Grandi Eventi, Commissario delegato per l’emergenza incendi boschivi,  che è praticamente in  competizione diretta con Santa Rita da Cascia come Santo degli impossibili, ha avuto la sua prima defaillance taumaturgica come Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania, con perdita dell’odore di santità.

“In 10 giorni fuori dall’emergenza rifiuti. Ricominciamo da capo. Non si tratta di voltare pagina ma di cambiare libro.”

dichiarò nell’ottobre 2006, quando fu incaricato. Nel luglio 2007, chiuso il libro, si dimise senza aver potuto assolvere del tutto al suo compito, affidato infine al superpoliziotto De Gennaro, che ha ottenuto finora lo stesso risultato, sia per quanto riguarda l’odore che per quanto riguarda lo smaltimento.
Dopo tutti gli incarichi e le incombenze ricevuti da Berlusconi il governo Prodi gli ha infine rifilato la patata bollente dell’organizzazione del G8 e per di più a La Maddalena, dove tutto è da inventare o, peggio ancora, da riciclare, in un’isola che, pur presentando il vantaggio d’essere fuori della portata dei no-global di professione e quindi ideale per la gestione dell’ordine pubblico, ha l’handicap d’essere in un territorio praticamente vergine come logistica, infrastrutture e servizi adeguati all’importanza dell’evento. Inoltre tutto dovrebbe concretizzarsi
in 15 mesi, dalla visione a grandi linee fino alla progettazione esecutiva e poi alla realizzazione pratica dei grandi e piccoli interventi.

Considerando che in Italia una piccola-media azienda ogni anno, senza compiere nessuna attività ma solo per mantenersi in una vita vegetativa, deve assolvere a circa 160 adempimenti burocratici, quanti secoli dovrebbero occorrere per ampliare aeroporti, creare dal nulla, o anzi demolendo l’esistente, alberghi e strutture congressuali e ricettive, curare la logistica, la rete tecnologica di comunicazione e di supporto, mettere a punto l’apparato di sicurezza, inventare e far funzionare gli ospedali e il sistema sanitario e di soccorso, il tutto senza poter contare su contigue aree attrezzate di supplenza?

Sappiamo tutti che a Bertolaso sono stati concessi poteri straordinari, potendo teoricamente egli segretare e saltare le procedure autorizzative ordinarie e tutte le pastoie burocratico-paesaggistiche che invece soffocano i normali sudditi della repubblica, gestendo i fondi a disposizione e distribuendo incarichi e appalti senza quasi obbligo di rendicontazione. Già questa investitura “dittatoriale” aveva creato dubbi e mugugni, repressi in nome dell’emergenza nazionale, ma in alternativa ai miracoli bisognava fornirgli almeno una buona bacchetta magica.

“Spero che il G8 slitti. Potremmo non farcela col tempo che ci rimane e io, che non ho superpoteri, devo cautelarmi. Ho accettato, andrò fino in fondo, intanto prenoto un paio di grandi navi, non si sa mai”

confessa, da uomo navigato.

“Molti, non solo politici, auspicano uno spostamento della possibile data. Bene, sono favorevolissimo. A me, una decisione come questa, darebbe un grande respiro. Più tempo e meno motoscafi in giro. Non c’è dubbio, eviteremmo il grande afflusso dell’estate in quella parte di Sardegna. Con un G8 in settembre o in autunno, magari, causeremmo meno disagi all’industria del turismo. Comunque, deciderà il nuovo governo. Ho fatto un censimento delle navi più grandi e sicure che sarebbero disponibili, quelle utilizzate per le crociere. Mi servono comunque delle strutture alternative, dovremo ospitare migliaia di persone e gli hotel della Gallura potrebbero non bastare. Ho prenotato le navi anche per dare una spinta ai processi decisionali, ho fretta.”

In Europa però non si sono commossi per il pressappochismo nazionale e vogliono vederci chiaro sulle deroghe alla normativa sugli appalti milionari e sulla tutela ambientale, a ciò pungolati dai Verdi, che hanno in sospetto le cambiali in bianco, e non si fidano del nascente governo Berlusconi, che ha il potere di togliere ciò che Prodi ha dato e viceversa. Allora, nel luglio 2009, neanche Soru ci sarà più.

E’ un fantasma di nemesi storica, pecorara e scania, quello che s’aggira nell’arcipelago e le pletoriche, cervellotiche e assillanti norme sull’impatto ambientale, della valutazione ambientale, del piano paesaggistico regionale, del regolamento del parco nazionale e del sito d’interesse comunitario avranno il sopravvento e trascineranno i sogni di rinascita de La Maddalena in fondo al mare.

Verde naturalmente, soprattutto se visto dalla tolda di una nave da crociera.

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