C’è ppaloni? NO. C’è palanche!

Pubblicato il 3 novembre, 2007 alle 11:51 pm da


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NON VOGLIAMO MARAMALDEGGIARE, MA OGNI ABBUFFATA HA UN LIMITE!

Ci riferiamo al “Mangiatore di fagioli” con la faccia del Nostro [per questa volta, ve lo possiamo assicurare, ce l’ha prestata senza scopo di lucro].

L’Espresso in edicola domani pubblicherà, a firma di Marco Lillo, un dossier sull’attuale Guardasigilli, verso il quale –dopo la lettura e SE quanto raccontato è vero!- viene difficile dimostrare la comprensione cui umanamente avrebbe diritto per il solo fatto di dover sovrintendere alla Giustizia italiana.
Il furbo Clemente sgranerà e strabuzzerà maggiormente gli occhi alla lettura del settimanale che lo sputtana bellamente, fregandosene del buon vicinato politico nonché delle buone maniere che dovrebbero usarsi tra chi siede dallo stesso lato della tavolata governativa e, oggi scopriamo, con grande trasporto per il giornalismo.
In breve, con tutta la clemenza possibile, Mastella, come prima di lui avevano fatto Lenin, Sturzo, Mussolini, De Gaulle, Mao Tze Tung e qualche altro gigante della storia, ha fondato un Partito, l’Udeur, reclutandovi quanti si potevano arruolare, una sorta di Legione Straniera che non tiene conto del passato, promette un futuro ma soprattutto assicura un presente. Insistere oltre coi particolari sarebbe incrudelire.
Il motto fu presto trovato: “chi ha avuto, ha avuto, ha avuto” e basta!

A Ceppaloni son sufficienti poche parole. Ma nel resto d’Italia, come diffondere il verbo, il nome e la congiunzione?

Lenin, la Pravda? Mussolini, Il Popolo d’Italia? Gramsci, l’Unità? E Mastella, il Campanile! Affare fatto!
QUOTIDIANO di PARTITO, ergo contributi dalla Presidenza del Consiglio per 1.153.000 €uro l’anno, seppur con stitica tiratura giornaliera di 5.000 copie.

Sono tanti -i contributi, non le copie- per cui in qualche modo occorre rimettere in circolazione una tale massa monetaria, perché tesaurizzare è contrario ai principi keynesiani sempre difesi dal partito. Anche se una corrente interna, minoritaria, segue la scuola di Chicago. Ma non divaghiamo.

Eravamo rimasti al gruzzolo da spendere. Sapete com’è, nei piccoli partiti e nei piccoli giornali l’organizzazione lascia a desiderare, si supplisce col volontariato, e si finisce col fare tutto in famiglia, sacrificando moglie e figli, tirando tardi la notte.

In breve, per come racconta L’Espresso, ci si è dovuti arrangiare grosso modo così:

• 40.000 euro versati a Clemente Mastella stesso per collaborazioni giornalistiche;
• 12.000 euro –mille al mese- versati allo studio di Pellegrino Mastella, figlio di Clemente, per assistenza legale;
• 98.000 euro per viaggi e trasferte di Sandra Mastella (moglie), Pellegrino Mastella (figlio), Alessia Mastella (nuora) ed Elio Mastella (figlio), collaboratori del segretario nazionale del partito;
• 2.000/4.000 euro al mese per il carburante, bruciato da chi ?;
• 36.000 euro per un contratto con la società Acros, di cui è socio al 50 per cento Pellegrino Mastella.
Nel 2005 il Campanile ha pagato 141 mila euro per spese di rappresentanza e 22 mila euro di liberalità. Per onorare il santo Natale (l’ispirazione del fondatore, del partito e del giornale è profondamente cattolica) si sono spesi 17 mila euro tra pacchi, dolciumi e torroncini di Summonte (ottimi, bisogna riconoscerlo). Sono stati destinati ai regalini che il giornale usa fare ai colleghi e personalità. Per il tradizionale incontro di auguri tra vertici giornalistici e del partito in Campania si son dovuti sacrificare 2.170 euro, anche se, per uno scherzo della memoria, il pasticciere ricorda invece la consegna a casa Mastella di 200 panesilli –dolce tipico che non si presta per un rinfresco-.
Ogni mese, fino all’inizio del 2006, l’amministratore del giornale –onore ed onere poi passati al partito- pagava conti per spese di benzina per una media di 2-4 mila euro al mese, quasi tutta prelevata al distributore di San Giovanni di Ceppaloni -600 abitanti- dove i Mastella hanno casa. Quando si dice la combinazione!
Pellegrino Mastella, con il suo Porsche Cayenne, che ha una cilindrata di 4.200 cc., fa cinque chilometri con un litro, con tutto il suo pellegrinare non bastano 100 euro di benzina al giorno, occorre un distributore appresso!

“In quella zona l’Udeur consegue il massimo dei voti, legittime spese di rappresentanza dei collaboratori del segretario nazionale del partito” si giustifica il segretario amministrativo dell’UDEUR. Concordiamo con lui, sono soldi ben spesi.
Anche il locale dove già aveva sede il quotidiano è stato prima acquistato da una società dei figli del segretario e poi allo stesso quotidiano affittata per 6.000 euro più IVA. Noi ne abbiamo già parlato (Achtung, banditen), di quanti sacrifici e preoccupazioni sia costato quell’investimento! Coi mutui accesi, e con tutta quella benzina!
Insomma, povero Mastella, un bel guaio, e che figura, altro che la Mercedes rinfacciata al molisano di Montenero di Bisaccia!
Però anche noi, piccoli untorelli, con i nostri quattro lettori e mezzo, a questo punto attendiamo ansiosamente le reazioni e le prese di posizione dai legionari sardi –il nerbo delle famose truppe mastellate- schierati col campàno e col campanile, veterani di cento battaglie e di mille vittorie.

Li conosciamo, sul Golgota in croce rischiano di finirci anche loro, e per di più ai lati com’è giusto. Non è elegante offenderli né accanirsi, ora che sono in affanno. Abbasso Maramaldo|

Solo una preghiera, per favore, non disperdetevi, non sciogliete la compagnia, fate solo una cosa, spontaneamente, toglietevi dai maroni. Grazie.

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