Centro storico, geografico, culturale, sperimentale…

Pubblicato il 19 febbraio, 2008 alle 11:50 am da


casini-2.JPGPier Ferdinando Casini si dice disponibile a correre da solo e a dialogare con il resto dei moderati ma non con tutti e sottolinea il valore della sua scelta:

Credo che la gente abbia capito che il mio è stato un atto di coraggio. Mi auguro che le divisioni vengano superate ma non sono disponibile a pateracchi che sporchino questo atto di coraggio.

Pronto al dialogo con la Rosa Bianca che disgraziatamente pone tre condizioni indigeribili per P.F.C. (che ha combattuto a fa’?), una peggiore delle altre:
• un “sondaggio su una rosa di nomi” per decidere il candidato premier
• un “nuovo partito”, non un’annessione o un allargamento dell’Udc
• candidature senza “abiurare il giudizio negativo nei confronti della casta”.
A Mastella risponde picche:

Viene da un’esperienza diversa: stava nel centrosinistra, è stato ministro del governo Prodi.

Clemente Mastella, sentendosi respinto da tutti come un appestato, replica al no di Casini come una ‘Cassandra’:

Se qualcuno non vuole un’alleanza di centro, si assumerà la responsabilità storica di non averla realizzata. Diventerebbe un suicidio generale come la Balena bianca di cui si parlava diffusamente con la Democrazia cristiana. Saremo come tanti piccoli balenotteri: chi prima, chi dopo ci areneremo sulla spiaggia morendo…”.

Gianfranco Fini dice la sua :

Il centro è un luogo geografico più che politico. Con tre sigle differenti che corrono, dire di volere unire gli italiani al centro non mi pare un messaggio politico credibile. Quale che sia il consenso dell’Udc non è detto che porti via voti al Pdl. Può danneggiare anche il Pd, anzi ritengo che il Pdl avrà molti più consensi di elettori dell’Udc che non riescono a capire ancora la divisione decisa da Casini.

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