Pier Ferdinando Casini si dice disponibile a correre da solo e a dialogare con il resto dei moderati ma non con tutti e sottolinea il valore della sua scelta:
Credo che la gente abbia capito che il mio è stato un atto di coraggio. Mi auguro che le divisioni vengano superate ma non sono disponibile a pateracchi che sporchino questo atto di coraggio.
Pronto al dialogo con la Rosa Bianca che disgraziatamente pone tre condizioni indigeribili per P.F.C. (che ha combattuto a fa’?), una peggiore delle altre:
• un “sondaggio su una rosa di nomi” per decidere il candidato premier
• un “nuovo partito”, non un’annessione o un allargamento dell’Udc
• candidature senza “abiurare il giudizio negativo nei confronti della casta”.
A Mastella risponde picche:
Viene da un’esperienza diversa: stava nel centrosinistra, è stato ministro del governo Prodi.
Clemente Mastella, sentendosi respinto da tutti come un appestato, replica al no di Casini come una ‘Cassandra’:
Se qualcuno non vuole un’alleanza di centro, si assumerà la responsabilità storica di non averla realizzata. Diventerebbe un suicidio generale come la Balena bianca di cui si parlava diffusamente con la Democrazia cristiana. Saremo come tanti piccoli balenotteri: chi prima, chi dopo ci areneremo sulla spiaggia morendo…”.
Gianfranco Fini dice la sua :
Il centro è un luogo geografico più che politico. Con tre sigle differenti che corrono, dire di volere unire gli italiani al centro non mi pare un messaggio politico credibile. Quale che sia il consenso dell’Udc non è detto che porti via voti al Pdl. Può danneggiare anche il Pd, anzi ritengo che il Pdl avrà molti più consensi di elettori dell’Udc che non riescono a capire ancora la divisione decisa da Casini.


Grillo Parlante
2 years ago
Quanta ipocrisia da parte di Berlusconi e Fini, e tutti a raccontare la favola di un Casini che non accettava il nuovo partito.
Infatti Berlusconi parla con Pierferdì e accusa Fini di essere lui a non volere l’apparentamento; Fini parla con Casini e a sua volta accusa Berlusconi di essere il responsabile del mancato accordo. Ma allora è stato tutto il gioco delle parti, volevano escludere Pier perché convinti di stravincere, non volevano dividere le poltroncine di prima fila.
E se invece finisse tutto come nel 2006 quando Prodi, anche lui convinto di stravincere, si è ritrovato poi in braghe di tela? E con le prossime elezioni regionali in Sardegna come la mettiamo, anche lì il PDL (se esisterà ancora) penserà di poter vincere da solo?
Pupo
2 years ago
Ecco chi volevano al fianco Berlusconi e Fini, in questa nuova avventura elettorale, mica il buon Pierferdì, e lo rivela stamattina il “Corriere” riportando alcune dichiarazioni del presidente Cossiga. D’altra parte oramai in Italia non abbiamo più necessità di politici, ma di nani e ballerine.
«DOTI DI INTELLIGENZA» – «La signora Yespica – dice l’ex senatore a vita – è da lungo tempo una delle più care amiche di Berlusconi, e lui notoriamente ne apprezza molto le doti di intelligenza, nonchè quelle artistiche: l’avvenenza delle donne, come è noto, non lo ha mai interessato».
«COME RISPOSE CHURCHILL…. » – Cossiga si domanda se la bella venezuelana, amica di Chavez, abbia la cittadinanza italiana e poi, a proposito di una sua possibile candidatura, il senatore a vita chiude con un aneddoto ironico: «Si può parafrasare – dice – ciò che rispose Winston Churchill a chi gli faceva osservare che nella Camera dei Comuni sedevano molti imbecilli: “Non saremmo una democrazia rappresentativa se non fosse così, dato che nel Paese di imbecilli ce ne sono molti”: e così si potrebbe dire “mutatis mutandis”, della signora Yespica».