Come un vecchio ritornello che nessuno canta più…

Pubblicato il 23 maggio, 2009 alle 7:36 pm da


Come un vecchio ritornello che nessuno canta più…

Diego Gabutti su Italia Oggi fa un’analisi degli schieramenti poltici e delle loro strategie. Condividendola totalmente la riportiamo:

È una sinistra che esiste soltanto in negativo, in rapporto al babau di cui denuncia, sempre più inascoltata, le cospirazioni e le frodi. Un babau al quale gli elettori non credono, come ha dimostrato, qualunque ne sia stato il risultato, ogni match elettorale dal 1994 in poi: Berlusconi, ogni volta coperto di fango dal centrosinistra, continua a restare in campo, impunito e imperturbabile.

Nessun elettore di centrodestra, in tutti questi anni, ha mai prestato fede non diciamo alla propaganda maniacale del centrosinistra ma neanche alle accuse della magistratura e tanto meno alle condanne di primo grado piovute sul presidente del consiglio. Non è Berlusconi che «delegittima» i «magistrati di estrema sinistra» accusandoli di stargli addosso per ragioni politiche. Sono gli elettori a pensarla così.

Berlusconi, non appena prese posto nell’arena politica, si trasformò nel Craxi supremo: Principe delle Tenebre, Signore delle Mosche, nemico di quel che è buono e giusto, campione di tutto ciò che appare antropologicamente estraneo al popolo di sinistra, così chic e affettato e semicolto.

Come una sentinella addormentata, il centrosinistra è lì fermo, di guardia alle proprie ossessioni, da quindici anni.

Un tempo, prima che Berlusconi irrompesse sulla scena, la sinistra ricorreva ad altri babau, apparentemente più solidi sotto il profilo ideologico, per impressionare gli elettori: il capitalismo, per dire, oppure il fascismo (eternamente «di ritorno», esattamente come le rivoluzioni, prima che anche la storia del mondo facesse un ribaltone, erano sempre «in marcia»).Anche allora si sparava a zero contro bersagli immaginari, e sempre allo scopo di nutrire l’elettorato con idee quanto più possibile fisse e irreali: il «doppio Stato», il «golpe», la P2, Andreotti, la Cia, il «terzo livello» mafioso o (perfetta sintesi di tutti questi orrori) il tradimento della buona causa da parte del partito socialista.

Sono quindici anni, dal 1994, quando convinse la Lega al «ribaltone», che il centrosinistra s’arrampica sempre sullo stesso specchio: le disavventure giudiziarie, e adesso anche personali e coniugali, di Silvio Berlusconi. Da quindici lagnosi, interminabili anni un plotone di magistrati, sociologi, comici, gazzettieri, cantautori, capipartito, vignettisti eccetera spara a zero sempre contro lo stesso bersaglio – l’anima dannata del Cavaliere Nero – e sempre con lo stesso fucile a tappo.

Già con Bettino Craxi, a cominciare da trenta e passa anni fa, la stessa sinistra che oggi ha per bandiera l’avvocato Mills e la giovane Noemi aveva dato un nome, un cognome e un indirizzo alla causa di tutte le disgrazie occorse negli anni ai diseredati del nostro paese: il Cinghialone, il ladro, il boia, l’assassino, uno che esercitava una tale tirannia sugl’italiani che il comunismo sovietico, al confronto, era stato un regime liberale.

Non sarebbe dunque il caso, per la sinistra, di cambiare finalmente musica, liberandosi delle proprie fissazioni e imparando a tenersi alla larga dai tribunali, visto che in quindici anni di «persecuzioni giudiziarie», come le giudica l’elettorato di centrodestra, si è ottenuto l’esatto contrario di quanto ci si proponeva, non l’annientamento umano e politico ma l’apoteosi di Silvio Berlusconi ?

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