Troppo tardi.
Troppo tardi e troppo poca.
Troppo tardi, troppo
poca e troppo comoda
è arrivata la trombatura per i rappresentanti dell’invidia sociale elevata a metodo scientifico della pratica politica e della convivenza civile. I quali, quando non possono angariarti in prima persona, creano le condizioni perché la rabbia aumenti e si autoalimenti sfruttando i difetti più meschini e nascosti dell’umana bestialità. La diffusione online dei dati sui redditi di tutti i contribuenti, accessibile collegandosi al sito dell’Agenzia delle Entrate è l’ultima polpetta avvelenata regalataci da Visco, in una sorta di vendetta postuma verso chi denuncia i redditi e paga e quindi viene esposto alla gogna di chi evade, non denuncia, non paga ma spia, solleticato dalla curiosità morbosa ed incoraggiato dai livellatori per diletto.
Oppressi già da un asfissiante controllo fiscale e normativo, con denunce, segnalazioni, schede, comunicazioni, codici fiscali, modelli e formulari che obbligano e permettono di sapere tutto sui fatti nostri, ora la conoscenza s’è allargata dal Grande Fratello al resto della famiglia, allargata soprattutto ai vicini di casa, ai conoscenti, a coloro ai quali stiamo antipatici e ancor di più ai malintenzionati, che potranno meglio regolarsi e andare a colpo sicuro.
Gli uffici del Garante della privacy fanno sapere che
«l’iniziativa dell’Agenzia delle entrate non era mai stata sottoposta all’attenzione del Garante»
ma il provvedimento che ha dato il via libera alla pubblicazione on line sul sito dell’Agenzia delle Entrate fa riferimento a due assensi concessi dal Garante per la privacy nel gennaio 2001 e nel luglio 2003, all’epoca, dunque, di Stefano Rodotà, uno della grande confraternita marxista.
«Non vi è incompatibilità - dice il decreto citando l”Authority – tra la protezione dei dati personali e determinate forme di pubblicità di dati previste per finalità di interesse pubblico o della collettività».
Le associazioni dei Consumatori protestano e considerano l’iniziativa
«una palese violazione della legge sulla privacy e un pericolo per l’aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte di informazione per i criminali».
Per il viceministro Visco tutto era già pronto per gennaio
«ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi. E’ un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c’è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano».
Gli stessi telefilm dove i frustrati appassionati di collettivismo e di voyerismo vengono presi a calci in culo, come per fortuna stiamo imparando a fare anche in Italia.
Prima che vengano a frugarci non solo in tasca ma anche nelle mutande.


Watson
2 years ago
«Follia, questa è follia. Gli è stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita. Padoa Schioppa e Visco, con la benedizione di Prodi e del centro sinistra unido che mai sera vencido, hanno eseguito. Dopo l’indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l’indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento. I rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell’agenzia delle entrate. I nullatenetenti e gli evasori non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato, rapinato».
Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog e per una volta sono d’accordo con lui.
Quelli che non sono d’accordo sono molti dei suoi seguaci, traumatizzati dalla scoperta che il loro Ciceruacchio è miliardario. Chi semina vento….
Domenico M.
2 years ago
Quello che dice Grillo , può essere o meno condivisibile, d’altronde è una lettura politica la sua, di cui credo abbia diritto. Il fatto che siano intervenute le associazioni dei consumatori, vuol dire che questi (cfr. noi) rischiano qualcosa, a voi dare sfogo alla fantasia…
Siamo dentro il Grande Fratello senza aver fatto le eliminazioni? Che c..o, se vinciamo tutti in piazza centomila…..ajò
Ozierese
2 years ago
con quest’ultima (finalmente) sciagurata decisione,il governo prodi si candida ad entrare a pieno titolo nei libri di storia delle future generazioni. non bastava l’indulto, la dose minima di droga consentita per uso personale raddoppiata per legge, le 64 nuove tasse, il totale disinteresse della sicurezza dei cittadini italiani, sono riusciti anche ad esporci agli occhi di tutto il mondo, mostrando le nostre dichiarazioni cosa che ,seppur sgradita, viene fatta dalla maggior parte dei cittadini contribuenti con onestà e precisione non solo per obbligo ma anche come dovere istituzionale.
questa ennesima violazione altro non è che la riprova di quello che molti di noi dicevano già al momento dell’ insediamento di questa combriccola di pericolosi dilettanti dell’ amministrare la cosa pubblica.
padoa schioppa, prima di diventare ministro dell’economia, era un ottimo economista. poi dopo aver incontrato il gatto e la volpe (prodi visco) è riuscito a dire che le tasse sono una cosa bellissima. ora che gli elettori li hanno ripagati con la loro stessa moneta gli auguriamo di ritrovarsi come molti onesti lavoratori italiani con il problema di far quadrare il bilancio familiare.
Optalidon
2 years ago
VISCO, iltre che in MALAFEDE è anche BUGIARDO.
NON è VERO che all’estero i dati personali e fiscali siano alla mercè di qualunque guardone inetressato.
Scrive infatti “IL CORRIERE DELLA SERA” del 30.04.08:
In Gran Bretagna e Stati Uniti le denunce fiscali sono sempre salvaguardate dal diritto alla privacy, mentre in Irlanda la «gogna» su internet è riservata solo agli evasori. Le denunce dei redditi sono strettamente private negli Stati Unti e non sono mai rese pubbliche dall’IRS, il fisco americano. «Negli Stati Uniti tutte le informazioni personali riguardanti il contribuente sono protette dalla Federal Tax Law – ha spiegato all’Ansa il portavoce dell’IRS, Andrew DeSouza -. Nessuna informazione privata, come nome, numero sicurezza sociale, indirizzo, numero di telefono, reddito può essere reso pubblico. Noi rendiamo accessibili al pubblico, sul nostro sito Internet, solo dati statistici generali, senza alcun riferimento comunque a informazioni di tipo personale».
n Gran Bretagna le dichiarazioni sono coperte dal diritto alla privacy. Nessuno può quindi, tanto meno via internet, accedere a file privati senza avere una liberatoria. Gli impiegati della HM Revenue & Customs, l’agenzia delle entrate britannica, non possono in alcun caso dare accesso a membri del pubblico, compresi i giornalisti, pena la perdita del posto di lavoro.
Sono oltre 120 i nomi dei contribuenti irlandesi che compaiono negli elenchi pubblicati dall’Amministrazione fiscale e che riportano, oltre ai nomi e ai cognomi, anche la tipologia dell’imposta o del tributo non versati e l’ammontare complessivo, inclusi interessi e sanzioni, pagati per siglare la pace con il fisco e per fare il reingresso tra la platea dei contribuenti fiscalmente corretti.
Anche in Germania non è possibile per il fisco tedesco rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti a causa delle rigorose regole sulla privacy.
Scespir
2 years ago
La decisione di Visco fa coppia con quella della s(m)inistra Turco che l’11 aprile, prima di tirare le cuoia definitivamente, ha modificato le linee guida per la legge sulla procreazione assistita. Al di là della giustezza o meno dei due provvedimenti, essi mostrano l’arroganza di un governo sfiduciato, dimissionario, in carica solo per l’ordinaria amministrazione che prima di mollare dà l’ultimo calcio.
Pupo
2 years ago
E se anche noi pubblicassimo i redditi degli ozieresi?