Consolare gli afflitti, seppellire i trombati

Pubblicato il 30 aprile, 2008 alle 6:51 pm da Terenzio


microspia-strato.jpgTroppo tardi.

Troppo tardi e troppo poca.

Troppo tardi, troppo

poca e troppo comoda

è arrivata la trombatura per i rappresentanti dell’invidia sociale elevata a metodo scientifico della pratica politica e della convivenza civile. I quali, quando non possono angariarti in prima persona, creano le condizioni perché la rabbia aumenti e si autoalimenti sfruttando i difetti più meschini e nascosti dell’umana bestialità. La diffusione online dei dati sui redditi di tutti i contribuenti, accessibile collegandosi al sito dell’Agenzia delle Entrate è l’ultima polpetta avvelenata regalataci da Visco, in una sorta di vendetta postuma verso chi denuncia i redditi e paga e quindi viene esposto alla gogna di chi evade, non denuncia, non paga ma spia, solleticato dalla curiosità morbosa ed incoraggiato dai livellatori per diletto.

agenzia-entrate.jpgOppressi già da un asfissiante controllo fiscale e normativo, con denunce, segnalazioni, schede, comunicazioni, codici fiscali, modelli e formulari che obbligano e permettono di sapere tutto sui fatti nostri, ora la conoscenza s’è allargata dal Grande Fratello al resto della famiglia, allargata soprattutto ai vicini di casa, ai conoscenti, a coloro ai quali stiamo antipatici e ancor di più ai malintenzionati, che potranno meglio regolarsi e andare a colpo sicuro.
Gli uffici del Garante della privacy fanno sapere che

«l’iniziativa dell’Agenzia delle entrate non era mai stata sottoposta all’attenzione del Garante»

ma il provvedimento che ha dato il via libera alla pubblicazione on line sul sito dell’Agenzia delle Entrate fa riferimento a due assensi concessi dal Garante per la privacy nel gennaio 2001 e nel luglio 2003, all’epoca, dunque, di Stefano Rodotà, uno della grande confraternita marxista.

«Non vi è incompatibilità - dice il decreto citando l”Authority – tra la protezione dei dati personali e determinate forme di pubblicità di dati previste per finalità di interesse pubblico o della collettività».

Le associazioni dei Consumatori protestano e considerano l’iniziativa

«una palese violazione della legge sulla privacy e un pericolo per l’aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte di informazione per i criminali».

Per il viceministro Visco tutto era già pronto per gennaio

«ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi. E’ un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c’è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano».

Gli stessi telefilm dove i frustrati appassionati di collettivismo e di voyerismo vengono presi a calci in culo, come per fortuna stiamo imparando a fare anche in Italia.

Prima che vengano a frugarci non solo in tasca ma anche nelle mutande.

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