«Sono stato chiamato a guidare il Pd quattro mesi fa in un momento difficile, quando il progetto sembrava inesorabilmente destinato a fallire. Oggi potrei dire missione compiuta, abbiamo arginato la destra e ridato futuro al progetto. Avevo detto che il mio lavoro sarebbe finito a ottobre e pensavo di passare il testimone alle nuove generazioni. In questi giorni, però, ho visto riemergere protagonismi e litigiosità. Non posso riconsegnare il partito a quelli che c’erano prima di me, molto prima di me»
ha detto Franceschini, “basciu-basciu” per spiegare il suo scendere in campo per la conquista della segreteria del PD, guardata con finto disinteresse al momento di ricevere l’eredità Veltroniana.
In queste due frasi rotonde ci sono almeno due balle:
- il presentarsi come un vincente al confronto col suo predecessore e attuale sponsor Veltroni ed
- il suo accreditarsi come “nuovo che avanza”, fingendo di dimenticare che già nel 1980 era consigliere comunale a Ferrara.
Conferma Rutelli:
“Il Pd è in grado di competere. Ma certo non ha vinto le elezioni. Va raddrizzata la prospettiva, perché c’è un rischio evidente: che un partito nato a vocazione maggioritaria diventi un partito a vocazione minoritaria”.
Io lo avrei detto “non di primo pelo” ma questi son tempi in cui accennare all’apparato pilifero di chicchessia suscita inchieste giornalistiche internazionali e l’esibizione di album fotografici a partire dall’età di due mesi, nudi col pisello all’aria (o farfallina per le bambine).
Nonostante il sostegno di Soro
«è un quadro relativamente giovane, che non ha ricoperto incarichi di partito se non in quest’ultima fase»
e l’affiancamento della ragazza-copertina Serracchiani, trentottenne e quindi vicina all’età “sinodale” dei quaranta, l’argomento non regge, anche se a suo favore può giocare la “vendetta” giornalistica che sta montando verso il clan D’Alema, sempre a base di “segnorine” di larghe vedute.
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra” disse un Tizio che la sapeva lunga ed ora gli schizzi arrivano su tutti, con godimento degli avversari che però non sanno cosa sta arrivando addosso anche a loro.
“Estote parati…” ripeteva sempre quel Tizio, che non ebbe il tempo d’invecchiare e per essere eliminato non aspettò un Congresso, s’accontentò d’un Sinedrio.


Pubblicato il 25 giugno, 2009 alle 2:14 pm da Chirone