In questi giorni abbondano i sondaggi dei quotidiani che chiedono ai lettori di giudicare e dare un voto al governo Berlusconi e ai suoi ministri per i primi 100 giorni d’attività. Arturo Parisi, dal palco della Festa del Pd, forse spinto più dal male oscuro interno al suo schieramento che dall’ammirazione verso l’avversario, sbotta:
“Il totale dei 300 giorni di Veltroni porta il segno meno, i 100 giorni di Berlusconi sembrano avere il segno più.”
E sul “governo ombra” di Veltroni:
“All’inizio ne avevo intravisto l’utilizzo, ma ora mi sembra un’esperienza fallita, una scommessa al momento mancata. Veltroni impari da Berlusconi… Il Cavaliere ha imparato dai suoi errori e dovremmo imparare anche noi.”
Ma ritornando al governo reale e non al suo fantasma, non v’è dubbio che tra i ministri più attivi e visibili ci sia Renato Brunetta, alla guida del Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione, che poteva essere condotto come una sinecura sui binari morti della prassi e delle circolari esplicative oppure intervenendo col bisturi, amputando e trapiantando.
Il nostro grande ministro s’è tuffato nella palude piena di sabbie mobili e piante acquatiche e con coraggio e fantasia ha iniziato ad agitare le acque, smuovendo situazioni arenate da decenni di galleggiamento o a fondo per putrefazione.
Per capire l’intelligenza del personaggio basta entrare nel sito del ministero, dove è persino presente il concorso e la classifica per le vignette migliori sul ministro “rompico…oni”, come normalmente viene etichettato dai burosauri dormienti e ruminanti.
Per dimostrare che il suo compito non è solo quello dei castigamatti, che ha ottenuto col bastone successi eclatanti (contro i fannulloni, l’abuso dei permessi e distacchi sindacali, la malattia facile, l’iperassitenza fasulla ai portatori di handicap, etc.) ora usa la carota degli incentivi e della gratificazione e inizia a evidenziare ciò che di buono abbonda nella pubblica amministrazione, seppur mascherato dalle erbacce.
Tra i primi 100 progetti segnalati al/dal Ministero (Cento storie di buona pubblica amministrazione) 3 sono sardi, di cui 2 della Regione Sardegna e 1 della ASL di Nuoro.
In conclusione: Brunetta, sei grande!


Watson
3 years ago
Condivido il 110 e lode guadagnato da Brunetta, che ha le idee chiare non solo sulla PA.
Oggi, un’intervista a Repubblica:
Domanda: Ministro Brunetta, allora l’abolizione dell’Ici è durata lo spazio di un mattino?
Risposta: Neanche per sogno. La gente ci rincorrerà con i forconi E non siamo pentiti. L’Ici è stata una brutta tassa in sé, un esproprio su un bene primario usato dai cittadini. Una patrimoniale aberrante. L’abbiamo tolta e non ritorna. La casa è un patrimonio immobiliare e come tale insiste sul territorio. È chiaro che un sistema di tassazione ad essa relativa deve essere gestito e fruito dai governi locali. Su questo non ci piove. Ma la razionalizzazione dell’imposizione immobiliare, come prevede il testo Calderoli, significa tutto tranne l’Ici. Si pagheranno eventuali servizi ma nulla sul patrimonio.