La nebbia agli irti colli…

Pubblicato il 17 gennaio, 2009 alle 12:22 pm da


Michele Santoro, con i suoi programmi televisivi sempre consonanti, da Samarcanda a il Raggio Verde sino all’attuale Anno Zero, non ha mai fatto nulla per nascondere il suo orientamento politico, che abbondantemente condiziona il clima delle trasmissioni. Offre prodotti “tossici”, ma scrive le avvertenze in etichetta, come i topicidi che in bell’evidenza riportano un teschio nero su sfondo rosso per avvertire del pericolo ed esser tenuti fuori dalla portata dei bambini.

Chi non vuole averci a che fare è sufficiente cambi canale e chi non vuole parteciparvi (non sprovveduti, ma giornalisti e politici avveduti) può tranquillamente astenersi, mica viene trascinato in catene dalla forza pubblica. L’ultima ricorrente polemica suscitata è esplosa nella puntata dedicata al “conflitto di Gaza” dove il supertecnologico esercito israeliano, esperto in guerre-lampo, sta impiegando un mese per occupare… un cortile, forse rallentando apposta le operazioni.

Aver dato voce, fuori dal coro, anche alle ragioni dei palestinesi più che degli israeliani ha provocato la critica e l’abbandono della trasmissione di un ospite e la reazione di tanti politici, pro e contro ma ovviamente di parte. Uno dei primi, come sempre più frequentemente gli accade, forse per ricordare d’essere vivo e vitale, a scendere in campo è stato Fini che ha decretato, dall’alto del suo scranno, «è stato superato il livello di decenza».

Santoro, non essendo colonnello e non avendo fatto neanche il militare, non ha avuto timori reverenziali e ha controbattuto: «In un paese normale il livello della decenza lo supera un presidente della Camera che, travalicando i suoi compiti istituzionali, interviene per richiedere una censura nei confronti di un giornalista che sta compiendo il suo dovere di informare l’opinione pubblica».
Poteva rispondere con più garbo, concedendo a Fini le attenuanti generiche, che non si negano a nessuno e in considerazione del fatto che lui vuole continuare ad essere qualcuno. E per raggiungere lo scopo e garantirsi l’elezione cosa c’è di meglio se non cercare d’intrupparsi in quello che, da sempre e per volontà superiore, è il “popolo eletto”?

Mica si tratta di religione, solo politica…

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