Tanti secoli fa, verso il crepuscolo della Prima Repubblica e dei suoi “Dei falsi e bugiardi” (ma oggi non stiamo meglio…), uno dei politici più potenti era Rino Formica, ministro delle Finanze e quindi inviso ai contribuenti perché addetto al torchio fiscale e agli avversari per ragioni di concorrenza.
Era un grande coniatore di aforismi:
- La politica? Sangue e merda!
- L’assemblea socialista? Nani e ballerine!
- Beniamino Andreatta? Una comare da ballatoio!
- I finanziamenti dei partiti? I conventi sono poveri mentre i frati sono ricchi!
Nel diluvio universale di Tangentopoli che sommerse quasi tutto il mondo politico d’allora, fu accusato d’essere anche lui un “frate ricco” fu inquisito e processato e oggi, dopo un’eternità e un calvario di fustigazioni, insulti e crocefissione, è risorto. Riporta “il Giornale”:
Accusato di tangenti, Rino Formica è stato pienamente assolto 17 anni dopo: non aveva intascato nulla. Nel frattempo, l’otto volte ministro socialista è passato dai 66 anni che aveva nel ’93,quando il processo iniziò, agli attuali 83. Per sua fortuna, è vivo, lucido e può assaporare la vittoria. Poteva andargli peggio. Ma intanto ha finito da allora con la politica che fu la sua vita e poteva ancora riservargli soddisfazioni. È stato ostracizzato, circondato da diffidenze, subissato di ironie. [...]
La (G)giustizia (?) alla fine ha trionfato, se non fossse che nel frattempo ha stritolato nei suoi ingranaggi inesorabili non solo Formica ma anche qualche … Elefante, che s’è visto rovinata la vita e stravolta qualunque prospettiva di rispettabilità e di legittima aspirazione.
La vicenda, “emblematica” come s’usa dire, viene commentata molto parsimoniosamente dalla stampa che s’era invece dilungata a suo tempo quando le accuse erano state mosse.
Senza scomodare la psicanalisi, ma storie simili ci pare che continuino a succedere, in un continuo ripetersi di “deja vu” , di avvisi di garanzia (cioè garanzia d’essere rovinato, comunque poi vadano a finire i processi) di sputtanamenti mediatici utili solo alle “tricoteuses” sedute in prima fila sotto la gogna.
La maggioranza silenziosa di magistrati coscenziosi riuscirà a far dimenticare l’operato della “malagiustizia”, inamovibile ed intoccabile, quando tutte le altre categorie sono chiamate a rendere conto del loro operato?
Quando, anche in Italia, potremo sentire in un’aula di (G)giustizia e senza sogghignare l’espressione “Vostro Onore”?


Sator
1 year ago
Sul Corriere di oggi c’è un appello di Lino Banfi per Laura Antonelli, la bellissima attrice caduta in rovina anche per colpa sua ma stritolata dalla gogna mediatica alla quale evidentemente non ha rimediato il risarcimento assegnatole per la lunghezza del processo che l’ha ichiodata per decenni. Casi simili quanti ce n’è?