La porcata ha vinto. Accampando motivazioni incredibili pur di nascondere quelle reali, troppo indecenti, l’armata del nord ha condizionato le decisioni del governo e della maggioranza sull’accorpamento nella giornata elettorale del 7 giugno del voto amministrativo e referendario.
Pur di far fallire per astensionismo il referendum sulla legge elettorale, che, se approvato, accentuerebbe il carattere bipartitico del sistema politico e ridimensionerebbe il peso dei cani sciolti “lumbard” si butteranno 400 milioni di euro (tanto costa organizzare una consultazione a parte) senza preoccuparsi di quanto sudore e sangue costino ai contribuenti e quanto sarebbero stati utili nell’attuale situazione d’emergenza.
Un irrigidimento delle altre componenti della coalizione avrebbe comportato rischi per il governo, viene sussurrato.
Quale governo?
Quello delle riforme che non si faranno (abolizione delle province, abbassamento della pressione fiscale, riforma dell’apparato giudiziario, etc.) o peggio di quelle che si faranno, come il “federalismo compiuto” utile solo per moltiplicare posti di governo e sottogoverno che tanto necessitano anche alla Lega per sistemare i buoni a nulla a zonzo. Aggravando per di più divisioni, ingiustizie e costi.
In che schifo di situazione ci troviamo, tra la padella e la brace. Siamo costretti a tifare per un salame con carisma dopo essere riusciti a liberarci di una mortadella senza pistacchio e non abbiamo alternative perché l’unica teoricamente praticabile è comunque una soluzione peggiore del male.
L’istinto politico e lo spirito di conservazione non lanciano grida d’allarme? Passi per le scempiaggini interessate sparate dopo il consulto: “C’è accordo su tutti i punti qualificanti, è stata confermata la solidità della maggioranza, la consultazione per il referendum si terrà il 21 o il 14 giugno e per scegliere la data ci consulteremo anche con le forze dell’opposizione” ma è possibile che neanche i tanto adorati sondaggi facciano percepire quanto l’opinione pubblica, con memoria d’elefante, farà pagare l’assurdità della decisione?


Grillo
1 year ago
In tutta questa storia emerge comunque il silenzio (complice ed interessato?) dell’UDC, di Rifondazione e di tutta la Sinistra più o meno estrema, che naturalmente strillerà dopo ma alla quale non sembra vero che il referendum fallisca. Infatti la legge elettorale che ne verrebbe fuori sarebbe la scomparsa definitiva di tutta questa marmaglia politica.
Una occasione come questa quando si ripresenterà?
Non ci resta che andare a votare in massa per il referendum, sicuramente il 21, in modo da lasciare Bossi con un bel palmo di naso!
Scespir
1 year ago
IMPOTENTIA GOVERNANDI è la malattia del Berlusca e per essa non ci sono Viagra o Cialis che tengano.
Le palle bisogna averle anche e/o sopratutto in senso metaforico, altrimenti si riducono a due ghiandole più o meno grosse di cui sono dotati anche gli asini.
«Da Fini sul referendum arrivano polemiche fuori luogo, la Lega avrebbe fatto cadere il governo se fosse passato l’election day» ha piagnucolato l’uomo più ricco d’Italia.
Di un governo simile ce ne sbattiamo appunto… le palle.
vincenzo
1 year ago
Sono deluso e incavolato. bisogna non andare a votare o annullare il voto. Berlusconi perchè non ce li rimette lui i soldi del referendum separato come vuole la lega? Salva il suo governo e non il nostro
Grillo
1 year ago
Grande sospiro di sollievo dei politici italiani dal centro a sinistra ed estreme, che in silenzio ringraziano Berlusconi per aver deciso di non svolgere il referendum il 7 Giugno che li avrebbe cancellati dal panorama politico nazionale in via definitiva.
Insieme a Bossi, anche Casini, Franceschini e tutta la marmaglia politica di sinistra festeggia a voce bassa per lo scampato pericolo, ma pubblicamente accusa Berlusconi.
A questo punto non resta che impallinarli nelle urne, andando a votare in massa per il referendum!!
Scespir
1 year ago
L’Umberto da Giussano prende pure per il c… negando il ricatto nei confronti del salame “tipo Milano”:
«Io non ho bisogno di mettere Berlusconi con le spalle al muro: i nostri rapporti sono troppo cordiali per cose del genere. A Berlusconi basta chiedere… Si fanno strumentalizzazioni sulla pelle dei terremotati: non è vero che separare le europee dal referendum costerà 400 milioni in più. Costerà qualcosa, ma molto meno: bisogna dividere almeno per dieci. Inoltre Maroni sta preparando un provvedimento per cui lo spoglio delle schede sarà a costo zero. E comunque la legge prevede che elezioni e referendum non si possano abbinare: sarebbe incostituzionale. Ha detto quelle cose ad uso interno, per tenere l’equilibrio nel Pdl tra Forza Italia e An. Io e Silvio ci intendiamo sempre.»
Alice
1 year ago
Per onestà di ragionamento e pur condividendo -a parte la troppa acredine- quanto detto anche nei commenti, il costo di 400 milioni di euro è esagerato (vedi allegato) anche se i 100 milioni ipotizzati sono comunque una bella cifra che si doveva risparmiare.
Saluti cordiali