“Politici, imprenditori, capi della mafia: tutti a braccetto per spartirsi la torta della sanità pubblica a Bari e nell’intera Puglia. Scoppia lo scandalo, roba da Tangentopoli. E come ai tempi di «Mani pulite» i carabinieri irrompono nelle sedi dei partiti alla ricerca di bilanci e conti correnti bancari. Tutti di centrosinistra: Rifondazione comunista, Sinistra e Libertà, i Socialisti autonomisti, Pd e Lista Emiliano (dal nome del suo promotore, Michele Emiliano, rieletto sindaco di Bari). L’ipotesi accusatoria del pm Desiree Digeronimo, che da un anno che indaga su forniture e appalti nella sanità pubblica, è quella di finanziamento illecito ai partiti. Una serie di imprenditori privati sarebbero stati favoriti con la promessa di versare contributi. Un giro di tangenti che sarebbe continuato fino alle ultime elezioni. Associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, concussione, falso, truffa, abuso d’ufficio e voto di scambio, questi i reati ipotizzati per almeno quindici persone coinvolte. Da indiscrezioni, però, si apprende che il numero degli indagati è destinato a crescere.
[…] Al centro dell’inchiesta l’ex assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco indagato dal 6 febbraio scorso. Quel giorno, tre ore dopo, l’assessore consegnò le sue dimissioni a Nichi Vendola, il governatore della Puglia. Nel fascicolo che lo riguarda ci sono alcune intercettazioni in cui un imprenditore del settore gli suggerisce come «aggiustare» il piano regionale sanitario. «Ti preparo un appunto?». «No, basta che mi dici dove stanno gli errori». Poca roba è la replica dell’ex assessore, nel frattempo trasmigrato a Palazzo Madama grazie all’elezione a Strasburgo del primo degli eletti, Paolo De Castro. Tedesco è un politico di lunga militanza socialista ma con un occhio rivolto agli affari nella sanità pubblica. Fino al 2006 è stato infatti proprietario di «Medical Surgery» e «Aesse Hospital», aziende passate nelle mani dei figli subito dopo la nomina ad assessore per evitare conflitti di interesse. Nel passato, Tedesco è stato anche socio di Gianpi Tarantini, il personaggio chiave dello scandalo escort-Berlusconi. Anche lui è finito in uno dei filoni (si tratta di quattro inchieste) sulla Sanitopoli pugliese. Ieri, infatti, la Gdf è piombata negli uffici del Policlinico barese per sequestrare documenti, cartelle cliniche e diagnosi. Il giro d’affari è quello delle protesi, il business prediletto dal giovane imprenditore amico di Silvio Berlusconi (nei periodi «caldi» del giro di escort a Roma e in Sardegna, il Presidente gli faceva fino a venti telefonate al giorno).[…]
Per evitare d’essere accusato di partigianeria o di “speculazione” ho riportato la cronaca de l’Unità per quanto riguarda l’inchiesta barese che il giornale, fondato da Gramsci e ora proprietà di Soru, s’illude sia una costola soprannumeraria del filone principale dedicato a Berlusconi e alle sue (dis)avventure da infoiamento senile. Mancano alcuni particolari che il velo pietoso della partigianeria ricopre, per non incrudelire e per risparmiare il ridicolo che ricadrebbe sul serioso “ipse dixit” di D’Alema: l’indagato senatore Tedesco è un “dalemiano”, il referente locale.
Giustamente D’Alema le scosse baresi le aveva previste in anteprima, incitando l’armata a raccogliere il frutto che sarebbe caduto dall’albero berlusconiano ormai corroso.
Su una cosa sbagliava: le “scosse” che pre-sentiva erano coliche intestinali, arrivate finalmente al traguardo.
Ora occorrono chilometri di morbidezza, senza neanche poter fare affidamento su mani pulite.


Avv. Entore
2 years ago
Ho trovato un commento di Mthrandir che cade a proposito:
***Da Bari è arrivata la scossa, ma forse non era esattamente quella che si aspettava lo skipper più famoso di Gallipoli. Come non sanno i lettori di Repubblica (quarta notizia dopo il Texas in fiamme), il pm antimafia Desiree Digeronimo ha ritenuto opportuno mandare gli sbirri a fare un giretto tra i bilanci dei partiti che compongono l’attuale maggioranza pugliese perché, stando a quanto afferma il pentito Giacomo Valentino, la mafia locale avrebbe gioiosamente contribuito a finanziare le spese della campagna elettorale del centrosinistra.
Per i più distratti, si tratta del filone principale dell’inchiesta che ha regalato l’imperitura gloria a Patrizia D’Addario, icona dell’indignazione democratico-progressista e simbolo vivente del degrado morale della destra di lotta e di governo. La notizia arriva, per una sfortunata coincidenza, alla vigilia del grande esodo vacanziero e c’è da scommettere che non riscuoterà il successo di pubblico che avrebbe meritato. Ed è un vero peccato che siano tutti impegnati ad affrontare i grandi temi della politica, dalla questione meridionale al pacchetto “secchiello-e-paletta”, perché ci sarebbe piaciuto sentire l’opinione dei guardiani della democrazia anche su queste piccole questioni.
Certo, niente in confronto alle tombe fenicie di Villa Certosa e fatti del tutto marginali rispetto ai dolorosissimi e poco equivoci rapporti tra lo “psiconano” e lo stormo di zoccole che migra(va) da ogni regione italiana verso le coste della Sardegna. Chissà se, in momenti meno gravi e densi di nubi di questi, l’accigliatissima e severissima Anna Finocchiaro avrebbe rivolto ai suoi compari del Tavoliere lo stesso invito a comparire a suo tempo recapitato al Cavaliere Nero. Perché è importante sapere quante signore dai facili costumi abbiano soggiornato a Palazzo Grazioli, ma per ricostruire un “clima civile” nel confronto politico sarebbe utile sapere anche se la malavita organizzata abbia o meno rapporti economici con la dirigenza piddina, rifondarola, essellina e socialista che appoggia Nichi Vendola al governo della Regione. In attesa che arrivino un paio di domande da pubblicare su un quotidiano nazionale a scelta, noi minus habentes che abbiamo sempre guardato alle baldracche in cerca di notorietà con divertita indifferenza raccomandiamo ai turisti del candore politico di fare molta attenzione una volta giunti ai luoghi di villeggiatura. Il bollettino meteo annuncia moto ondoso in aumento. E il mare va trattato con prudenza. A maggior ragione se è di merda.***
Sator
2 years ago
«Nessuna indagine giudiziaria o aggressione giornalistica potrà cancellare la qualità del governo della Puglia in questi anni, Regione leader per forza e dinamismo, una qualità di governo che dobbiamo rivendicare con orgoglio». Lo ha detto Massimo D’Alema intervenendo a Bari a proposito delle inchieste baresi che vedono coinvolti esponenti del Pd.
Questo è veramente il Massimo…
Pur ammettendo che l’inchiesta è ancora in corso e che nessuno è stato condannato in via definitiva, occorre una bella faccia di bronzo, con o senza baffi, per additare la Puglia come esempio del buon governo regionale nelle amni della sinistra, considerato che lo stesso Vendola, per salvare la faccia, ha dovuto sciogliere la giunta regionale e sostituito gli assessori politici con tecnici esterni.
Se fosse successo a politici di centrodestra i “mosci e impuri” cosa avrebbero detto?
Carta Bianca
2 years ago
Anche Vendola non può uscirsene “tomo-tomo-cacchio-cacchio”, come diceva Totò:
“la bufera che si sta abbattendo sul centrosinistra pugliese non è certo una buona pubblicità per il presidente, che assegnò la delega a Tedesco pur conoscendo il conflitto d’interessi dell’assessore, i cui figli sono titolari di una azienda che commercia in protesi ortopediche.
Oggi sul punto, attaccando il governatore, è tornato il coordinatore regionale dell’Idv, Pierfelice Zazzera. Che a Vendola dà del Pinocchio: «Sulla vicenda Tedesco venne convocato un consiglio regionale monotematico, il cui risultato fu una assoluzione politica con formula piena dell’assessore regionale alla sanità. Il presidente Vendola espresse in quella occasione il proprio pieno appoggio all’operato di Tedesco alla politica sanitaria regionale».”
Avv. Entore
2 years ago
Vendola si ribella al coinvolgimento, finora solo mediatico, nello scandalo della sanità pugliese e pubblica una lettera aperta indirizzata al magistrato inquirente. Senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria e dando per scontata l’estraneità, fino a sentenza eventuale di condanna definitiva, la critica che si può fare è: tutta questa sensibilità “ricusatoria” e garantista perchè non è stata esibita quando nel frullatore giudiziario sono finiti gli avversari politici?
NON si può ESSERE GARANTISTI A CORRENTE ALTERNATA.