Manolesta e manomorta

Pubblicato il 31 luglio, 2009 alle 7:09 pm da


Manolesta e manomorta


“Politici, imprenditori, capi della mafia: tutti a braccetto per spartirsi la torta della sanità pubblica a Bari e nell’intera Puglia. Scoppia lo scandalo, roba da Tangentopoli. E come ai tempi di «Mani pulite» i carabinieri irrompono nelle sedi dei partiti alla ricerca di bilanci e conti correnti bancari. Tutti di centrosinistra: Rifondazione comunista, Sinistra e Libertà, i Socialisti autonomisti, Pd e Lista Emiliano (dal nome del suo promotore, Michele Emiliano, rieletto sindaco di Bari). L’ipotesi accusatoria del pm Desiree Digeronimo, che da un anno che indaga su forniture e appalti nella sanità pubblica, è quella di finanziamento illecito ai partiti. Una serie di imprenditori privati sarebbero stati favoriti con la promessa di versare contributi. Un giro di tangenti che sarebbe continuato fino alle ultime elezioni. Associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, concussione, falso, truffa, abuso d’ufficio e voto di scambio, questi i reati ipotizzati per almeno quindici persone coinvolte. Da indiscrezioni, però, si apprende che il numero degli indagati è destinato a crescere.

[…] Al centro dell’inchiesta l’ex assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco indagato dal 6 febbraio scorso. Quel giorno, tre ore dopo, l’assessore consegnò le sue dimissioni a Nichi Vendola, il governatore della Puglia. Nel fascicolo che lo riguarda ci sono alcune intercettazioni in cui un imprenditore del settore gli suggerisce come «aggiustare» il piano regionale sanitario. «Ti preparo un appunto?». «No, basta che mi dici dove stanno gli errori». Poca roba è la replica dell’ex assessore, nel frattempo trasmigrato a Palazzo Madama grazie all’elezione a Strasburgo del primo degli eletti, Paolo De Castro. Tedesco è un politico di lunga militanza socialista ma con un occhio rivolto agli affari nella sanità pubblica. Fino al 2006 è stato infatti proprietario di «Medical Surgery» e «Aesse Hospital», aziende passate nelle mani dei figli subito dopo la nomina ad assessore per evitare conflitti di interesse. Nel passato, Tedesco è stato anche socio di Gianpi Tarantini, il personaggio chiave dello scandalo escort-Berlusconi. Anche lui è finito in uno dei filoni (si tratta di quattro inchieste) sulla Sanitopoli pugliese. Ieri, infatti, la Gdf è piombata negli uffici del Policlinico barese per sequestrare documenti, cartelle cliniche e diagnosi. Il giro d’affari è quello delle protesi, il business prediletto dal giovane imprenditore amico di Silvio Berlusconi (nei periodi «caldi» del giro di escort a Roma e in Sardegna, il Presidente gli faceva fino a venti telefonate al giorno).[…]

Per evitare d’essere accusato di partigianeria o di “speculazione” ho riportato la cronaca de l’Unità per quanto riguarda l’inchiesta barese che il giornale, fondato da Gramsci e ora proprietà di Soru, s’illude sia una costola soprannumeraria del filone principale dedicato a Berlusconi e alle sue (dis)avventure da infoiamento senile. Mancano alcuni particolari che il velo pietoso della partigianeria ricopre, per non incrudelire e per risparmiare il ridicolo che ricadrebbe sul serioso “ipse dixit” di D’Alema: l’indagato senatore Tedesco è un “dalemiano”, il referente locale.

Giustamente D’Alema le scosse baresi le aveva previste in anteprima, incitando l’armata a raccogliere il frutto che sarebbe caduto dall’albero berlusconiano ormai corroso.

Su una cosa sbagliava: le “scosse” che pre-sentiva erano coliche intestinali, arrivate finalmente al traguardo.

Ora occorrono chilometri di morbidezza, senza neanche poter fare affidamento su mani pulite.

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